La Telecom è impazzita!

Oggi stavo cazzeggiando su YouTube, quando all’improvviso arriva mio zio che mi fa vedere un avviso di mancato pagamento della Telecom di 1390 euro!!!!!!!!!!! L’avviso dice che la fattura 05/07 (Settembre e Ottobre) non è stata ancora pagata.

Al momento non dico niente (e chi direbbe qualcosa in un momento del genere). Dopo cinque secondi di fiato sospeso, ecco che mi lascio andare ad un grande urlo: “Ahhhhhahhahahahahahah?” con tanto di intonazione interrogativa. Mio zio, molto pragmaticamente, capisce che in quel mezzo urlo c’era un mix di stupore e voglia di sapere da dove diavolo venissero tutti quei soldi da pagare. Ed eccolo che mi risponde: “Devo pagare 550 ore di ADSL Alice Free (quello che si paga ad ore, al costo di 2 euro l’ora, nda), ma il problema è che nessuno di noi ha mai usato internet, né ha mai chiesto alla Telecom di attivare il servizio”. Quando gli chiedo se avessero già provveduto a segnalare il problema ai preparatissimi operatori del call center, mio zio mi risponde, in tono molto garbato: “SE NE DEVONO ANDARE A FARE IL C**O! MI HANNO DETTO CHE PER LORO IL DISCORSO È CHIUSO, DEVO PAGARE E BASTA. LE ALTRE VOLTE CHE LI HO RICHIAMATI, MI HANNO STACCATO IL TELEFONO IN FACCIA!”. Inoltre aggiunge che ad Agosto gli erano arrivati 490 euro da pagare per l’adsl e che lui non aveva ancora pagato. Punto di sospensione. Raccogliamo un po’ le idee.

Dopo aver raccolto un po’ le idee, mi è viene in mente di chiedere a mio zio, stavolta invitandolo a stare un po’ più calmo, se in quei mesi in cui risultava il collegamento ADSL, avessero avuto problemi con la linea. Non avendo loro mai richiesto il servizio e non avendo né filtri, né modem, ho pensato che forse poteva esserci qualcuno che, usando illegalmente la loro linea telefonica, si fosse fatto i propri porci comodi. La risposta di mio zio è affermativa. Avevano avuto problemi. Non riuscivano a telefonare, e se ci riuscivano, il segnale era molto disturbato. Primo punto a favore del mio ragionamento, che viene definitivamente confermato da una telefonata che i miei zii hanno ricevuto da un operatore Telecom di Rosolini, il quale chiedeva se tutto fosse a posto. Mia zia aveva risposto che era tutto ok (i problemi erano già stati risolti) e lui: “Ma ne siete proprio sicuri?”. Stop. “Ma ne siete proprio sicuri…?”. Qua c’è qualcosa che non quadra. Perché ha telefonato senza che i miei zii avessero provato, neanche minimamente, a segnalare il problema alla Telecom Italia SPA, pensando che fosse il caldo che faceva le bizze? E, quando mia zia ha detto che era tutto ok, perché il mister X della telefonia fissa ha chiesto conferma? Non è che lui sapesse già quello che stava succedendo o, peggio ancora, fosse egli stesso il fautore occulto di questa ignobile situazione? Questo non ci è permesso di saperlo.

Vado in internet e controllo su 187.it il resoconto delle fatture dell’ultimo anno di mio zio. Non risulta emessa una fattura di Settembre e Ottobre, la 05/07 per la precisione, proprio quella dell’avviso del mancato pagamento! C’erano tutte, perché mancava proprio la 05/07, e, soprattutto, perché la bolletta di riferimento non era mai arrivata a destinazione? Nell’avviso, ci sono aggiunti pure quei 490 euro non ancora pagati. La bolletta di riferimento è la 04/07, regolarmente arrivata e registrata su 187.it. Mi sposto su “Pagamenti”, ed ecco che spunta il nostro mitico avviso di 1390 euro, ma non ci sono dettagli. In sostanza non posso capire il perché di quei costi. Non ci sono dettagli, niente di niente! Mentre per la 04/07 i dettagli ci sono. Boh!? Mistero!

Ho consigliato a mio zio di andare da un avvocato. E’ quello che farà Lunedì mattina. Nel frattempo io cerco di capire cosa sia successo, e sono arrivato alla conclusione che alla Telecom sono pazzi da legare e portare a passeggio da uno psichiatra, ma non uno qualsiasi, uno bravo! Non so se a qualcuno di quelli che leggerete, se mai lo farete, questo articolo è capitata qualcosa del genere prima d’ora. Vi chiedo di farmi sapere, se la risposta è affermativa, come avete risolto e se lo avete fatto. Per tutti gli altri: state attenti, perché dall’oggi al domani vi potreste trovare la polizia in casa che vi arresta per distribuzione di materiale pedo-pornografico, senza che voi avete un misero modem, o peggio un computer e il vostro vicino se la ride perché l’ha fatta in barba allo Stato e alle forze dell’ordine. Prende tutto e lo nasconde per benino, o magari prende una mega calamita e smagnetizza tutti i centocinquantamila hard disk che usa per le sue sporche perversioni. O magari li ha già nascosti nelle vostre proprietà…

MEDITATE GENTE! MEDITATE!

I System of a down rimpiazzati da… Lego!

Ieri ho voluto dare un tributo ai System of a down, oggi, spulciando tra i miliardi di video su YouTube, ho scoperto un gruppo che li ha rimpiazzati, ma rimpiazzati tanto da non farci sentire la loro mancanza:

Signori e signore, ecco a voi i “System of a Lego” 😉

Chop Suey!

Sugar

B.Y.O.B

System of a down, grande band e non solo…

Oggi, amici, parlerò dei miei gusti musicali.

Come ho scritto nel mio primo post, sono molto aperto a tanti generi, l’importante è che non siano COMMERCIALI. Analizziamo bene in che senso.

Tutti gli artisti, in questo caso specifico parliamo di cantanti o band, creano musica e amano il lavoro che fanno. E’ normale che all’inizio TUTTI tentino di vendere il più possibile, ma non tutti si fermano se non ci riescono. Tra i tanti gruppi che nascono e muiono nel giro di un solo misero anno, ci sono persone che colgono, per così dire, l’attimo, creano un motivetto orecchiabile, magari scrivono testi basati su temi attuali che fanno stare bene le persone, per il resto ci pensano le case discografiche. Arriva una pubblicità sulla televisione di Stato che sceglie la tua canzone, e la frittata è fatta. Un artista sconosciuto, diventa una celebrità in men che non si dica. E noi non ricordiamo nemmeno il titolo delle canzoni che ascoltiamo, figuriamoci le parole. Ricordiamo il motivetto, e giù a fischiettarlo a destra e sinistra, in bagno, in cucina, in salotto… Dopo un anno, il sopra citato artista scompare dalla scena. Ha avuto la sua gloria (e i suoi “piccioli”), ed è artisticamente morto. Alcuni ci riprovano e creano canzoni “fotocopie” delle altre, con qualche impercettibile variazione di quà e di là. Tra questi pseudo-artisti, non posso certamente fare rientrare i “System of a down”, attulmente la mia band preferita.

I “System of a down” nascono nel 1995, quando chitarrista Daron Malakian e il vocalist Serj Tankian si incontrano in uno studio di registrazione a Los Angeles e, scoprendo di avere dei gusti simili, decidono di formare un gruppo insieme. Nascono così i Soil, primo vero nucleo di quelli che, dopo, diventeranno i Victims of a down, dal nome di una poesia di Daron, per poi metamorfizzare ulteriormente in System of a down. Del quartetto principale, solo tre sono arrivati fino al 2006, ultimo anno in cui i System hanno suonato assieme. Infatti il batterista che iniziò col gruppo, Andranik Khachaturian lasciò la band nel 1997 e fu sostituito fino al 2006 dal talentuoso John Dolmayan.

Serj Tankian, voce e tastiera, Daron Malakian, chitarra e voce, John Dolmayan, batteria, e Shavo Odadjan, basso, formano dunque i System. Si caratterizzano subito per il loro sound molto aggressivo e duro, che va oltre l’Heavy Metal tradizionale ed unico nel panorama musicale degli anni novanta. Rapidi riff di chitarra, growl vocali unici e molto rabbiosi. Non disdegnano i cambiamenti di ritmo all’interno dei loro pezzi, nei quali aggiungono pure pezzi di musica tradizionale armena, con tonalità arabesche. Il loro genere è unico e speciale e non rischiano mai di diventare ripetitivi, in quanto i temi delle loro canzoni sono sempre attuali. Ascoltare uno dei pezzi di successo dei System of a down è come buttarsi una dose di doping addosso.

Il filo conduttore che accomuna i quattro è la loro origine armena. I quattro, infatti, discendono direttamente dai superstiti del genocidio armeno, genocidio che viene spesso ricordato nei loro pezzi. Attaccano molto la società americana e le ingiustizie che, giorno dopo giorno, scandiscono i momenti salienti della politica statunitense.

Nel 1998 esordiscono con l’album “System of a down“. In quest’album, oltre ad ascoltare il sound rabbioso che li contraddistingue, si può facilmente intuire che l’album è stato mixato in modo da sembrare un disco registrato da un concerto, con una qualità molto grezza. Tra le tracce più importanti di quest’album, mi piace ricordare War, P.L.U.C.K, Spiders, Soil, Sugar. Da ricordare la frase di P.L.U.C.K: “A whole race genocide, taken away all of our pride, a whole race genocide, taken away, watch all them fall down…” che si riferisce allo sterminio degli armeni.

Nel 2001 esce il loro secondo album, che è quello che li consacrerà come band rivoluzionaria e gli permetterà di entrare nella storia e di vincere 3 dischi di platino, con oltre sei milioni di copie vendute. Toxicity è un album molto potente, ma nello stesso tempo non manca di quelle melodie che solo il chitarrista, Daron, sa creare e che rende il gruppo unico nel suo genere. La canzone “Chop Suey!” si classifica al 14° posto delle canzoni metal più belle di tutti i tempi e viene aspramente contestata per i suoi contenuti molto forti. Eccovi il videoclip della canzone omonima. Toxicity:

Di questo capolavoro fanno parte, oltre alla già citata Chop Suey!, Prison song (in cui viene criticato il sistema penitenziario statunitense), Atwa, Deer dance, Forest, Science ed Aerials, oltre a X, Psycho, Bounce, Jet pilot, Shimmy. La frase che più di tutte può rappresentare da sola questo album è quella tratta da Chop Suey, dove Serj trasmette non solo la disperazione delle parole che sta pronunciando, molto forti, ma anche la bellezza della sua voce, il suo inconfondibile timbro: “Father in to your hands I commend my spirit, father in to your hands… Why have you forsaken me, in your eyes forsaken me, in your thoughts forsaken me, in your heart forsaken me?” Mi va di ricordare anche la traccia nascosta. Si tratta di un ritmo tribale, che evoca molto l’Africa, di un autore armeno, che collaborerà con Serj anche nel disco che uscirà nel 2003, Serart. Sto parlando di Arto Tuncboyaciyan, famoso per aver suonato con jazzisti famosi a livello internazionale. Nella traccia suona di tutto, anche bottiglie vuote percosse sul proprio petto.

Nel 2002 esce una raccolta di pezzi scartati in precedenza, non perché fossero qualitativamente inferiori, anzi! Semplicemente perché ne avevano registrati troppi e dovevano sceglierne alcuni per i primi due album. Quelli rimanenti, quindi, vengono pubblicati in Steal this album! che va letteralmente a ruba in tutti i negozi di dischi del mondo. Tra le canzoni secondo me più belle abbiamo: Innervision, A.D.D, Fuck the system, Ego brain, The tawaves e Boom!, che sarà il leitmotiv della manifestazione mondiale di pace con più partecipanti nella storia. La frase più importante è: “Every time you drop the bomb, you kill the God your child has born…”

Dopo tre anni esce Mezmerize. Molto diverso nel sound, si discosta quasi totalmente dall’album di esordio. Il gruppo è maturato, affiatato, riesce a coinvolgere persone da tutto il mondo, collabora con altri artisti e prova a vivacizzare il panorama musicale sperimentando nuove melodie e nuovi stili, anche se la caratteristica principale che li contraddistingue rimane. La durezza, e la potenza, fanno ancora da padrone, ma troviamo anche pezzi che non hanno nulla, come ho detto prima, a che fare con i System degli esordi. Tra le canzoni che amo particolarmente vi sono: B.Y.O.B (Bring Your Own Bomb), Question, Sad statue, Lost in Hollywood. Quest’ultimo brano è un pezzo molto particolare. Ha un ritmo lento, e uno stile un pò hip hop. La frase che associo volentieri a questo album è: “You and me will all go down in history, with a sad Statue of Liberty, and a generation that didn’t agree…” (Sad Statue).

Nel 2006 esce la seconda parte di Mezmerize, Hypnotize. I System of a down hanno voluto creare una sorta di continuum tra i due album, tant’è che la canzone che in Mezmerize era poco più che una intro, Soldier side, in Hypnotize invece chiude l’album. E’ l’ultima traccia, ed è anche l’ultima che i System hanno registrato insieme. Mi va di ricordare le canzoni che più di tutte hanno reso quest’album speciale. Attack, Hypnotize, U-fig, Tentative, Holy mountains, Lonely day, e come detto Soldier side, rendono quest’ultimo album una perla. Non si pensava che i System potessero riuscire a creare qualcosa di interessante dopo dieci anni di grandi successi, e invece ci sono riusciti anche con quest’ultimo disco. La frase più importante: “They were crying when their sons left, God is wearing black, he’s gone so far to find no hope, he’s never coming back; they were crying when their sons left, all young men must go, he’s come so far to find no truth, he’s never going home…” Eccovi il clip di B.Y.O.B

Dopo l’uscita dell’album, il gruppo si scioglie. La spiegazione ufficiale è la necessità di avere spazi propri, per poter sperimentare nuove soluzioni musicali e mettersi in gioco. C’è qualcuno che però sostiene che Serj e Daron abbiano litigato. John ha però gettato acqua sul fuoco affermando che i System sono tutt’altro che finiti. Ritorneranno, a suo dire ancora più affiatati.

Intanto Daron si prepara a debuttare con il suo nuovo gruppo (nel quale parteciperanno anche John, Shavo e Serj), gli Scars on Broadway, e Serj ha già inciso e pubblicato il suo primo album da solita “Elect the dead“. Di quest’ultimo album parlerò prossimamente, perché è un album degno di essere commentato.

Dopo lo scioglimento della band, Serj è stato impegnato molto sul piano sociale, così come lo sono stati tutti. Collabora con Amnesty International e ha già fondato un’associazione no profit, gli Axis of Justice, insieme a Tom Morello, batterista dei Rage against the machine, che si impegna a lanciare messaggi di grande solidarietà in un mondo sempre più corrotto e pieno di contraddizioni.

Per concludere, credo assolutamente, e spero vivamente, che il ciclo dei System non sia ancora concluso. Possono a mio avviso dare ancora tanto alla musica “alternativa”, e so che lo faranno. Nell’attesa buon ascolto a chi vuole gettarsi per la prima volta in questo mondo. Un mondo “alternativo” per gente altrettanto alternativa. Let’s System together!

System of a down