Gli effetti devastanti di un disastro nucleare…

Guardate il video, si commenta da solo…

Non c’è tecnologia che possa dare una sicurezza matematica. I reattori nucleari sono pericolosi e basta! Non conta quale livello teconologico abbiano, se sono sicurissimi, se ci potrebbero fare risparmiare sull’energia. Non conta nulla di tutto ciò. E’ una vecchia storia. Si fa la legge, si creano gli appalti e si da la loro gestione alle mafie. Queste ultime costruiscono i reattori e si fanno un sacco di soldi. Poi arriverà un’azienda, magari di Silvio, che si occuperà della distribuzione capillare dell’energia nucleare, ma non cambierà nulla sulla bolletta, anzi! E le scorie radioattive? Depositi, depositi e depositi, anche per quelle che hanno una radioattività di centinaia di migliaia di anni… Come finiremo? Non lo so. So soltanto che il rischio di incidenti non è scongiurato e se non vogliamo finire come a Chernobyl, dobbiamo dire di NO al nucleare con tutta la voce che abbiamo…

La storia delle cose…

Andando a trovare il Blog di Rain Man (potete trovare il suo link a fianco) ho notato un video molto interessante.

Il video in questione dura 20 minuti, ma la sua visione è di fondamentale importanza per capire cosa c’è dietro la nostra vita, per capire veramente cosa si nasconde dietro la nostra sempre crescente voglia di consumismo. Non è un video politicamente schierato, come la maggior parte delle persone sarebbero portate a dire. E’ semplicemente la realtà dei fatti. Quindi adesso spogliamoci delle nostre ideologie, del nostro fascismo o comunismo, della nostra visione personale del mondo e dedichiamoci al video, magari approfittandone per approfondire maggiormente l’argomento…

Riflessioni…

Un diciannovenne, di nome Simone, onesto, lavoratore, pecora nera di un gruppo di pecore bianche che hanno sempre fatto vai e vieni dalla prigione, l’unico che aveva a cuore l’idea di crearsi un futuro onesto, dignitoso, magari sposarsi a breve; l’unico che combatteva ogni giorno contro la “tradizione” di famiglia. Figlio di fruttivendolo, vendeva anche lui, col suo camioncino, prodotti ortofrutticoli per le strade di Rosolini e nel frattempo comprava i suoi sogni. Un giorno, di ritorno dal lavoro sul suo ormai vecchio camion, insieme al fratello maggiore (delinquente a piede libero) decise di prendere una strada piuttosto che un’altra. LUI decise, non la volontà di Dio! E perse entrambe le gambe in un incidente. Amputate. Strappate. Morte. Dissolte. SFRACELLATE. E con esse anche i suoi sogni e la sua gioventù.
E cosa direbbe la maggior parte della gente? Menomale che è ancora vivo. Dio lo ha salvato!
E perché gli ha tolto le gambe? Perché proprio a lui, esempio vivente di moralità, e non al fratello? Qual’è lo scopo di tutto ciò? E’ stata la volontà di Dio? Allora Dio è un cafone!
No, non è stato Dio, perché Dio ci ha dato il libero arbitrio. Allora noi siamo liberi di fare delle scelte! Perché se ci capita qualcosa di brutto è per le nostre scelte mentre se capita qualcosa di bello il merito è di Dio, o viceversa?
Io credo in qualcosa superiore a noi, magari un alieno, che ci ha creati, ma non credo nel Dio della Chiesa Cattolica. Perché non credo nella Chiesa Cattolica. Corrotta, becera e misera.
Vedere il mondo che soffre, milioni di persone che muoiono di fame, povere, impossibilitate ad avere DIGNITA’, e poi vedere la contentezza di Ratzinger e dei suoi accoliti, che predicano bene e razzolano male, con anelli al dito che da soli basterebbero per estinguere la povertà di tutta l’Africa, che vivono in uno stato di ricchezza assoluto, quando la Bibbia “prescrive” di vivere nella povertà, che coprono preti pedofili, che stanno a guardare genocidi, senza proferir parola, che si macchiano di reati ben più gravi di quello di “non dedicare tempo a Dio”, che controllano le nostre meschine menti, mi mette addosso una rabbia che mi sfracellerei ad un muro per non far più parte di questo mondo, di questa vita surreale. Se Dio è grande e vuole tutto ciò, preferisco diventare agnostico o, peggio, ateo. O magari buddista!

Dedichiamo tempo a Dio, come fanno in Vaticano. Magari diventiamo ricchi sfondati! Chi era quel filosofo che diceva che la religione è l’oppio del popolo? Marx la sapeva lunga. Oggi, la nostra religione si è fusa con un’altra religione: quella della televisione. Oggi tutta la televisione, spazzatura, è l’oppio del popolo e chi ce l’ha e la ridicolizza, rischia di essere considerato un fuori di testa. Con la religione il principio è identico, cambiano solo i termini. Ora, magari darò fastidio o scandalizzerò qualcuno, ma qual’è la certezza che il Dio onnipotente a cui la maggior parte crede e che viene rappresentato da questa chiesa corrotta e miserevole, sia realmente come lo dipingiamo?

E dico un’altra cosa a coloro che farò incollerire: non arrabbiatevi, Dio mi ha fatto scrivere questo post, non è colpa mia!

“Non avrai altro Dio all’infuori di me”,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall’est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

“Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano”.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

“Onora il padre, onora la madre”
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

“Ricorda di santificare le feste”.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice “non devi rubare”
e forse io l’ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

“Non commettere atti che non siano puri”
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l’ami
così sarai uomo di fede:
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice “non ammazzare”
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:
guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

“Non dire falsa testimonianza”
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:
ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

“Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa”.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri già caldi d’amore
non ho provato dolore.
L’invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest’uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’amore.

Fabrizio De André – Il testamento di Tito (La Buona Novella, 1970)

PlayStation Portable: che gioiello!

Giorno 3 Giugno ho comprato, anche grazie alla mia ragazza (che mi ha dato un contributo significativo all’acquisto come regalo di compleanno), la PSP, Play Station Portable. La versione che ho comprato è la Slim & Light.

A distanza di un mese e mezzo mi viene voglia di tirare le somme e fare le mie considerazioni personali su questo gioiello tecnologico!

Premetto di non essere mai stato un videogiocatore accanito, ma mi sarebbe piaciuta da sempre una console del tipo playstation o nintendo, o qualsiasi altra cosa. Solo che le ho sempre reputate “non necessarie”. Diciamo che le priorità della vita (soprattutto la mia) non possono ridursi a spese folli e senza senso, come lo possono essere quelle per questo tipo di articoli. Ma quest’anno ho voluto fare uno strappo alla regola.

Ero indeciso se comprare uno smartphone o la PSP. Alla fine la scelta è ricaduta sulla console per diversi motivi:

– possibilità di giocare;

-possibilità di ascoltare musica;

-possibilità di navigare in rete tramite il suo browser e la connessione wireless;

-possibilità di vedere film e video vari;

-possibilità di usare applicazioni come messengere e skype(!);

-possibilità di modifica (:-D).

Non appena spacchettata ho subito comprato una scheda di memoria da 4 giga e l’ho modificata. Ho installato (grazie ad un mio amico) il Custom Firmware 3.90 M33 e mi sono subito messo a giocare. Che dire? La grafica è semplicemente spaventosa. Sono andato alla ricerca di una lista di giochi e mi sono accorto che sono praticamente infiniti. Ho pure scoperto che si possono emulare tutte le console antecedenti: ATARI, NEOGEO, SEGA MASTER SYSTEM, SEGA MEGA DRIVE, NINTENDO, SUPER NINTENDO, NINTENDO 64, GAMEBOY, GAME BOY ADVANCE, ecc… ecc… Ma la cosa più interessante è la possibilità di utilizzare anche giochi della Play Station 1, grazie ad un emulatore integrato, chiamato Popstation! Ho giocato titoli come GTA Liberty City Stories, Luxor, fino ad arrivare all’ultimo gioiello: FINAL FANTASY VII: CRISIS CORE! Quest’ultimo gioco è spettacolare dal punto di vista grafico!

Per chi non lo sapesse, la PSP ha un hardware anche più performante della PS2. Un processore dual-core da 333Mhz a 128 bit, 64 Mb di Ram, 32 di memoria flash che ospita il sistema operativo, scheda video a 166 Mhz e memoria espandibile fino a 16 GB (attualmente) che permette di archiviare decine di giochi, centinaia di mp3 e tanti video contemporaneamente (e avanza pure spazio). Ha un hardware più performante della PS2 perché quest’ultima ha un processore di 294 Mhz a 128 bit e addirittura solo 32 Mb di RAM. Poi per il resto sono uguali più o meno.

Dopo un mese e mezzo di smanettamenti vari, ho installato una copia di Windows Vista (purtroppo non ho trovato Ubuntu) per PSP, che non è nient’altro che un portale di pagine HTML, Java e Flash, a cui si accede tramite il browser, che riproduce esattamente il sistema operativo di casa Microsoft. Sembra veramente che ci fosse installato! Il programma è reperibile on line, ma su ebay c’è qualcuno che lo vende a 1 euro. Io l’ho comprato. Per un euro ne valeva la pena, così mi sono evitato ricerche sulla rete e ho ricevuto il software direttamente sulla mia email. Inoltre ho provato diversi Homebrew, che sono programmi speciali che girano solo su Custom Firmware. Ho trasformato la console in una workstation linux, in un palmare, in un media player a risparmio energetico (la batteria mi dura 10 ore di riproduzione!), in un ebook reader, in una sala giochi!

C’è un solo aggettivo per descrivere questo gioiello: FAVOLOSO!

RULEZ!

Etimologia dei cognomi dei politici…

Ieri, sdraiato sul letto, con i chiari solchi delle pieghe del cuscino in faccia, che mi facevano sembrare uno zombie affetto da scabbia, mi sono ritrovato nella fase del fancazzismo più totale (e non dovrei visto che sono sotto esami). La “fase del fancazzismo più totale” per me non è nient’altro che staccare la spina del cervello, che abbandona subitaneamente il mondo reale e si rifugia negli angoli più perversi e demenziali della mia fantasia. Ieri, sarà stato il caldo, sarà stata la noia mista ad un sonno che agiva sempre più spudoratamente sulla mia psiche, la testa mi è andata ai cognomi dei politici. Mi sono chiesto se, in un modo o in un altro, i nostri cognomi dicevano qualcosa sulla nostra reale personalità. Mi sono messo a pensare a Berlusconi, Bossi, Maroni, Fini, Gasparri, Di Pietro, Carfagna, Alfano, Schifani, ecc… Mentre elencavo i cognomi, o meglio mentre lo faceva il mio cervello, visto che io ero paralizzato a letto da più di un’ora, ecco che le immagini empiriche di ciò che stavo elencando si facevano vivide e affioravano come un blocco di ghiaccio che si scioglie e galleggia sulla parte di  se stesso che ha già cambiato stato. Vi faccio una panoramica:

Berlusconi: Deriva dal latino Bis-Luscus, che non significa, come si dice da tanto tempo nella rete due volte losco, ma due volte guercio, cieco da un occhio. Il termine latino “luscus”, infatti, originariamente denotava una persona che non ci vedeva bene. Poi, nella lingua italiana, ha preso la connotazione di “sospetto”, ovvero persona di malaffare. Se analizziamo il cognome del cavaliere (con la c minuscola per mia scelta) dal punto di vista latino la definizione “due volte losco” ci sta proprio tutta. Infatti il non vederci può essere inteso anche come non vedere la realtà dei fatti, avere i paraocchi che impediscono di giudicare perfettamente e con coscienza la situazione sociale, politica ed economica che ci circonda. Ed, in effetti, questa definizione “due volte guercio” spiega esattamente quello che il nostro premier dalle gambe corte e il naso lungo sta facendo: guardare ai propri interessi personali, e non vedere i reali problemi del paese. Lo ha fatto sempre e lo continuerà a fare! Se prendiamo il significato attuale di “losco”, allora possiamo dire che è doppiamente losco.

Bossi: Qua l’etimologia del nome può portarci al latino “buxus”, una pianta medicinale, sempreverde, che cresce in territori aridi e rocciosi, che ha sempre bisogno di una regolare potatura per dargli la forma voluta. In effetti Berlusconi è questo che sta facendo con Bossi (il nome è al plurale). Lo forma, lo modella a proprio piacimento, e lui non accenna alla minima reazione. E’ una pianta!

Maroni: Il cognome del neoministro è chiaro. Vediamo di approfondirlo. Il termine latino “maro” significa letteralmente “amico di Bacco“. Bacco, come saprete di certo, è il dio dei vini e dei vizi. E’ praticamente un dio ebbro, ubriaco. Non credete che Maroni sia perennemente ubriaco e ubriacato dal cavaliere (sempre con la c minuscola, peché sennò gli dò importanza)? Il termine italiano, al plurale, invece indica i genitali maschili. Che sia un coglione pure lui?

Fini: Qua ci troviamo di fronte ad una situazione particolare. Da un lato può derivare dal latino “finitus” (finito), e questa definizione ci starebbe tutta, dall’altro sono poche le certezze su questa scelta perché si pensa che derivi dal germanico “fin” (da cui l’inglese FINE) che significa invece “bello, delicato, sottile, minuto”. Mah!

Gasparri: Senza dubbio possiamo ricollegare il cognome del servo del cavaliere ad uno dei tre Re Magi, che portavano doni a Gesù. E lui è sottomesso al suo Gesù. Inoltre il cavaliere ha espresso più volte di considerarsi un santo, e si è pure paragonato a Gesù, quindi il cognome c’azzecca tutto! Tra i doni che Gasparri ha fatto al suo personal Jesus ricordo il suo nome sulla legge che ha permesso a Berlusconi di continuare a tenere Rete 4 (abusiva) sulle frequenze nazionali fino ad oggi, invece di seguire le direttive dell’UE, che aveva obbligato Rete 4 a trasferirsi sul satellite entro il 2004. Il dono è consistito in una riforma che obbligava tutte le reti televisive a passare al digitale terrestre. Così Rete4 resta dov’è fino a quando non si avrà una copertura del 100% sul territorio anzionale… Come Gesùsconi desidera!

Di Pietro: Potrebbe riferirsi ad uno stato di uomo tutto d’un pezzo, una roccia, di pietra. Ed è sempre stato in questo modo. Fermo e risoluto, sin dai tempi di mani pulite. Ma il cognome può indicare un rapporto particolare con Pietro, il “braccio destro di Gesù” (quello vero), per così dire, che tiene in mano le chiavi del Paradiso. Forse con l’opposizione che sta facendo (sono dichiaratamente dipietrista :-D) solo lui può restituirci il “paradiso” in Italia… Paragone azzeccato!

Carfagna: Della bella Ministra delle Pari Opportunità non ho trovato analogie con il latino, ma, alla luce dei fatti che la stanno coinvolgendo, intercettazioni telefoniche tra lei e il premier, che la crederebbero capace di fare un bel pom**no al cavaliere (che schifo!), il quale, per sdebitarsi di cotanta passione, le avrebbe dato il ministero, mi viene solo un’associazione spontanea:

CARFAGNA<->CA(RFA)GNA

Alfano: Il ministro della giustizia dell’attuale governo, che ha dato il suo nome e la sua faccia ad un altro dono recente al cavaliere, quello relativo all’immunità da processi per le alte cariche dello Stato (e solo Berlusconi ne aveva bisogno, visto che è coinvolto in 4 processi), si può semplicemente paragonare ad un sicario, esecutore degli ordini del suo boss. E’ siciliano, punto a favore di questa tesi nell’immaginario collettivo, e somiglia un po’ ad Al Capone. Per questo lo chiameremo Al Fano. Fa paura non è vero? Già mi immagino la scena. L’agrigentino si presenta ai magistrati ed esordisce: “m’ata scassatu la minchia! U picciottu ha travagghiari, nun ci putiti rumpiri i cugghiuna cu sti processi!” (chiaro riferimento a Berlusconi). Traduzione: “Mi avete rotto il pene! Il ragazzo deve lavorare, non potete rompergli i maroni con questi processi!” Ecco Al Fano e Al Capone messi a confronto:

Schifani: Il nome dice tutto. Schif-ani, e gurdandolo in faccia si capisce perché si chiami così. Tra l’altro Travaglio lo ha accostato ad un lombrico. Servito!

Discorso di Di Pietro sul pacchetto sicurezza del 15/07/08

Ascoltate attentamente quello che viene detto in questo discorso:

Ed ecco la trascrizione del tutto:

“Sig. Presidente del Consiglio, anche oggi Lei non c’è!
Lei continua a chiedere al Parlamento la fiducia alla sua persona e nel suo operato e però continua a non farsi vedere.
E non venga a dirci che è impegnato altrove perché Le posso assicurare che noi possiamo pure aspettare qualche ora o qualche giorno pur di vederLa in aula.
Ma forse Lei semplicemente non ritiene di presentarsi perché considera il Parlamento così alle sue dipendenze da non avere nemmeno bisogno di venire di persona per chiedere la fiducia.
Nell’uno o nell’altro caso, noi dell’Italia dei Valori, non siamo affatto disponibili a dargliela la fiducia perché si comporta come uno che ha due facce: una davanti ed una di dietro.
Con quella davanti, dice agli italiani che questo decreto serve per meglio combattere la criminalità ma con l’altra faccia – quella di dietro – spunta le armi e toglie i mezzi finanziari e gli strumenti operativi alla Magistratura ed alle forze dell’ordine che la criminalità, poi, devono realmente combatterla e contrastare tutti i giorni.
Ecco allora alcune perle del suo operato di cui è bene che i cittadini italiani prendano coscienza e conoscenza.
Lei dice che vuole dare sicurezza ai cittadini ma contestualmente ha appena emanato un decreto con cui sono stati previsti per il prossimo triennio tagli per oltre 700 milioni di euro dai capitoli del Ministero dell’Interno e di oltre un miliardo di euro dal Ministero della Difesa impedendo così l’acquisto di autovetture, carburante, munizioni, divise e ogni strumento utile per garantire la sicurezza dei cittadini.
Lei dice che vuole utilizzare l’esercito in pattuglie miste con le forze dell’ordine ma poi con l’altro decreto dispone una riduzione netta nel triennio dell’organico sia della Polizia di Stato (circa 7000 unità in meno), che delle altre forze dell’ordine, militari compresi, per un totale di quasi 40.000 unità.
Lei dice che vuole la carcerazione per i clandestini e poi non solo nulla ha disposto per l’edilizia penitenziaria ma addirittura ha tagliato i fondi attualmente stanziati per la manutenzione delle carceri. A meno che non pensi di mettere i delinquenti che dice di voler combattere a Villa Certosa!
Peggio ancora ha fatto e sta facendo con l’Amministrazione della Giustizia.
Lei dice che vuole una Giustizia più efficiente ma poi si limita solo a caricare i magistrati di altro lavoro senza assegnare loro le dovute risorse ed i necessari strumenti.
Anzi toglie loro anche quel poco che hanno.
Infatti, per far fronte ai mancati introiti conseguenti alla eliminazione indiscriminata dell’ICI, ha tolto con il recente decreto legge n. 93 quasi 60 milioni di euro dai fondi già assegnati dal precedente Governo al Ministero della Giustizia ed oltre 100 milioni di euro da quelli già assegnati al Ministero dell’Interno.
Beh, no: qualcosa per la Giustizia Lei ha fatto anche con questo decreto legge.
Per la Giustizia che serve a lei ed agli amici suoi ovviamente non per il bene del paese.
Sì perché ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza una norma che con la sicurezza non c’azzecca nulla ma che serve ancora una volta a Lei ed a tale David Mills – coimputato con lei nel processo di Milano – per corruzione in atti giudiziari.
Mi riferisco alla possibilità prevista nell’odierno decreto legge di richiedere il patteggiamento anche per i processi già in dibattimento e dopo che tale procedura era già stata respinta o comunque non richiesta nella fase precedente al dibattimento stesso.
La ratio della norma originaria sul patteggiamento è nota: ridurre di un terzo la pena a coloro che non fanno perdere tempo alla giustizia patteggiando la pena subito e prima del processo. In tal modo si risparmia tempo ed il giudice non deve – anzi non può – nemmeno motivare sulla colpevolezza o meno dell’imputato che ha patteggiato.
Lei si è attaccato a questa giusta norma per inserirvi oggi il solito “emendamento salvapremier” anzi, nel caso di specie, “salva amici del premier”.
Con l’odierno escamotage – inventato dai suoi consiglieri e difensori che una ne fanno e cento ne pensano – oggi lei dà la possibilità anche al suo complice Mills di patteggiare la pena, nonostante il processo sia praticamente finito e quindi senza alcun risparmio per i tempi processuali.
Si dirà: e con ciò? Eh no: così il giudice non potrà più pronunciarsi sulla sua colpevolezza e quindi neanche pronunciarsi sul concorrente del reato e cioè Lei.
La questione non è di poco conto giacchè – in caso di condanna di David Mills – si sarebbe posto un grosso problema di permanenza da parte sua al Governo, sig. Presidente, perché ciò avrebbe comportato anche una sua condanna politica e morale!
Non c’è che dire, davvero una bella trovata, sig. Presidente del Consiglio che non c’è!
E non importa se – per ottenere ciò – lei sta facendo emanare una norma che di fatto si traduce in un ulteriore indulto mascherato ed addirittura nella impossibilità di mandare in galera coloro che in questi anni hanno commesso reati gravissimi per i quali dovrebbero essere condannati addirittura ad una pena effettiva fino a 7 anni e mezzo.
Sì è così, basta fare un po’ di calcoli!
A chi risulta essere condannato fino a 7 anni e mezzo – e quindi anche per i rapinatori, ladri, estorsori, spacciatori di droga e stupratori – con il patteggiamento, dovendosi applicare la riduzione di un terzo, la pena scenderebbe a 5 anni.
Poi – siccome nel frattempo è stato emanato l’indulto devono essere scontati ulteriori tre anni.
Ne rimangono due, per i quali è previsto dalla legge l’affidamento ai servizi sociali.
Ecco, ancora una volta dimostrata la sua doppia faccia: a parole dice di voler combattere la criminalità, nei fatti non esita ad allargare le maglie della giustizia e mandare per strada fior fiore di delinquenti pur di ottenerne qualche vantaggio personale.
Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo il nostro dissenso su questo decreto legge non solo perché lei ancora una volta l’ha travisato e rigirato a suo uso e consumo ma anche per alcune perle di ingiustizia sociale ivi contenute, fra cui, soprattutto: l’aggravante razziale, che prevede un aumento di pena nel caso che a commettere un delitto sia un extracomunitario. Noi riteniamo che i delinquenti siano tutti uguali e che – per una giovane violentata o una vecchietta rapinata – non faccia alcuna differenza se subisce la violenza o la rapina da un italiano o da un extracomunitario. Sempre lo stesso dolore e la stessa umiliazione prova e noi vogliamo punire i colpevoli allo stesso modo e non con lo “sconto” se è un ariano italiano.
Non ha senso poi neppure la norma blocca processi nella sua attuale configurazione giacchè è solo un rinvio di una emergenza che c’e’ e che lascia i tribunali ingolfati allo stesso modo in cui si trovano oggi.
Anzi li ingolfano ancora di più perché comunque dovranno farsi centinaia di migliaia di notifiche sia agli imputati per permettere loro di non usufruirne sia alle parti lese che vogliono azionare le cause civili. E fra un anno saremo sempre allo stesso punto di partenza.
Ancora più assurda consideriamo la schedatura con le impronte digitali ai bambini extracomunitari. Anzi la consideriamo un vero e proprio comportamento xenofobo che non fa onore al nostro paese e che ci riporta ai tempi bui dell’olio di ricino, di cui lei ogni giorno di più si pone e propone come degno prosecutore.
Per tutte queste ragioni l’Italia dei Valori Le nega convintamene – con il cuore e con la mente – la fiducia.”

Se avete ancora gli occhi appannati, o avete ancora i cetrioli sulle palpebre, dopo un trattamento di bellezza, o avete ancora in testa i meloni che avete visto al mercato ieri, vi consiglio caldamente di guardare questo video, che riassume tutto quello che NON è stato fatto da Berlusconi e i suoi schiavi servi senza dignità! Perché è oggettivo, dati alla mano, che quello che si sta cercando di ripristinare in Italia è la loggia P2. Chi volesse informazioni su qesta “setta massonica”, che di setta non ha avuto proprio niente, visto che era un vero e proprio governo alternativo, può trovare informazioni qua.

Dicevo che l’obiettivo di questo governo e del suo tiranno è quello, palese palese, di poter mettere in ginocchio la magistratura, per non avere più rotture di palle. Il programma “vero”, non quello ufficiale (che non è ancora stato rispettato in nessun punto), è proprio quello di restaurare la P2. Silvio Berlusconi ha fatto parte della P2 con una tessera numero 1816. E’ stato pure processato e ha negato, sotto giuramento, di averne mai fatto parte. Ha detto “falsa testimonianza”, ed è stato “salvato” perché in corso c’era l’amnistia. Era il 1990 (informazioni qua).

Tra le altre cose Licio Gelli affermava: « Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media[1] ». E chi, più di Berlusconi, detiene il CONTROLLO TOTALE dell’informazione?

Io non riesco a capire come può un essere umano dotato di ragione, votare un essere ripugnante come Berlusconi. Berlusconi è paragonabile ad un lombrico, e chi lo vota agli escrementi di quel lombrico.

Ed è brutto essere la merda di Berlusconi! A meno che non si sia masochisti, e, purtroppo, l’Italia è formata per il 60% da masochisti. E mi dispiace vedere all’interno di questi masochisti amici miei, che danno il voto a Berlusconi o perché è il presidente del Milan, o perché gli ha tolto il militare nella scorsa legislatura! Vergogna!

La Talpa Nuda Africana

Controllando la posta mi trovo una delle classiche email che vengono mandate a tutti o perché fanno parte delle classiche catene di S. Antonio, oppure perché contengono qualcosa di così divertente che DEVE essere condiviso per forza con gli altri. Ecco cosa mi è arrivato ieri: