Elezioni. Ci risiamo…

Oggi, camminando per strada, incontro dei vecchi amici di famiglia. Ci fermiamo a parlare, una discussione tira l’altra, e andiamo a finire su questioni attuali. Il tema più dibattuto è quello delle imminenti elezioni politiche. Non posso far altro che ascoltare. Uno dei “vecchi amici di famiglia” inizia a lamentarsi dell’ex-governo Prodi, accennando all’aumento della pressione fiscale, all’aumento dei prezzi, al fatto che, a causa di Prodi e dei suoi scagnozzi, non si riuscisse più a campare. Il secondo “vecchio amico di famiglia” gli fa eco dicendo testualmente: “menomale che adesso ci sono le elezioni, finalmente Berlusconi si ricandiderà e tutti vivremo meglio!”. Dopo che la parola “meglio” raggiunge le mie orecchie, inizio a sentire un’agitazione crescente in me: il sangue inizia a ribollire, la mia temperatura corporea sale. Inizio a sudare. Mi tolgo il giubbotto, il berretto, la sciarpa, e inizio a pensare. Gli altri “vecchi amici di famiglia” continuano ad interloquire in maniera più o meno accesa. Il loro tema principale è sempre “l’utilità di un governo presidiato da Berlusconi, piuttosto che Veltroni”. Additano tutti gli appartenenti alla sinistra, li coprono di parolacce, quasi come se fosse loro la colpa per quanto successo in Italia, per l’introduzione dell’euro, per l’inflazione, per il debito pubblico. Berlusconi è il Gesù Cristo della situazione. Solo lui, adesso, può scendere in campo nuovamente e, con la sua ultradecennale esperienza, moltiplicare i pani ed i pesci. Rendere felici gli italiani, togliere le tasse e farci stare tutti bene!

I miei pensieri spaziano. Si fermano. Ripartono. Si rifermano. Vedo un pezzo di carta. Una trasmissione televisiva. Un uomo pieno di nei in viso con la faccia da insetto. No! Non è la faccia che ha in comune con gli insetti, ma il cognome! E’ Bruno Vespa. I miei pensieri sono fermi là, davanti a Berlusconi e a questo pezzo di carta volante, sopra il quale ci sono scritte delle cose. Sembra un contratto. Berlusconi lo firma e si giova dell’azione che ha appena compiuto. Nella parte alta del foglio leggo “Contratto con gli italiani”. Nella parte in basso c’è la firma di Berlusconi. Mi viene in mente tutto quello che è successo nel 2001. Gli italiani approvano il contratto dando la fiducia al governo di Berlusconi. Il contratto consisteva di 5 punti fondamentali. Berlusconi si impegnava a mantenerne almeno 4 su 5. Se non fosse riuscito nell’intento, si sarebbe impegnato a non ripresentarsi più alle elezioni. Mi viene subito in testa che un contratto, per potersi definire tale, deve essere bilaterale e firmato da entrambe le parti. In questo caso Berlusca e gli italiani. Ma in questo contratto c’è solo la firma di Berlusconi.

Cerco di ricordare i 5 punti, e, soprattutto, se sono stati mantenuti.

    1. Abbattimento della pressione fiscale:

    • con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
    • con la riduzione al 23% per i redditi fino a 200 milioni di lire annui;
    • con la riduzione al 33% per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui;
    • con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
    Il precedente punto non è stato mantenuto, perché le due aliquote non sono state introdotte, l’esenzione totale delle tasse è stata concessa solo fino ad un reddito di 7500 euro e la pressione fiscale è aumentata, perché bisogna tenere in considerazione gli aumenti delle tasse locali e delle tariffe.
    2. Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del “poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere” nelle città, con un risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.
    Anche questo punto non è stato mantenuto totalmente, in quanto il “poliziotto di quartiere” ha raggiunto solo 500 quartieri di zone da 10000 abitanti.
    3. Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
    Anche questo punto è stato NON mantenuto. Gli anziani che hanno percepito l’aumento sono stati solo il 25%.
    4. Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di posti di lavoro.
    In questo punto c’è stata una grande e grossa presa per il culo. I posti di lavoro sono stati creati, ma hanno permesso la nascita del precariato, che, oggi, ahimé, è la piaga della nostra società. Con l’introduzione dei cosiddetti “contratti a progetto”, infatti, la popolazione ha ricevuto nuovi posti di lavoro, ma molti giovani hanno dovuto lottare contro lo sfruttamento e, dopo tre mesi, andare a casa perché il contratto era scaduto. Il tasso di disoccupazione nel 2001 era del 9,9%. Alla fine della legislatura era sceso al 7,1%. L’impegno era quello di “dimezzarlo”, quindi la promessa non è stata mantenuta.
    5. Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche, e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.
    Il punto 5, come gli altri, non è stato mantenuto. Sono stati aperti solo il 21% dei cantieri previsti. Senza parlare poi del Sud, che è stato dimenticato!
    Nel mio sogno ad occhi aperti leggo il contratto, e non posso fare a meno di notarne la parte finale:
    “Nel caso che al termine di questi 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.”
    Nel 2006 Berlusconi si ripresenta e non mantiene nemmeno il sesto e ultimo punto del suo “contratto unilaterale con gli italiani”. E adesso? Ecco che si ricandida!
    Mi risveglio all’improvviso. I “vecchi amici di famiglia” discutono ancora. Io mi intrometto e faccio loro presente che, se si ritornerà a Berlusconi, ripercorreremo nuovamente le tappe già bruciate in quei cinque anni di legislatura. Faccio loro presente che il Governo Prodi è comunque riuscito ad abbassare il deficit pubblico ad un livello mai raggiunto dal 1994 e che il governo Berlusconi ci aveva indebitato fino all’osso. Il 3,3% ereditato da Berlusconi e Tremonti è stato portato in un solo anno e mezzo a 1,9%, riuscendo a tappare oltre 20 miliardi di euro di debiti! Ed ecco che loro mi dicono: ” a noi non importa niente del debito, a noi interessa campare. Prodi ha creato più di 70 nuove tasse!”. Faccio loro presente che Prodi non ha inserito nessuna tassa nuova, anzi si è impegnato, con la finanziaria 2008, ad abbassare anche il costo drll’ICI per esempio… Niente! Vogliono Berlusconi!
    Nella malaugurata ipotesi che ci sia di nuovo un governo Berlusconi, devo necessariamente pensare che:
    1. Le fasce sociali deboli verranno dimenticate appannaggio dei pesci grossi.
    2. Le imprese torneranno a falsificare i bilanci, e il governo Berlusconi si impegnerà a non considerarlo un reato. Lo stesso Berlusconi ha più volte ribadito che “se un imprenditore falsifica il bilancio ed evade le tasse con la coscienza pulita, non è da colpevolizzare”! Come a dire: “Rubiamo, tanto Dio ci perdonerà!” E vai col condono!
    3. Come conseguenza della seconda ipotesi, anche il normale cittadino ritornerà ad evadere il fisco.E non si vedrà nessuna notizia di personaggi famosi che devono restituire MILIONI di euro, come Valentino Rossi. Si ritornerà alla libertà dettata dalla legge della natura: “Il più forte vince sul più debole!”
    4. Il deficit pubblico e la pressione fiscale risaliranno. Il Paese si ritroverà in mezzo alla cacca. Inoltre non sapremo mai se i conti pubblici saranno a posto, visto che il precedente governo Berlusconi ha reiteratamente negato che il problema di un “buco” nei conti pubblici esistesse. Lo rifaranno, tanto avranno le televisioni e i giornali dalla loro parte…
    5. Si assisterà ancora a milioni di balle sparate da Silvio. Per ricordarne alcune memorabili del suo precedente governo, consiglio di leggere “Le mille balle blu” di Travaglio e Gomez. Una memorabile è stata: “Con noi l’afflusso di immigrati clandestini è sceso del 247%”, mentre, in realtà, era salito del 220% circa. E come questa tante altre, puntualmente smentite dai dati Istat.
    6. Si assisterà nuovamente ad una censura spietata. Molte figure “scomode” verranno cacciate dalla televisione, accusate di essere parte dei “comunisti”. Anzi, si eliminerà da subito il problema evitando programmazioni “rischiose”, come Annozero. Santoro verrà mandato a casa nuovamente, anche se quando è stato contro il governo Prodi, ha fatto comodo al cavaliere.
    7. Il precariato avrà nuovamente vita facile. I giovani moriranno di fame e sogneranno una vita agiata. Il concetto stesso di “distacco dal nucleo familiare d’origine” diventerà ancor di più un utopia.
    8. Il sistema pensionistico rimarrà tale e quale a quello attuale, e ci può essere la remota possibilità che peggiori.
    9. Le reti Mediaset verranno salvaguardate con “leggi speciali” ai danni delle reti che meriterebbero più di tutte le altre di avere una frequenza pubblica. Europa7 verrà definitivamente liquidata, e Rete 4, insieme ad Emilio Fede, ahimé, rimarranno al loro posto.
    10. Si assisterà ad un lento ed indiretto controllo delle masse, sapientemente orchestrato dai mass media. Ci ritroveremo con una Televisione Pubblica ancor meno efficace e soggiogata dal padrone, ed una televisione privata che si ergerà a “traghettatrice di anime” diventando ancor di più un punto di riferimento per i più giovani, che impareranno ad amare “Studio Aperto” e considerarlo IL telegiornale, e ad amare il Grande Fratello, ricco e sostanzioso programma culturale. Nessuno avrà voce. Un operaio, un proletario. Non esisterà più la Libertà di Parola e Informazione, che già da tanto sono ridotte al limite massimo. La massa giustificherà qualsiasi cosa veda in televisione, semplicemente perché lo ha detto la televisione. Ma questo decimo punto, devo ammettere, è già in atto da più di dieci anni. Sarà solo confermato. Vedete il post che ho scritto su “La Politica e i Media“.
    Che fare, dunque? NON VOTIAMO! Se siete stanchi della sinistra e di come ha governato, se non riuscite a vedere le cose positive che ha fatto, solo ed esclusivamente perché nessuno vi ha informato al riguardo, e volete cambiare “aria”, ricordate attentamente l’aria che si respirava con il Governo Berlusconi. Un governo presieduto da Berlusconi, non può considerarsi un governo di centro-destra, ma una dittatura legalizzata, alla quale parteciperanno anche forze politiche tendenzialmente di sinistra. Berlusconi non rappresenta la destralibera” per antonomasia. Rappresenta la delinquenza per antonomasia. E la dimostrazione di quello che dico è che uomini di destra, avversi alle dittature fascista e comunista, che darebbero la vita per portare avanti i propri principi di libertà, democrazia, meritocrazia, come Montanelli e Marco Travaglio, che purtroppo viene considerato da molti imbecilli un “comunista”, si sono sempre schierati contro Berlusconi. Montanelli ha dato la vita per far rispettare i principi della “vera destra”, ed è stato liquidato da Berlusconi. Travaglio si batte notte e giorno per portare avanti i propri ideali “liberali”, andando contro l’uomo che, per eccellenza, NON li rappresenta. Questi sono i veri uomini di destra. Io non ho nulla contro la destra. La destra è un insieme di ideologie che differiscono da quelle di sinistra, ma non per questo da non rispettare. La destra predilige l’individualismo piuttosto che la comunità, crede nel Capitale, piuttosto che nello Stato, tutela le imprese piuttosto che i dipendenti. Il discorso è che, se la destra è una destra onesta, e porta avanti onestamente gli ideali sopra citati, non può essere una piaga, ma una differente spiaggia su cui non approdare per le persone che semplicemente non si vedono in quegli ideali. Ma la destra rappresentata da Berlusconi è una destra malata. Non è destra. E’ fascismo. E’ estremismo. Non ha ideali, ma pretese egoistiche. Non tutela il popolo italiano, ma lo sfrutta a proprio vantaggio. Allora diffidiamo da un governo come questo. Se proprio non volete votare a sinistra, votate qualsiasi altro politico diverso da Berlusconi. E se non c’è nessuno, NON VOTATE. Se ci astenessimo tutti dal voto, forse riusciremmo a cambiare qualcosa in questa società malata. NON VOTIAMO per nessuno.
    Il non votare non è “inadempienza” nei propri doveri di cittadini, ma un segnale forte ad una classe dirigente che non ci rappresenta più. Non li vogliamo più tra le palle e basta! Rifletteteci bene prima di mettere quella croce.
    Vi lascio con dei video interessanti:

    Video intervista di Luttazzi a Travaglio

    (Travaglio afferma di non essere di sinistra)






    Video intervista di Luttazzi a Travaglio parte 2






    Video intervista di Luttazzi a Travaglio parte 3






    Intervista a Montanelli (censurata)






    Le mille balle blu







    NON VOTATE BERLUSCONI!

    O

    NON VOTATE PER NIENTE!


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