Perché BOICOTTARE la Coca Cola. Agiamo!

Come si può facilmente intuire dal post, oggi cercherò di spiegarvi perché sarebbe meglio per tutti non bere la Coca Cola. Ma prima devo fare delle precisazioni. Ho sempre bevuto la Coca Cola, sono stato un grande consumatore, fino a quando non ho scoperto di avere una eccessiva produzione di bilirubina e ho quindi dovuto andarci piano, soprattutto con gli alcolici. Adesso non bevo Coca Cola, sia per il motivo sopra descritto, sia per motivi ideologici.

La Coca Cola, è un prodotto messo in commercio nel 1920 e che si è subito fatto apprezzare in tutto il mondo. Oggi il marchio Coca Cola è l’emblema stesso della globalizzazione. Bibita conosciuta e consumata praticamente ovunque, la Coca Cola, però, è stata spesso esposta a critiche di vario genere. Andiamo a vedere quali.

Innanzitutto, la ricetta della Coca Cola non è stata mai resa pubblica. Per legge, ogni bibita o prodotto alimentare, deve avere sull’etichetta gli ingredienti di cui è composto. La Coca Cola ce li ha, ma non tutti. Infatti la voce molto generica di “aromi naturali”, si potrebbe sostituire con qualunque cosa. La bibita è fatta con la pianta di coca, la stessa da cui si ricava quella magica sostanza, bianca come la neve che si sniffa, amici, ed estratti di cola, un’altra pianta. All’inizio la pianta di coca non veniva trattata e, quindi, il consumatore usufruiva pure degli alcaloidi, che sono le sostanze che fanno sballare i consumatori di cocaina. Successivamente, per legge gli alcaloidi sono stati eliminati dalla ricetta. Il fatto che non si voglia rendere pubblica la ricetta della bevanda, può fare pensare che ci siano delle sostanze che provochino dipendenza. Da qui si spiega l’uso e l’abuso di Coca Cola nel mondo: più ne bevi, e più ne vuoi… Da alcuni studi sugli effetti di una lattina di Coca Cola dopo l’assunzione, è risultato che:

Nei primi dieci minuti, DIECI cucchiaini di zucchero colpiscono il tuo organismo. La razione giornaliera raccomandata viene dunque superata del 100%. La risposta dell’organismo a tutta questa dolcezza, sarebbe il vomito, ma l’acido fosforico contribuisce al mantenimento della bibita nello stomaco, perché ne riduce di molto il sapore.

A venti minuti, la glicemia schizza in alto, l’organismo produce una quantità incredibile di insulina e il fegato deve necessariamente trasformare tutto lo zucchero che può in glicogeno e grasso.

A quaranta minuti, l’organismo assorbe completamente la caffeina, la pressione sanguigna aumenta, le pupille si dilatano, il fegato rilascia ancora zucchero e i ricettori cerebrali si bloccano per prevenire la sonnolenza.

A più di sessanta minuti, l’acido fosforico lega il calcio, lo zinco e il magnesio nell’intestino, causando un’ulteriore spinta al metabolismo; lo zucchero artificiale aumenta l’escrezione urinaria di calcio. Le proprietà diuretiche della caffeina entrano in gioco, e, insieme alla pipì, si espelleranno pure calcio, magnesio e zinco, destinati alle ossa, insieme al sodio. Dopo l’eccitazione inizia la fase calante che coincide con il crollo della glicemia. Si potrebbe diventare apatici. L’acqua verrà espulsa tutta, e, insieme all’acqua, verranno espulse tutte quelle componenti fondamentali di cui necessita il tuo organismo per idratare la pelle, rinforzare le ossa e i denti, ecc… Per sentirsi meglio, un’altra coca ci potrebbe stare, no?

E’ quindi ipotizzabile una sorta di dipendenza, provocata dai fenomeni che abbiamo descritto sopra.

Ma non è solo questo ciò che ci deve indurre a non bere la Coca Cola, ma la continua violazione di norme morali ed etiche da parte della compagnia stessa.

Dobbiamo ricordare i massacri dei sindacalisti in Colombia. Wikipedia cita “la richiesta” – da parte dei sindacati – “per l’incriminazione ufficiale della Coca Cola e della Panamco, l’azienda di imbottigliamento della bevanda, accusate di crimini di lesa umanità in quanto mandanti delle azioni repressive (decine di morti e di sindacalisti rapiti e torturati) svolte da gruppi paramilitari mercenari nei confronti del sindacato e dei lavoratori. Sempre nel 2003 la Corte Federale di Atlanta decise l’ammissibilità del procedimento penale per la violazione dei diritti umani – commessi da forze paramilitari a nome delle imprese imbottigliatrici della Coca Cola colombiana.” Nel 2004 la New York City Fact-finding Delegation on Coca Cola ha provato quanto detto dai dipendenti. La Coca Cola, dunque, aveva ingaggiato mercenari per rapire e massacrare i sindacalisti colombiani.

In California si è scoperto che le lattine sono contaminate col piombo.

In India, oltre al ritrovamento di una bottiglia non ancora aperta contenente una lucertola al suo interno, la Coca Cola ha sfruttato l’ambiente consumando più di un milione e mezzo di litri d’acqua al giorno e, conseguentemente, minando la stabilità e la qualità della vita di intere comunità, che, dall’oggi al domani, si sono ritrovate senza più acqua potabile. La High Court di Kerala chiese alla Coca Cola di limitare il consumo di acqua, ma la compagnia si appellò (pezzo di stronzi capitalisti di merda, nda).

In Italia, lo nostra mitica società, si è servita di un’agenzia investigativa di Torino, per far pedinare e controllare un dirigente. Si è avuto accesso illecito a banche dati riservate, con l’aiuto di forze dell’ordine deviate e si è montato un dossier, ora sequestrato dalla magistratura, dove figura l’accusa di pedofilia per il povero malcapitato. In sostanza, per fare allontanare quel dirigente, si puntava sul suo crollo psicologico! Il caso è venuto alla ribalta e la trasmissione di Rai Tre, Report, del 25 Marzo 2007, ne ha parlato. Le indagini sono ancora in corso e l’udienza preliminare si terrà quest’anno.

A conferma della tesi del “terrorismo mercenario” ai danni dei sindacalisti colombiani voluto dalla Coca Cola, ci sono altri casi simili in Guatemala, Zimbabwe, Filippine e, addirittura, Stati Uniti. In quest’ultimo paese, un’azienda azionista della Coca Cola, ha chiesto nel 2002 “una risoluzione che invitava la Coca-Cola ad adottare un codice etico di condotta che regolasse le attività di assunzione e produttive.” (Wikipedia) La risoluzione venne però respinta dagli altri azionisti, nonostante l’unanime appoggio delle associazioni sindacali di tutti i Paesi sopra menzionati.

Inoltre la Coca Cola, è stata accusata di messaggi subliminali a sfondo anti-islamico. Se si guarda la scritta del logo allo specchio, con un adattamento del testo esce: “No all’Islam, No alla Mecca”.

Per concludere, vi invito a boicottare la Coca Cola, non tanto per gli effetti dannosi che ha sulla vostra salute (di quella gli unici responsabili siete voi e solo voi, quindi se volete farvi un bel buco allo stomaco, cazzi vostri, nda), quanto per una questione di etica e buonsenso; la Coca Cola, non si fa nessuno scrupolo purché faccia soldi. E’ la legge di quasi tutte le multinazionali. Una volta conquistato il potere e il mondo, una volta conquistate le nostre menti, nessuno può impedire loro di raccogliere i soldi con la pala. Che saranno mai un centinaio di persone rapite e massacrate, in confronto alla ricchezza? Che saranno mai un po’ di migliaia di dollari spesi per ingaggiare i paramilitari? Sciocchezzuole!

Volete un mio consiglio? Eccolo:

BOICOTTATELA!

www.killercoke.org

Cokefloat

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Eolo? No, è volato!

Chi di voi ha sentito parlare di Eolo? No, non è il dio del vento, nè tantomeno un cagnolino smarrito da qualcuno. Allora?

Nel lontano (lontano?) 2001 un certo Guy Negre, già progettista di motori da Formula, ha inventato uno strano mezzo di trasporto. Esso era bello e grande e spazioso. Esso era un “coche”, un’automobile, una macchina, a car, chiamatela come volete. Fin qui niente di strano… Sapete qual’era la cosa “strana”? Che la sopracitata macchina, non era alimentata ad idrocarburi e quindi a benzina o diesel e quindi a petrolio, nossignori. Eolo andava ad… “aria”. Si, avete udito bene miei signori. Ad aria! Aveva 25 cavalli, raggiungeva i 110 Km orari, era una monovolume comune, almeno nella forma, 10 ore o 200 Km di autonomia,e che altro? Ah! Poteva essere comprata nel 2002 al modico prezzo di 18 milioni di vecchissime lire… Qualcuno di voi l’ha per caso vista? No? Era una macchina che non aveva bisogno di manutenzione o cambio dell’olio (alimentare). Tutto ciò di cui necessitava era una presa di corrente a cui stare attaccata per minimo cinque ore. Il tempo di ricaricare i compressori interni. Aveva pure l’aria condizionata di serie, visto che l’aria dello scarico (che poteva arrivare a -20 gradi) poteva essere usata anche all’interno dell’abitacolo come sistema di raffreddamento dai bollori e sudori estivi… Inquinava? L’aria che respirate vi inquina?

La fabbrica doveva aprire nel 2003. C’erano già più di 70 dipendenti pronti a lavorare al servizio dell’ambiente e dei nostri polmoni. Tutto pronto dunque. Ma oggi della fabbrica non si sa niente, delle automobili già prenotate alla fine del 2002, idem. I dipendenti? Tutti in cassa integrazione. Il sito internet http://www.eoloauto.it? Smantellato (anzi se qualcuno vuole comprare questo dominio, vi informo che è in vendita).

Ma vuoi vedere che qualcuno non vuole staccarsi dal petrolio? E chi sarà mai costui o costei, o chi saranno costoro? Le multinazionali del petrolio? BINGO!!!

E Guy Negre? Il nostro uomo è stato recentemente intervistato, ma ha risposto in modo MOOOLTO evasivo. Dice che in termini di sicurezza, l’auto lasciava un pò a desiderare. C’erano lavori ultimativi che avrebbero dovuto sancire il lancio ufficiale sul mercato nel 2006. 2006? Ma vuoi vedere che ci sono ancora problemi di sicurezza? O il MDI, società madre del progetto, è stata “impossibilitata” nel proprio lavoro, proprio dopo aver presentato la sua creatura al Motorshow di Bologna?

A voi l’arduo compito, se lo volete, di, non dico risolvere, ma per lo meno approfondire, il mistero dell’auto ad aria VOLATA VIA!!!

Giusto per voi:

http://attivissimo.blogspot.com/2006/03/eolo-auto-scomparsa.html

http://www.ecotrasporti.it/eolo.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Eolo_(auto)

http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/eolo.html

Eolo, la rivoluzionaria macchina