System of a down, grande band e non solo…

Oggi, amici, parlerò dei miei gusti musicali.

Come ho scritto nel mio primo post, sono molto aperto a tanti generi, l’importante è che non siano COMMERCIALI. Analizziamo bene in che senso.

Tutti gli artisti, in questo caso specifico parliamo di cantanti o band, creano musica e amano il lavoro che fanno. E’ normale che all’inizio TUTTI tentino di vendere il più possibile, ma non tutti si fermano se non ci riescono. Tra i tanti gruppi che nascono e muiono nel giro di un solo misero anno, ci sono persone che colgono, per così dire, l’attimo, creano un motivetto orecchiabile, magari scrivono testi basati su temi attuali che fanno stare bene le persone, per il resto ci pensano le case discografiche. Arriva una pubblicità sulla televisione di Stato che sceglie la tua canzone, e la frittata è fatta. Un artista sconosciuto, diventa una celebrità in men che non si dica. E noi non ricordiamo nemmeno il titolo delle canzoni che ascoltiamo, figuriamoci le parole. Ricordiamo il motivetto, e giù a fischiettarlo a destra e sinistra, in bagno, in cucina, in salotto… Dopo un anno, il sopra citato artista scompare dalla scena. Ha avuto la sua gloria (e i suoi “piccioli”), ed è artisticamente morto. Alcuni ci riprovano e creano canzoni “fotocopie” delle altre, con qualche impercettibile variazione di quà e di là. Tra questi pseudo-artisti, non posso certamente fare rientrare i “System of a down”, attulmente la mia band preferita.

I “System of a down” nascono nel 1995, quando chitarrista Daron Malakian e il vocalist Serj Tankian si incontrano in uno studio di registrazione a Los Angeles e, scoprendo di avere dei gusti simili, decidono di formare un gruppo insieme. Nascono così i Soil, primo vero nucleo di quelli che, dopo, diventeranno i Victims of a down, dal nome di una poesia di Daron, per poi metamorfizzare ulteriormente in System of a down. Del quartetto principale, solo tre sono arrivati fino al 2006, ultimo anno in cui i System hanno suonato assieme. Infatti il batterista che iniziò col gruppo, Andranik Khachaturian lasciò la band nel 1997 e fu sostituito fino al 2006 dal talentuoso John Dolmayan.

Serj Tankian, voce e tastiera, Daron Malakian, chitarra e voce, John Dolmayan, batteria, e Shavo Odadjan, basso, formano dunque i System. Si caratterizzano subito per il loro sound molto aggressivo e duro, che va oltre l’Heavy Metal tradizionale ed unico nel panorama musicale degli anni novanta. Rapidi riff di chitarra, growl vocali unici e molto rabbiosi. Non disdegnano i cambiamenti di ritmo all’interno dei loro pezzi, nei quali aggiungono pure pezzi di musica tradizionale armena, con tonalità arabesche. Il loro genere è unico e speciale e non rischiano mai di diventare ripetitivi, in quanto i temi delle loro canzoni sono sempre attuali. Ascoltare uno dei pezzi di successo dei System of a down è come buttarsi una dose di doping addosso.

Il filo conduttore che accomuna i quattro è la loro origine armena. I quattro, infatti, discendono direttamente dai superstiti del genocidio armeno, genocidio che viene spesso ricordato nei loro pezzi. Attaccano molto la società americana e le ingiustizie che, giorno dopo giorno, scandiscono i momenti salienti della politica statunitense.

Nel 1998 esordiscono con l’album “System of a down“. In quest’album, oltre ad ascoltare il sound rabbioso che li contraddistingue, si può facilmente intuire che l’album è stato mixato in modo da sembrare un disco registrato da un concerto, con una qualità molto grezza. Tra le tracce più importanti di quest’album, mi piace ricordare War, P.L.U.C.K, Spiders, Soil, Sugar. Da ricordare la frase di P.L.U.C.K: “A whole race genocide, taken away all of our pride, a whole race genocide, taken away, watch all them fall down…” che si riferisce allo sterminio degli armeni.

Nel 2001 esce il loro secondo album, che è quello che li consacrerà come band rivoluzionaria e gli permetterà di entrare nella storia e di vincere 3 dischi di platino, con oltre sei milioni di copie vendute. Toxicity è un album molto potente, ma nello stesso tempo non manca di quelle melodie che solo il chitarrista, Daron, sa creare e che rende il gruppo unico nel suo genere. La canzone “Chop Suey!” si classifica al 14° posto delle canzoni metal più belle di tutti i tempi e viene aspramente contestata per i suoi contenuti molto forti. Eccovi il videoclip della canzone omonima. Toxicity:

Di questo capolavoro fanno parte, oltre alla già citata Chop Suey!, Prison song (in cui viene criticato il sistema penitenziario statunitense), Atwa, Deer dance, Forest, Science ed Aerials, oltre a X, Psycho, Bounce, Jet pilot, Shimmy. La frase che più di tutte può rappresentare da sola questo album è quella tratta da Chop Suey, dove Serj trasmette non solo la disperazione delle parole che sta pronunciando, molto forti, ma anche la bellezza della sua voce, il suo inconfondibile timbro: “Father in to your hands I commend my spirit, father in to your hands… Why have you forsaken me, in your eyes forsaken me, in your thoughts forsaken me, in your heart forsaken me?” Mi va di ricordare anche la traccia nascosta. Si tratta di un ritmo tribale, che evoca molto l’Africa, di un autore armeno, che collaborerà con Serj anche nel disco che uscirà nel 2003, Serart. Sto parlando di Arto Tuncboyaciyan, famoso per aver suonato con jazzisti famosi a livello internazionale. Nella traccia suona di tutto, anche bottiglie vuote percosse sul proprio petto.

Nel 2002 esce una raccolta di pezzi scartati in precedenza, non perché fossero qualitativamente inferiori, anzi! Semplicemente perché ne avevano registrati troppi e dovevano sceglierne alcuni per i primi due album. Quelli rimanenti, quindi, vengono pubblicati in Steal this album! che va letteralmente a ruba in tutti i negozi di dischi del mondo. Tra le canzoni secondo me più belle abbiamo: Innervision, A.D.D, Fuck the system, Ego brain, The tawaves e Boom!, che sarà il leitmotiv della manifestazione mondiale di pace con più partecipanti nella storia. La frase più importante è: “Every time you drop the bomb, you kill the God your child has born…”

Dopo tre anni esce Mezmerize. Molto diverso nel sound, si discosta quasi totalmente dall’album di esordio. Il gruppo è maturato, affiatato, riesce a coinvolgere persone da tutto il mondo, collabora con altri artisti e prova a vivacizzare il panorama musicale sperimentando nuove melodie e nuovi stili, anche se la caratteristica principale che li contraddistingue rimane. La durezza, e la potenza, fanno ancora da padrone, ma troviamo anche pezzi che non hanno nulla, come ho detto prima, a che fare con i System degli esordi. Tra le canzoni che amo particolarmente vi sono: B.Y.O.B (Bring Your Own Bomb), Question, Sad statue, Lost in Hollywood. Quest’ultimo brano è un pezzo molto particolare. Ha un ritmo lento, e uno stile un pò hip hop. La frase che associo volentieri a questo album è: “You and me will all go down in history, with a sad Statue of Liberty, and a generation that didn’t agree…” (Sad Statue).

Nel 2006 esce la seconda parte di Mezmerize, Hypnotize. I System of a down hanno voluto creare una sorta di continuum tra i due album, tant’è che la canzone che in Mezmerize era poco più che una intro, Soldier side, in Hypnotize invece chiude l’album. E’ l’ultima traccia, ed è anche l’ultima che i System hanno registrato insieme. Mi va di ricordare le canzoni che più di tutte hanno reso quest’album speciale. Attack, Hypnotize, U-fig, Tentative, Holy mountains, Lonely day, e come detto Soldier side, rendono quest’ultimo album una perla. Non si pensava che i System potessero riuscire a creare qualcosa di interessante dopo dieci anni di grandi successi, e invece ci sono riusciti anche con quest’ultimo disco. La frase più importante: “They were crying when their sons left, God is wearing black, he’s gone so far to find no hope, he’s never coming back; they were crying when their sons left, all young men must go, he’s come so far to find no truth, he’s never going home…” Eccovi il clip di B.Y.O.B

Dopo l’uscita dell’album, il gruppo si scioglie. La spiegazione ufficiale è la necessità di avere spazi propri, per poter sperimentare nuove soluzioni musicali e mettersi in gioco. C’è qualcuno che però sostiene che Serj e Daron abbiano litigato. John ha però gettato acqua sul fuoco affermando che i System sono tutt’altro che finiti. Ritorneranno, a suo dire ancora più affiatati.

Intanto Daron si prepara a debuttare con il suo nuovo gruppo (nel quale parteciperanno anche John, Shavo e Serj), gli Scars on Broadway, e Serj ha già inciso e pubblicato il suo primo album da solita “Elect the dead“. Di quest’ultimo album parlerò prossimamente, perché è un album degno di essere commentato.

Dopo lo scioglimento della band, Serj è stato impegnato molto sul piano sociale, così come lo sono stati tutti. Collabora con Amnesty International e ha già fondato un’associazione no profit, gli Axis of Justice, insieme a Tom Morello, batterista dei Rage against the machine, che si impegna a lanciare messaggi di grande solidarietà in un mondo sempre più corrotto e pieno di contraddizioni.

Per concludere, credo assolutamente, e spero vivamente, che il ciclo dei System non sia ancora concluso. Possono a mio avviso dare ancora tanto alla musica “alternativa”, e so che lo faranno. Nell’attesa buon ascolto a chi vuole gettarsi per la prima volta in questo mondo. Un mondo “alternativo” per gente altrettanto alternativa. Let’s System together!

System of a down

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11 pensieri su “System of a down, grande band e non solo…

  1. I system si sono presi,a loro dire, una pausa per “sperimentare cose diverse” e seguire i loro gusti. Ma la versione “ufficiosa” è che Daron ha, nell’ultimo periodo, tentato più volte di oscurare il talento di Serj. Se ascolti infatti l’accoppiata di cd Mesmerize/Hypnotize, ti rendi conto di come Daron sia sempre presente a scapito di Serj… Non so quanto ci sia di vero in queste voci, so solo che adesso Serj è solista e Daron sta creando un proprio gruppo, gli “Scars on Broadway”, i cui tre quarti sono ex-system e non mancherà neanche Serj come guest… Aspettiamo e vediamo…

  2. Già, i System hanno catturato anche me, mai sentita una sonorità come la loro. Spero vivamente di assistere ad un loro nuovo capolavoro; se seguono la scia dell’ultimo album Mezmerize/Hypnotize, sarà un opera d’arte (alternativa però… ihihih!). In effetti il fatto che Serj sia stato “oscurato” negli ultimi pezzi è vero, mi sono stupito anche io di quanto Daron abbia cantato a discapito di Serj. Hanno entrambi una voce particolare, anche se in modo diverso l’uno dall’altro, potrebbero comodamente riconfermare Serj come solista.

  3. soad l gruppo miglior gruppo del mondo
    speriamo ke torneranno non so stare senza loro
    speriamo che nn e vero ke daron e serj anno litigato
    perche la loro musia mi da caricaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Hai ragione, non mi ero accorto di aver scritto male Mezmerize e avevo scritto per due volte batteria senza accorgermene. In realtà volevo scrivere basso, ma evidentemente in quel momento la mia testa si è distratta per un millisecondo 😀

  5. I SOAD SON LA MIA PASSIONE GLI HO VISTI DAL VIVO HO VISTO ANCHE GLI SCARS ON BROADWAY E IL 1 SETTEMBRE VADO A VEDERE ANCHE SERJ… COMUNQUE SUGLI SCARS ON BROADWAY Cè JHON INSIEME A DARON SHAVO A FATTO UN’APPARIZIONE NELL’ULTIMO CONCERTO.. SERJ NON Cè MAI STATO CON GLI SCARS…

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