Usare l’ADSL Alice con Ubuntu 7.10 e con il router ethernet.


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Salve ragazzi,

sarà capitato a molti di voler usare la connessione Alice Adsl su Ubuntu e di non esserci riusciti.

La Telecom manda un router ethernet a casa, che non è esattamente un router. In sostanza non si può accedere ai parametri interni dello stesso, in quanto la scelta dell’azienda (discutibile peraltro) è stata quella di obbligare i propri clienti ad usare il cd di installazione fornito con il Modem/Router. I clienti business non hanno di questi problemi, in quanto il router che mandano loro è sbloccato ed è configurabile accedendovi da un browser da cui si sarà digitato l’indirizzo IP del router stesso (solitamente 192.168.1.1). Ma i clienti privati non possono farlo. Possono, sì, accedere alle statistiche del router, ma non possono configurare la LAN o aprire o chiudere determinate porte, ecc… ecc… Inoltre è per loro impossibile collegarsi ad internet senza aver installato i driver forniti con il router, che esistono solo per Windows. In Ubuntu questo è possibile. Vediamo come:

  • Impostiamo un indirizzo IP statico dalla configurazione di rete, come vedete qua sotto, dopo aver collegato il router-modem alla scheda di rete del vostro computer:
screenshot2.png
  • Apriamo la shell e digitiamo:
sudo pppoeconf

si aprirà una schermata simile a questa:

pppoeconf.png

  • Dopo aver scelto e atteso il tempo della ricerca del segnale, apparirà una schermata in cui inserire il vostro “username” e la vostra “password”, forniti assieme al collegamento (nel caso di alice è “aliceadsl” sia per il nome utente, sia per la password).
  • Rispondete sì quando vi viene chiesto di attivare la connessione all’avvio (consigliato) e per il resto lasciate tutto di default. Se scegliete di non attivare la connessione all’avvio, digitate da shell
pon dsl-provider
  • Per disattivarla usate “poff” al posto di “pon”.

Adesso sarà possibile collegarvi e navigare a gonfie vele…

Se questa guida vi è stata utile, vi prego di commentare questo post o di farmi sapere se avete avuto problemi, vedrò di darvi una mano per quanto mi è possibile.

Alla prossima!


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E se gli alieni esistessero?

Salve, come disse il condannato a morte nella scelta dei proiettili con cui doveva essere ucciso!

Oggi voglio parlarvi di un argomento molto delicato e complesso, che mi affascina da quando avevo sette anni.

E’ stato scientificamente ipotizzato che l’universo è pressoché infinito. Altri sostengono che sia finito, ma in continua espansione. Il nostro sistema solare è all’interno della via lattea, che è la nostra galassia. Ad anni luce da noi, ci sono altre galassie, con altri sistemi solari. Quindi pianeti che ruotano attorno ad una stella, alternanza di stagioni all’interno di essi, freddo e caldo, ecc… ecc… In sostanza sarebbero delle fotocopie del nostro sistema solare. E la vita?

La mia domanda è questa: “non vi sembra strano soltanto il pensare che in questo universo infinito, di cui noi conosciamo solo un’infinitesima parte, ci siamo solo noi?

Io credo di no. Nel 2008, non si può ancora pensare che il progetto divino, se mai esiste un Dio, sia stato esplicitamente ed esclusivamente incentrato su di noi. E’ da folli credere che siamo soli nell’universo.

Recentemente il governo Giapponese ha parlato di “eventuale minaccia di un attacco extraterrestre”, accettando e confermando, di fatto, l’esistenza di esseri alieni. Uno dei politici giapponesi, si è pure chiesto come mai nel programma di difesa nazionale non ci fosse pure la difesa contro attacchi extraterrestri. Non vi sembra strano che un governo tecnologicamente avanzato come il Giappone, abbia paura di un attacco da parte di creature che si immaginano soltanto? Io sento puzza di bruciato.

Nel 1947, un OVNI o UFO, fu avvistato a Roswell, una piccola cittadina nel New Mexico. Molti testimoni giurano di aver visto qualcosa di metallico essere colpito da un fulmine. C’è chi sostiene invece che si trattò di due oggetti che si scontrarono, per poi schiantarsi al largo, tra l’altro con un tonfo sordo e misterioso. Subito dopo, qualcuno accorse per vedere cosa fosse successo: un ingegnere civile di nome Barnett e un gruppo di archeologi dell’Università della Pensylvania. Si sparse una notizia che le radio e i giornali stessi contribuirono a diffondere maggiormente: sul suolo di Roswell si era schiantata una navicella spaziale contenente esseri di piccole dimensioni e di forma umanoide, trovati poi morti a seguito dell’incidente. Nel frattempo un allevatore della zona trovava dei frammenti metallici all’interno della sua proprietà. Ne prese un po’ e li portò all’ufficio meteorologico di Corona, dove parlò con lo Sceriffo Wilcox. Lo stesso sceriffo si occupò di dare la notizia alla base. Il Colonnello Blanchard chiese al centro di controspionaggio, di andare sul posto ed effettuare le ricerche. L’allevatore Brazel (è questo il suo nome) nel frattempo parlava con le radio locali. Subito dopo, lo sceriffo, il capo del centro di controspionaggio, Marcel, e Brazel si recarono alla fattoria di quest’ultimo. Il 7 Luglio, cinque giorni dopo l’incidente, rinvenirono strani frammenti metallici, alcuni dei quali vennero raccolti da Marcel che li portò a casa sua e li fece vedere alla moglie e al figlio. L’esercito americano, nel frattempo, aveva già circondato e ripulito la zona, intimando tra l’altro ai testimoni di tenere segreto ciò che avevano visto per una “patriottica salvaguardia della sicurezza nazionale”. Si trattava di nascondere tutto. Iniziarono ad accadere molte cose strane: il proprietario della radio locale che stava per mandare in onda l’intervista del giorno prima con Brazel, ricevette una telefonata in cui gli venne chiesto di non farlo. Inoltre una comunicazione tra radio locali, che volevano informare la ABC dell’accaduto, venne misteriosamente interrotta. Subito dopo una radio chiamò l’altra, e chi prima stava raccontando la storia invitò l’interlocutore a “far finta di niente”. I militari presero in custodia Brazel e lo rilasciarono giorno 15, convincendolo a cambiare versione dei fatti, al punto da non fargli confidare niente nemmeno alla moglie. Tutto questo fece scattare il finimondo. Ci furono persone che vennero messe a tacere; l’FBI informò il capo e la Strategic Air Command che la censura dei fatti di Roswell era andata a buon fine; il tutto finché non venne trovata una versione ufficiale da “fare bere” all’opinione pubblica: l’incidente era stato provocato da un pallone sonda precipitato, dopo che qualcosa di grosso era stato spostato dai militari lontano da Roswell. Ed ecco che avvenne pure qualcosa che ebbe dell’incredibile. Il Colonnello Blanchard fu spedito in licenza e sostituito. Alla morte di Blanchard, la moglie affermò che il marito sapeva che non si trattava affatto di un pallone sonda. Ma per il governo lo rimase, e questa oggi è ancora la versione ufficiale. C’è da dire che sono state scattate delle foto in quel periodo che ritraggono uno degli esseri privo di vita.

E’ uscito anche un video recuperato da Ray Santilli sull’autopsia di un alieno che però oggi si è scoperto essere un falso.

A proposito delle foto. Ve ne faccio vedere una:

verix-p5.jpg

guardatela attentamente e ditemi se il soggetto, presunto alieno, non somiglia perfettamente a uno di questi altri soggetti:

calchi.jpg

in effetti una somiglianza c’è, guardate:

calco1.gif verix-p51.jpg

sovrapposta2.gif

Le maschere di sopra, sono:sculture, modellate a mano in gesso ottenuto da calcare locale e rifinite con utensili in pietra, legno od osso, sono accompagnate in mostra da tre volti “umani” in gesso modellati sul teschio di defunti. Tale pratica – attestata in siti della Giordania, Israele e Siria – prevedeva, a distanza di qualche tempo dal seppellimento del cadavere, la dissepoltura dei resti ossei e il trattamento dei teschi che venivano decorati a fini rituali; da essi si ottenevano calchi totali o parziali, oggetto di venerazione nell’ambito di credenze religiose incentrate sul culto degli Antenati.” (tratto da ARCHEO del Febbraio 1997, articolo di Filippo Salviati), e risalgono al 7000 a.C.!!

I due soggetti rappresentano la stessa tipologia morfologica. Tutto combacia perfettamente. C’è da sottolineare che è stato impossibile che la fotografia dell’alieno di Roswell sia stata modificata apposta per farla combaciare con la maschera, in quanto la foto circola dal 1950, mentre le sculture sono state rinvenute solo negli anni 80.

Un altro fatto degno di essere menzionato è quello relativo all’Area51. Si tratterebbe di una sorta di base militare sotterranea situata nel deserto del Nevada. In questa base, l’esercito americano sperimenta nuove tecnologie militari. Lo Stealth (jet capace di rendersi invisibile ai radar) è stato proprio progettato qua. La storia vuole che un certo Bob Lazar abbia lavorato proprio in questa base. Subito dopo, lo stesso, rivela ad un programma televisivo che all’interno della base vengono fatti esperimenti su tecnologie aliene. Lazar dice di aver lavorato a stretto contatto con l’esercito, e doveva scoprire come funzionavano ben nove navicelle aliene, giunte là non si sa come, in modo tale da poter permettere al governo di riprodurre questa tecnologia sui mezzi bellici statunitensi. Egli afferma che le navi erano di circa nove metri di diametro. Contenevano un pilastro al centro e dei sedili a misura di bambino. Il centro di controllo era stato già rimosso. Inoltre notava la non esistenza di giunture o bulloni; era come se il velivolo fosse stato modellato da un unica massa di un materiale sconosciuto sulla terra. Successivamente Lazar scopre che il motore era grande quanto un pallone e faceva funzionare la nave spaziale tramite energia proveniente da antimateria, antimateria che, secondo lui, permetterebbe agli esseri alieni di piegare lo spazio-tempo e di rendersi invisibili. Ma ciò che Lazar afferma viene aspramente criticato da fisici come lui, che lo reputano ignorante in materia, e da ricerche effettuate sul suo conto, che dimostrano che Lazar era il peggiore della classe ai tempi della scuola. Nel 2006 è stato condannato per aver venduto esplosivi pericolosi.

Lasciamo l’Area51 e spostiamoci sulla Luna. Ci sono delle foto, rilasciate dalla NASA, e quindi autentiche, scattate nelle varie missioni sul nostro satellite. Queste foto ritraggono UFO.

Queste foto sono state fatte vedere in Italia per la prima volta nel 2000. Lo speciale di TG1 esordì con questa immagine:

seratg1.jpg

A parlare è Armstrong, il quale ha sempre affermato che in ogni sua missione ha visto almeno un UFO. Eccovi altre foto:

elaborato01a.jpg

elaborato02a.jpg

elaborato05a.jpg

nasa03a.jpg

Le foto parlano chiaro, no?.

Inoltre eccovi un video di YouTube:

ed ecco degli articoli che potrebbero interessarvi al punto da scioccarvi:

menphis75.masterforum.com

Articolo su La Stampa

Adesso, non credete che questo materiale sia sufficiente a farci capire quello che mai e poi mai vogliamo ammettere? E poi, come ho detto all’inizio, non vi sembra impossibile che in un universo infinito, con sistemi solari infiniti, non esistano pianeti in cui condizioni favorevoli permettano la nascita della vita? Pensiamo e riflettiamo. Non è poi così assurdo. Esistono popoli ed etnie diversi, esistono specie animali diverse, questo è accettato, perché fa parte della nostra cultura e del nostro modo di pensare la nostra vita: se possiamo tenere sotto controllo qualsiasi situazione, accettiamo qualsiasi cosa, riponendo una cieca e bieca fiducia nelle istituzioni che ci rappresentano. Abbiamo creduto che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa, senza niente che lo provasse, solo perché l’ha detto un’autorità come Bush e la nazione che lui rappresenta. Non abbiamo avuto bisogno di prove per poterci fidare al 100%, ma alla fine siamo stati presi in giro, visto che non esisteva nessuna arma di distruzione di massa. Ma quando si tratta di credere a qualcosa che sfugge al nostro controllo, iniziano i veri problemi. Si accusa la gente, si prendono le persone per pazze, si arriva a mancare di rispetto. Eppure basterebbe solo “credere”, così come si crede in un Dio di cui l’esistenza non è dimostrata né dimostrabile. Avere fede. Oppure basarsi sullo studio dell’astronomo americano Drake, che, nel 1961, sviluppò una semplice equazione:

equazione-drake.png

e cioè:

N è il numero di civiltà extraterrestri evolute presenti nella Galassia.
R* è il tasso di formazione stellare nella Via Lattea
fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti
ne è il numero di pianeti per sistema solare in condizione di ospitare forme di vita
fl è la frazione dei pianeti ne che ha effettivamente sviluppato la vita
fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti
fc è la frazione di esseri intelligenti in grado (e con la volontà) di comunicare
fm è la frazione di esseri intelligenti in grado di raggiungere e colonizzare più pianeti (non sempre considerata)
L è la stima della durata di queste civiltà evolute

I dati che inserì Drake furono:

  • R* = 10 per anno
  • fp = 0,5
  • ne = 2
  • fl = 1
  • fi = fc = 0,01
  • L = 10.000 anni.

il risultato è N=10. Quindi ci sarebbero, secondo i calcoli dell’astronomo, almeno dieci civiltà evolute come la nostra, solo nella nostra galassia. Questi calcoli, naturalmente, sono basati su dati ipotetici, ma non per questo inverosimili.

Vi invito a riflettere. Se tutto quello che vediamo e ascoltiamo riguardo agli UFO fosse vero, saremmo capaci di accettarlo?

A questo non so rispondere, ma sono sicuro che, se ci fosse una prova tangibile che dimostri l’esistenza degli alieni, io sarei la persona più felice del mondo…

E VOI?

FONTI:

http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Drake

http://www.lswn.it/astronomia/articoli/equazione

http://web.tiscali.it/vb/alien/index2.htm

http://www.menphis75.com

http://www.acam.it/ufo.htm