Cari amici, oggi ho scoperto una lettera mandata ad un religioso di Radio Maria da un comune ascoltatore. Si parlava di omosessualità, e il religioso prendendo spunto dalla Bibbia, diceva che era un abominio e chiudeva tutte le discussioni al riguardo. Leggetevi il documento paro paro e fatevi 4 risate:

PERCHE’ NON POSSO AVERE SCHIAVI FRANCESI?

DALLE FREQUENZE DI RADIO MARIA UN NOTO RELIGIOSO DISPENSA ALLE PERSONE CHE TELEFONANO INDICAZIONI E CONSIGLI SPIRITUALI TRATTI DIRETTAMENTE DALLE SCRITTURE. QUALCHE TEMPO FA, IN UNA DELLE RISPOSTE AGLI ASCOLTATORI, HA AFFERMATO CHE L’OMOSESSUALITA’ – COME SI LEGGE NELLA BIBBIA (LEVITICO, 18, 22) – E’ UN ABOMINIO E NON PUO’ ESSERE TOLLERATA IN ALCUN CASO. UN ASCOLTATORE GLI HA SCRITTO PER CHIEDERE LUMI SU ALCUNI ALTRI PROBLEMI DI VITA VISSUTA

Lettera del 16 maggio 2009

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione.

Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

* Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
* Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
* So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
* Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
* Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
* Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
* Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
* Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
* In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
* Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.

Groenlinks: Processo contro Berlusconi
Articolo pubblicato su Algemeen Dagblad (1 giugno 2009), tradotto da Italiadallestero.info

GroenLinks [il partito dei Verdi olandesi, NdT] sta considerando se iniziare una procedura contro l’Italia a causa della limitata libertà di stampa nel Paese. Il premier Silvio Berlusconi controlla sia le emittenti pubbliche che le emittenti private e impedisce da qualche tempo a giornalisti critici di accedere alle sue conferenze stampa.

Questo secondo quanto affermato dalla capolista di Groenlinks Judith Sargentini. ‘Il Trattato europeo obbliga ogni Paese europeo a garantire la libertà di stampa. In qualità di frazione dei Verdi all’Europarlamento stiamo quindi considerando una procedura contro l’Italia’, ha detto Sargentini. ‘Se procediamo contro Bulgaria e Romania per le loro irregolarità, allora dobbiamo osare fare lo stesso con l’Italia.’
Se la maggioranza dell’Europarlamento dovesse appoggiare questa causa legale, la procedura giungerebbe nelle mani della Corte Europea di Giustizia.

Sargentini ha già in precedenza affermato che il capolista Wim van de Camp del CDA (Partito Cristiano-Democratico) deve affrontare Berlusconi sul tema del suo comportamento, come anche sul caso dei rifugiati rispediti in Libia. Il CDA e il partito di Berlusconi sono membri della stessa frazione del parlamento europeo.

Ciao a tutti! Non scrivo sul mio blog da non so quanto… non ho avuto tempo e non ho nemmeno avuto voglia di farlo. Oggi però mi sono deciso. Però non parlerò di politica, né di sistemi operativi e/o programmi Open Source… Oggi voglio rendervi partecipi della mia esperienza di questi due mesi, mesi che hanno seguito un inizio di 2009 molto tribolato e per certi aspetti (quasi tutti) da buttare nel cesso… Ma andiamo per gradi:

Il 22 Aprile decido di iscrivermi in palestra. Lo faccio subito ed energicamente… Avevo già deciso di farlo, prima di rompere con la mia ormai ex-ragazza, ma questa rottura mi ha reso molto più battagliero e dinamico. Il mio obiettivo? perdere la bellezza di 22 chili accumulati in questi ultimi 3 anni di vita sendentaria, tranquilla, spesi con la mia “donna” a mangiucchiare di tutto e di più, senza nessun controllo, né tantomeno voglia di controllarmi…

Il 22 Aprile la bilancia segnava la bellezza di 92 chili! La circonferenza del mio addome era di 112 centimetri (una palla insomma!) e, secondo i calcoli, la mia massa grassa ammontava al 35% del totale! Inizio il mio programma di definizione in palestra, senza tuttavia accostargli un’alimentazione corretta. Mi limito a mangiare solo ed esclusivamente di meno. Ma ciò non toglie che delle schifezze ipercaloriche e succulente, cucinate da mia madre, non  sono riuscito comunque a fare a meno. Nel primo mese con questo “metodo” riesco comunque a togliere 3 chili. Il mio programma settimanale era:

-Lunedì, Mercoledì e Venerdì: 10′ di cyclette + sessione pesi (alte ripetizioni) + 20′ di cyclette;
-Martedì e Giovedì: un’ora di FitBoxe;
-Sabato e Domenica: riposo.

Dopo un mese mi decido di accostare al mio programma in palestra anche una bella dieta. Inizio così la dieta a zona, aiutato da questo sito internet (uno dei migliori mai stati creati). Faccio il calcolo del mio fabbisogno proteico giornaliero, e calcolo pure i “blocchetti” da assumere giornalmente, facendo una bella ripartizione su sei pasti totali.

No, non sto parlando arabo! Leggete attentamente quello he scrivo adesso :P

Negli anni 90, un biochimico americano, al secolo Barry Sears, sviluppò un concetto di alimentazione basato sul controllo ormonale tramite il cibo. Egli sosteneva che il nostro miglior farmaco è il cibo stesso, che, se assunto in ogni pasto con una proporzione del 40% di calorie/grammi provenienti dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi, permetteva di tenere sotto controllo gli ecosanoidi buoni e cattivi, creando un equilibrio positivo tra i due, e anche tra l’insulina e il glucagone. Dovete sapere, infatti, che l’aumento del peso corporeo è la maggior parte delle volte attribuibile ad un alto tasso glicemico nel sangue che porta l’insulina alle stelle. L’insulina, essendo l’ormone che si occupa di abbassare il livello glicemico (di glucosio circolante nel sangue) prendendo il glucosio in eccesso e immagazzinandolo sotto forma di GLICOGENO epatico e muscolare e, quando le riserve sono piene, di grasso, è il maggiore imputato dell’aumento di peso. Quando invece il glucosio che circola nel sangue è poco, ecco che il glucagone si occupa di iniettarlo prendendolo dalle riserve di glicogeno. La dieta mediterranea, o comunque l’alimentazione che facciamo noi, basata soprattutto su un consumo sfrenato di carboidrati complessi, come la pasta e il pane, non permette al glucagone di controbilanciare il lavoro dell’insulina. Infatti il glucagone si attiva con il consumo di proteine. Mantenendo costante il rapporto (di 0,75) tra carboidrati e proteine in ogni pasto, si dovrebbe ottenere un equilibrio sostanziale tra i due ormoni. L’aggiunta dei grassi è voluta al 30% proprio per rallentare l’effetto dell’insulina, perché i grassi la inibiscono. Ma come fare a capire quanti carboidrati e proteine si stanno assumendo o si devono assumere nel corso della giornata? Calcolando innanzitutto il fabbisogno proteico (trovate tutto spiegato meglio nel link che vi ho postato in precedenza) giornaliero. La dieta a zona divide il totale delle proteine da assumere ogni giorno in mini blocchi da 7 grammi di proteine. Ad ogni mini blocco di proteine, si deve associare un miniblocco di carboidrati e un miniblocco di grassi, rispettivamente di 9 e 3 grammi. Nel mio caso, quando ho iniziato, ho fatto il calcolo da questo link e ho poi diviso i blocchi usciti (14) nei sei pasti giornalieri (3 colazione, 1 spuntino, 4 pranzo, 1 spuntino, 4 cena, 1 spuntino prenanna). Poi per aiutarmi a comporre i miei pasti, ho usato questo compilatore.
Dopo due settimane di utilizzo, non solo mi sentivo meglio mentalmente, ma sono riuscito a perdere altri 4 chili. Passando da 112 centimetri di circonferenza addominale a 107. Nelle due settimane successive, seguendo il programma in palestra, al quale ho aggiunto altri 20 minuti ai 20 minuti di cyclette, il mio peso è rimasto stabile. Ero sconfortato, perché vedevo che non dimagrivo nonostante gli sforzi, ma misurando l’addome, scopro che da 107 centimetri ero passato a 102! Facendo di nuovo il calcolo della mia massa grassa, ho scoperto di avere messo su 2 chili di massa magra e tolto 2 chili di massa grassa, per questo il peso era uguale. Ma lo specchio diceva il contrario! Ad oggi (sono passati altri 15 giorni), sono arrivato a 98 centimetri di circonferenza addominale, e ho perso altri due chili.

La cosa che mi fa sbalordire è che con questo regime alimentare, non ho mai fame, tengo il metabolismo altissimo, dato che mangio 6 volte al giorno, e mi sento lucidissimo mentalmente! Dovete sapere, infatti, che il programma della zona, avendo un controllo ottimale degli ormoni, vi fa scomparire quella sensazione di pienezza e sonno che si ha molto spesso dopo pranzo, e vi lascia lucidi ed energici per tutta la giornata!

Se volete sperimentare su di voi questa sensazione bellissima, vi consiglio di leggere attentamente la guida rapida presente nei link che vi ho postato prima… Là troverete spiegato, in modo più approfondito, come funziona il nostro organismo sotto regime di “zona”. Molte persone non la considerano solo una dieta, ma un vero e proprio stile di vita. Ho conosciuto gente che mangia in zona da 10 anni! Spero di aggiungermi pure io a loro!

Egregi politici italiani,
Scriviamo questa lettera per mettervi a conoscenza di ciò che sta accadendo ad un uomo, ad un imprenditore triestino… stiamo parlando di Marcello di Finizio.
Sono già trascorsi 20 giorni ad oggi (14 aprile 2009) dall’inizio del suo sciopero della fame: unico ed ultimo gesto per far giungere il suo grido di disperazione alle orecchie di chi sino ad ora non lo ha ascoltato.
Chiediamo a Voi quali siano le differenze tra le vittime di un evento catastrofico che ha scosso la sensibilità di tutti noi italiani (il sisma in Abruzzo) e la vittima di un altrettanto catastrofico evento, purtroppo deliberatamente provocato da un gesto di gratuita ed inaudita violenza, quale il rogo doloso del proprio locale. Tutti noi esprimiamo piena solidarietà a coloro che stanno soffrendo in Abruzzo, siamo loro vicini, contribuiamo nel nostro piccolo ad aiutarli e sostenerli. Vogliamo però sapere qual é la differenza tra loro e Marcello. Solo nel numero delle vittime?
Ricordatevi, che Marcello si è svegliato circondato dalle fiamme…
Immaginatevi lo shock che anche quest’uomo ha subito.
Quel fuoco lo accompagnerà e lo tormenterà purtroppo per tutta la sua vita.
Marcello di Finizio tre volte vittima:
• Vittima di un incendio doloso che, in data 14 giugno 2008, ha distrutto completamente il locale, unica sua fonte di reddito.
• Vittima di una mareggiata che gli ha portato via anche l’ultima attrezzatura rimessa in piedi e che gli avrebbe consentito di guadagnarsi da vivere almeno sino a quando il locale non sarebbe stato ripristinato.
• Vittima del contorto meccanismo burocratico-legislativo.
Marcello chiede ciò che ogni essere umano desidera: la dignità di lavorare, che gli è stata negata.
Non solo ha visto il fuoco ed il mare portargli via tutto, ma ora anche lo Stato italiano, con le sue leggi e la sua burocrazia gli sta portando via la sua casa, la sua autovettura, la sua dignità. Cosa resta di quest’uomo?
Noi tutti ci chiediamo:
• Perché a Marcello non è stato dato nessun contributo?
• Perché non sono stati bloccati i suoi pagamenti?
• Perché ha dovuto addirittura pagare la messa in sicurezza ed il suolo pubblico per il cantiere?
• Perché nessuno si sta attivando per dargli la sicurezza di un contratto demaniale più lungo?
Chiede soltanto di poter lavorare e di rimettersi in piedi con le proprie forze.
A Marcello si sta preparando la fossa?
Chi risponderà di quello che accadrà a quest’uomo?
Verrà sepolto nel silenzio?
Qui di seguito proviamo brevemente a riassumere la vicenda di un imprenditore che ha avuto dapprima la “sfortuna” di imbattersi nel gesto di uno squilibrato, e successivamente la disgrazia di rimanere “incastrato” nell’ingranaggio della burocrazia. Infatti l’aspetto più terrificante non è solamente l’atto criminoso in sé, quanto la devastante silenziosa burocrazia. Speriamo in un intervento che possa far smuovere quel qualcosa di utile ad un imprenditore e ad un uomo per ricominciare a vivere, sognare e farci divertire sentendoci fieri di appartenere ad una città che finalmente mette da parte il “no se pol” (“non si può” è una frase, una scusa, troppo spesso usata per definire l’immobilismo vergognoso della burocrazia).

Oggetto
“La voce della Luna”: Bar Ristorante, menzionato anche sulla guida del Gambero Rosso, con intrattenimenti e serate danzanti affacciato sul mare del golfo di Trieste. Un locale apprezzato da tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerlo. Aperto ogni giorno per almeno 20 ore.

Titolare
Marcello di Finizio, una vita spesa nel settore della ristorazione, una grande capacità di rilevare attività che sotto la sua guida sono poi rifiorite. Il precedente locale, il “Round Midnight”, nei pressi del Teatro Politeama Rossetti era diventato un luogo di ritrovo assai apprezzato dagli artisti che, nel corso degli anni e con il ripetersi delle loro esibizioni, amavano tornare a respirare quell’aria che Marcello era in grado di trasmettere.

Evento
Rogo doloso che ha distrutto il locale.

Sunto degli avvenimenti
Il 14 giugno 2008 “La voce della Luna”, unica fonte di reddito di Marcello di Finizio è stata incendiata. Era passata da poco l’alba e Marcello si era addormentato all’interno del locale per recuperare qualche ora di sonno… Le fiamme hanno distrutto tutto.
Il rogo di origine dolosa è stato tempestivamente denunciato in data 14 giugno 2008, denuncia integrata in data 28 agosto 2008 per descrivere nel dettaglio i beni e i documenti contabili bruciati dalle fiamme.
Con la distruzione del locale, ha perso il posto di lavoro anche tutto il personale dipendente (15 lavoratori).
Marcello ha cercato di fare l’impossibile per reperire le risorse finanziarie necessarie per ricominciare a vivere e ridare il posto di lavoro ai dipendenti rimasti disoccupati. Ha tentato di raccogliere libere offerte presso conoscenti e non, peraltro con miseri risultati, nonostante il Sindaco abbia incoraggiato la città ad aiutarlo.
Il locale che Marcello gestisce dal 2001 in concessione demaniale, venne inizialmente gestita dalla Capitaneria di Porto, fu poi passata sotto il controllo della Regione e da poco è il Comune a gestire questo tipo di concessioni.
Gli investimenti che Marcello ha sostenuto nel corso degli anni per “la Voce della Luna” sono stati notevoli e tutti finanziati di tasca propria, non ha mai ottenuto aiuti né contributi regionali. Il locale ha assunto un aspetto decisamente diverso dall’inizio della gestione, era un gran bel biglietto da visita per chi entra a Trieste.
Ci sono stati una serie di incontri tra Marcello e le Autorità locali ma nessuno ha portato conclusioni positive e purtroppo nessuno ha dato un barlume di speranza che qualcosa possa muoversi.
La vicenda demaniale potrebbe assumere l’aspetto della beffa finale: si ipotizza che alla scadenza della concessione – in barba al contratto in possesso di Marcello – si andrà in gara perché forse, ma non è certo, quel contratto “non s’avea da fare”. O meglio “non poteva essere fatto con quelle condizioni”.
Lasciamo immaginare la disperazione di Marcello che da ormai quasi un anno, stremato dal punto di vista psico-fisico, ha trovato la soluzione per riemergere: ci sono finanziatori pronti ad entrare in società a condizione di una concessione demaniale più lunga. Purtroppo però è stato fermato da una burocrazia assurda che prima concede un contratto di 6 anni rinnovabile tacitamente di altri 6 anni e così di seguito, e poi, ad investimenti fatti, dice che forse c’è stato un errore e rimette in gioco tutto e il contrario di tutto.
Non si può giocare così con la vita di una persona.
Non si può portare un uomo, un imprenditore capace e stimato (e garantiamo che, nel settore, Marcello a Trieste è noto a tutti) sull’orlo del suicidio.
Marcello non ha chiesto aiuti economici allo Stato, non ha chiesto scorciatoie o agevolazioni compromettenti, ha sempre costruito tutto da solo e non ha mai chiesto ed ottenuto nessun favoritismo di alcun genere. Anzi, ha sempre trovato sulla sua strada ostacoli e difficoltà (forse le invidie?). Lui chiede solo di lavorare, di fare il suo mestiere. Ma perché questo è così difficile? Perché un imprenditore come Marcello, abile nel trasformare le cose brutte in cose belle, si ritrova a supplicare per avere ciò che gli spetta? Non è assurdo tutto questo?
Ora Marcello sta facendo lo sciopero della fame, ma sempre in modo silenzioso, senza fare rumore. Non vuole offendere o imbarazzare quella stessa burocrazia che però lo sta portando a spegnersi.
La cinica “impotenza” sta lasciando spegnere i sogni, le energie, le capacità imprenditoriali, la vita di un uomo.
Marcello è riuscito a trasformare un brutto anatroccolo in uno splendido cigno bianco. Perché non si vuole ridare il cigno bianco a Marcello? Chi altri lo può meritare se non il suo creatore? Forse il cigno bianco ora fa gola più del brutto anatroccolo!
Tutta l’eventuale documentazione di cui si parla in questa lettera è consultabile da chi ne avesse bisogno per fondati motivi.

Trieste, 14 aprile 2009.

Firma anche tu per dare speranza e dignità ad un essere umano.

Sign for la voce della luna

E’ da tanto che non scrivo più sul mio blog… Oggi mi è rivenuta l’ispirazione per farlo.

Dopo i recenti fatti in Abruzzo, e ne approfitto per esprimere la mia solidarietà nei confronti di tutte le vittime di questa tragedia immane, i telegiornali non fanno altro che commercializzare la sofferenza della povera gente coinvolta. E’ veramente squallido vedere scene come questa:

Credo che non ci siano parole per commentare lo sdegno che queste immagini producono nella mente di coloro che hanno un pochino di sale in zucca. In un momento in cui la gente rimane senza casa, in cui molti non sanno che fine abbiano fatto i loro parenti e amici cari, in cui la gente è distrutta oltre che fisicamente, anche psicologicamente, il TG1 a cosa pensa? Ai fottuti ascolti! Allo share…

La nostra società è ormai fottuta, lacerata dall’interno da un capitalismo senza ritegno, da una voglia sempre maggiore di fare soldi, e di imporsi sugli altri, usando anche mezzi eticamente improbabili. L’importante è prevalere. Quindi chi cazzo se ne fotte se sono morte centinaia di persone e migliaia sono ferite anche gravemente? Chi cazzo se ne fotte se la gente, che già aveva problemi ad arrivare a fine mese, adesso non ha nemmeno più una casa in cui stare? Al TG1 non importa. O per lo meno gli importa nella misura in cui a me, uomo, potrebbe importare un rossetto o un lucidalabbra.

Ma non si ferma solo qua lo scandalo… Un giorno prima hanno pure chiesto alla gente di postare e inviare i video girati nel momento della sciagura. Si sa che immagini forti o scioccanti attirano la maggior parte della gente senza cervello. Ed è proprio quella gente senza cervello che ha permesso a programmi come Real TV, adesso condito dalle grazie di due zoccole che non hanno cervello ma che pensano solo a spogliarsi e palparsi a vicenda, di avere molto seguito. E’ normale che la presenza di video ad alto impatto emotivo permetta alla gente di stare incollata davanti allo schermo. Ma cerchiamo di metterci nei panni della povera gente coinvolta in tutto questo. Come ci si sentirebbe sapendo che la nostra sciagura è diventata un’attrazione per gli altri? E soprattutto come ci si sentirebbe sapendo che con quelle immagini alcune persone si arricchiscono, nascondendosi dietro il più banale “diritto all’informazione”, quasi come fosse un diritto sacrosanto dell’individuo vedere scene strazianti in televisione?

Purtroppo oggi tutto ruota attorno ai maledetti quattrini. La scuola, con il nuovo decreto, diventerà una vera e propria industria. L’informazione lo è già da tanto tempo. Le nostre vite non valgono nulla se non si ha un valore. Il tuo valore non è strettamente legato alle tue capacità, alla tua intelligenza, ma è legato alla tua produttività economica. Se hai i soldi sei qualcuno. Se non li hai non sei nessuno. Se la tua sofferenza migliora la mia vita, ti sfrutterò fino all’osso.Tanto io sto fermo con il culo incollato alla sedia, o con la lingua impegnata a leccare il solco anale di qualche sudicia persona…

Mi vergogno profondamente di essere italiano. Non ci stiamo rendendo conto di essere degli imbecilli alla mercè delle più strampalate regole di mercato. Ci stanno facendo morire. Spegnere. Lentamente e senza agonia. Non ci rendiamo conto che tra poco saremo il popolo più ignorante e imbecille sulla faccia della terra. Abbiamo un Papa che dice che i preservativi non servono a nulla contro l’AIDS… e viene acclamato. Un Premier che ci sbatte da 18 anni a 90 gradi, e viene rispettato. Poi c’è quanlcuno che prevede i terremoti, e viene preso per pazzo, visionario… Questa è l’Italia.

Catania si sa, è una città attenta ai problemi sociali, multiculturale, dedita alla legalità sotto ogni suo aspetto, rispettosa degli altri, civile ed educata. A Catania non ci sono code ai semafori, nessuno passa con il rosso e fa sorpassi avventati a destra, nessuno suona in modo inconsulso il clacson allo scatto del verde, tutti sono pronti a lasciarti passare quando attraversi le strisce pedonali. Puoi anche lasciare le chiavi della macchina inserite, stai sicuro che la macchina la troverai dove l’hai lasciata! Catania è la Milano del Sud.

Ieri sera sono andato a trovare amici di vecchia data, approfittando del fatto che mia sorella (che studia là) aveva bisogno di un passaggio. Tutto ok. Perfetto. Fino a Catania logicamente.

Dopo  avere imboccato il fresco e nuovo tratto autostradale appena aperto (Rosolini-Noto), mi trovo a superare Siracusa dopo 19 minuti esatti. Prima ci volevano 45 minuti per arrivarci! Arrivato a Trecastagni, da me ribattezzato Threechestnuts perché rende il posto più figo, per prendere la mia pulzella, e dopo aver imboccato la tangenziale per arrivare a Catania, ecco che iniziano le mie imprecazioni contro una città e una popolazione che non hanno nulla a che vedere con l’utopica descrizione fatta all’inizio di questo post. La tangenziale è un inferno! Soprattutto di domenica sera. Rimango nella mia corsia, e ci manca poco che mi linciano ai miei lati: si comincia con sorpassi avventati a destra, sulla corsia di emergenza, e si prosegue con gente che mette la freccia, mi sorpassa a sinistra (finalmente) poi rientra e sorpassa la vettura che mi precede a destra prendendo dalla corsia di emergenza! Evidentemente i catanesi considerano la corsia di emergenza non una corsia da usare SOLO per le emergenze (motore in panne ad esempio), ma una corsia da usare alla bell’e meglio quando si ha fretta di arrivare: questa è la vera emergenza!

Arrivato alla circonvallazione, tanti motorini i cui conducenti sono tutti senza casco: i capelli hanno la loro importanza vitale, mai sia frantumare lo stucco gelloso che li compone ciocca per ciocca! Comunque sia, arrivo sano e salvo alla mia prima tappa, ovvero la casa di un amico di mia sorella (anche lui di Rosolini), a cui avevamo gentilmente offerto un passaggio. La mia seconda tappa era la casa di mia sorella, dove ci saremmo incontrati con i miei amici, che abitano da quelle parti. Scendo, imbocco la via Gabriele D’Annunzio che, a differenza dell’opera dello stesso intitolata “Il Piacere”, di piacere non me ne procura neanche un po’. Arrivato al primo semaforo con solo tre macchine davanti, riescono a fare scattare di nuovo il rosso dalla lentezza nel ripartire. Infatti dovete sapere che a Catania c’è un’usanza davvero singolare. Una volta scattato il verde, non si pensa a mettere la prima e sgombrare l’incrocio, ma si inizia a suonare forsennatamente. Se uniamo questa singolare bellezza al fatto che quelli che hanno il rosso continuano comunque imperterriti ad attraversare la strada, ecco che viene svelato l’arcano mistero. Al secondo semaforo mi va anche peggio, perché sono riuscito a partire con il verde, ma, per il suddetto motivo (le macchine che con il rosso continuano a proseguire noncuranti) mi trovo in mezzo all’incrocio senza possibilità alcuna di passare. Nel frattempo il mio verde diventa giallo e poi rosso, ma io non me ne accorgo, vista la mia precaria posizione nel bel mezzo dell’incrocio, mentre il rosso degli altri diventa verde! Ed è qua che succede il finimondo. Le macchine provenienti dalla strada perpendicolare alla mia mi trovano in mezzo all’incrocio e mi fanno un casino allucinante. Gestacci, insulti e quant’altro si mixano tra di loro in un tripudio di suoni e strampalate coreografie: viva la vita! Faccio retromarcia e mi riposiziono di nuovo davanti al mio semaforo, che sorridente mi fa di nuovo l’occhiolino verde. Riesco a passare. Finalmente arrivo a casa di mia sorella. La casa di mia sorella è proprio di fronte al carcere. Dopo aver parcheggiato, inizio ad udire grida di felicità  provenire dalle suite dei detenuti, e inizio a pensare che forse erano riusciti ad evadere. Invece esultavano per la partita del Milan contro il Torino. In quel momento il Milan era passato in vantaggio con Ronaldinho! “Che bello!” – penso subito – “la sensibilità sociale di Catania si riflette anche in queste cose. Quale altro carcere dà la possibilità ai propri detenuti di sentirsi ancora parte della società della quale precedentemente erano i principali attori?”. Mi sento felice per loro, un po’ meno per la partita. Finalmente, senza intoppi, ci incontriamo con Valeria, la mia amica. Mi porta a casa sua, parcheggio, scendo dalla macchina, apro il cofano con la chiave, prendo un regalo che le avevo portato e che le dovevo dare da tanto tempo, e ci avviamo verso la sua umile dimora. La serata passa tranquilla, vediamo le foto del suo viaggio di nozze, e si fanno le 00:10. Ci salutiamo e io e la mia ragazza ci avviamo verso la macchina. Vado per mettere le mani in tasca per prendere le chiavi per aprire la portiera e non le trovo. “Saranno nel borsello” – penso immediatamente. Ma nel borsello non c’erano. Vado per tornare indietro a casa di Valeria, perché credevo di averle lasciate da lei, quando una sensazione mi fulmina: “e se le avessi lasciate infilate nella portiera?”. Guardo la portiera a sinistra e non c’erano, guardo quella di destra, idem. Mi avvio verso il cofano: BINGO! Le chiavi erano rimaste inserite là per tutta la serata. Mi si gela il sangue. Guardo Giulia, lei mi guarda, guardiamo le chiavi e, soprattutto, la macchina. Ci stropicciamo gli occhi e rifacciamo il rituale. Il sangue gelato inizia a circolare forsennatamente; sudo. Saliamo in macchina, accendo il motore in rigoroso silenzio, dò un’altra occhiata a Giulia e mi metto ad urlare. No, non ho urlato per aver scoperto che il Torino era riuscito a pareggiare e che quindi l’Inter è sola in testa alla classifica, ma perché avevo ancora la macchina! Questa è stata la mia vera gioia! Adesso lo posso dire con certezza: HO UN CULO ALLUCINANTE! NON MI HANNO FREGATO LA MACCHINA DOPO AVER LASCIATO LE CHIAVI INSERITE NEL BUCO DELLA “SERRATURA” DEL COFANO, MA SOPRATTUTTO, HO EVITATO DI TROVARE QUALCOSA DI GROSSO DENTRO IL MIO BEL BUCHETTO DELLA SERRATURA POSTERIORE!! E considerando il fatto che mio padre avrebbe provveduto ad un suo allargamento sempre crescente fatto di eviscerazioni continue e costanti con tubi da cento (è anche idraulico), posso dire che mi sento doppiamente fortunato!

meraviglia

Da Repubblica.it (20 novembre 2008):

I linguisti italiani bocciano le classi-ponte. Attraverso una dettagliata relazione, ben quattro società linguistiche nazionali bollano come “non chiara”, “poco perspicua” e “inefficace” la mozione proposta dal parlamentare della Lega Nord, Roberto Cota, e da altri 26 deputati della maggioranza, sulle classi di “inserimento” per gli alunni stranieri.
L’elenco delle critiche al metodo e alle soluzioni proposte dalla mozione-Cota è lunghissimo e non lascia scampo a troppi dubbi. “E’ opportuno – spiegano gli specialisti della materia – che si continui ad immettere i bambini e gli adolescenti non-italofoni nelle classi normali”.

Gli esperti di Sig (Società italiana di glottologia), Sli (Società di linguistica italiana), Aitla (Associazione italiana di linguistica applicata) e Giscel (Gruppo di intervento e studio nel campo dell’educazione linguistica) attraverso un ampio documento smontano pezzo per pezzo quella che a tantissimi sembra un atto di discriminazione nei confronti dei figli degli stranieri. E contro la “discriminazione transitoria positiva”, come la chiamano gli stessi estensori della mozione, chiamano in causa i principi della Costituzione italiana e la Convenzione sui diritti dell’infanzia, emanata nel 1989 dalle Nazioni Unite. Ecco i motivi.

La premessa. Il problema “vero” dovrebbe essere quello dell’inserimento “di bambini e adolescenti non-italofoni nelle classi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado con l’obiettivo di favorirne la massima integrazione scolastica”. Secondo le Società scientifiche in questione il problema è posto in termini “non chiari e parzialmente fuorvianti nelle premesse della mozione”. Il perché è presto detto. Il documento elaborato da Cota & company parla di “nomadi”, “alunni stranieri”, alunni con cittadinanza non italiana”, “bambini immigrati” (ed altro) come se si trattasse della stessa cosa “oscurando il tratto rilevante che è quello della conoscenza della lingua italiana”.


Tra gli oltre 500 mila alunni stranieri presenti nelle scuole italiane, infatti, almeno un terzo è nel nostro Paese e si esprime perfettamente in italiano. Il provvedimento andrebbe indirizzato agli “alunni non-italofoni” che andrebbero distinti per fasce d’età visto che l’apprendimento della lingua dipende in primo luogo dall’età. Ma non solo: gli esperti criticano anche i dati (tasso di promozione e ripetenza) degli alunni stranieri utilizzati per giustificare le classi-ponte che, secondo i linguisti, “abbisognano di essere scorporati e ricanalizzati”. La censura non risparmia neppure il cuore del problema: il “diverso grado di alfabetizzazione linguistica” che a loro parere riguarda soltanto le “capacità di scrittura e lettura” anziché “la competenza linguistica” a tutto tondo.

Il metodo. Gli esperti disapprovano la mozione-Cota anche nel metodo, che definiscono “incongruente”. Vincolare l’ingresso degli studenti stranieri al superamento di un test viene considerato “inopportuno” perché non si specifica l’obiettivo: “testare la competenza linguistica in italiano o altri tipi di conoscenze”? E in quale lingua andrebbe formulato il Test? Anche la scadenza temporale entro cui superare il test (il 31 dicembre di ogni anno) viene stigmatizzata perché costringerebbe coloro che non superano la prova (o coloro che arrivano in Italia dopo tale data ma hanno le competenze linguistiche richieste) a rimanere in “classi differenziali” per un intero anno. Ma la proposta delle classi-ponte sarebbe, addirittura, “inefficace e inattuabile” in quanto porterebbe alla formazione di classi di “una o due unità”. E cosa c’entrano le indicazioni di un “curricolo formativo essenziale” con temi che riguardano l’Educazione civica con le competenze linguistiche?

Le proposte. Dopo avere ampiamente criticato e motivato le stesse critiche alle classi-ponte, gli esperti indicano al governo la via da seguire per una soluzione razionale del problema. “Il riordino della materia è auspicabile partendo dalle esperienze maturate sul campo, generalizzando le buone pratiche ed eliminando errori ed inefficienze”.
Dalle esperienze condotte da diversi lustri in scuole e università italiane “è emerso che l’acquisizione di una L2 (seconda lingua, ndr) è tanto più facile, rapida, completa quanto più giovane è l’età del soggetto apprendente e quanto più piena è l’immersione nella nuova realtà linguistica e culturale”. Occorre, poi, fornire, attraverso corsi di aggiornamento, a tutti gli insegnanti italiani gli adeguati strumenti per affrontare il problema e ricorrere al “sostegno linguistico” (facilitatori linguistici) per alunni e genitori sia in classe sia fuori dall’orario scolastico.

Posto l’ultimo passaparola di Marco Travaglio, con la speranza che si riesca a socchiudere gli occhietti su ciò che sta succedendo in Italia e sul perché sta succedendo!

A voi:

Salve a tutti.

Ci siamo. Si è aperta ufficialmente la caccia. La caccia alla delinquenza e all’illegalità. La caccia alle firme contro quella legge vergogna che è il Lodo Alfano. Tradotto in termini poveri, da giorno 11 Ottobre, abbiamo la possibilità di dire no alle leggi vergognose propugnate dal nostro Premier “contaballe”, tra cui una, la più grave, che lo vede immune da qualsiasi processo per i prossimi cinque anni insieme ad altri tre cittadini italiani. Facciamo un breve excursus.

Il premier Silvio Berlusconi, cavaliere “nero” di Arcore, ha cominciato a governare con cinque processi pedenti. Uno di questi processi, lo vedeva imputato insieme ad un certo Mills, per corruzione. David Mills, avvocato inglese, aveva ricevuo tanti soldini, per la precisione 600.000 dollari, in cambio della sua falsa testimonianza nel processo “All Iberian“, che vedeva il premier accusato di falso in bilancio ecc… ecc… (per maggiori informazioni andate qua e qua). Mills aveva mandato una lettera al suo commercialista Bob Drennan sostenendo di aver “tolto dai guai Mister B.” dicendo meno di quello che sapeva realmente nel processo di cui sopra… il commercialista, non essendo italiano, denuncia il suo cliente e fa partire il cosiddetto “Processo Mills“. Il processo non è un’invenzione delle “toghe rosse”, in quanto la magistratura ha la prova delle prove: la lettera firmata da Mills! A Settembre sarebbe dovuta arrivare la sentenza, che, molto probabilmente, avrebbe visto il cavaliere condannato a sei anni di reclusione… Ma ecco che arriva in suo soccorso la legge “Alfano”: le alte cariche dello stato saranno immunizzate da processi, anche se ammazzano o violentano un bambino, per tutta la durata della legislatura. E’ comprensibile che con questa legge, l’articolo 3 della Costituzione, che recita “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge…“, va a farsi benedire. Quattro cittadini (Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, Presidente della Camera, Presidente del Senato) sono più uguali degli altri.

L’altro ieri è partita la raccolta delle firme promossa dall’Italia dei Valori, che punta ad un Referendum con il quale si ha la possibilità di provocare un terremoto nella becera politica italiana, abrogando la sopra descritta vergogna. E’ la nostra opportunità per dire “NO” alla casta, per avere un po’ di voce in capitolo. Ricordiamoci che un popolo veramente libero, utilizza ogni mezzo a sua disposizione per fare sentire la propria voce.

L’Italia ha bisogno di tutti. Lasciate a casa le vostre idee politiche, puntiamo all’etica, quella vera, non quella che ci insegnano a scuola come se fosse una poesia di Leopardi, che, inevitabilmente verrà dimenticata dai “non addetti ai lavori”.

Potete trovare maggiori informazioni sulla raccolta firme e sui punti più vicini a voi qua:

http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/firmaefermali/

La nostra possibilità è oggi! Non domani!

Guardate il video e capite cosa sta succedendo! Ragazzi, non scherziamo più. Se avete una coscienza, allora sarete capaci di notare le similitudini tra la Loggia Massonica P2 di Ligio Gelli, e il piano politico perpetrato in questi anni da Silvio Berlusconi… Qua non c’è anti-Berlusconismo o giustizialismo che tenga… Cazzo! E’ in ballo il futuro del nostro piccolo ano… E io non voglio che mi venga esageratamente allargato!

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