PlayStation Portable: che gioiello!

Giorno 3 Giugno ho comprato, anche grazie alla mia ragazza (che mi ha dato un contributo significativo all’acquisto come regalo di compleanno), la PSP, Play Station Portable. La versione che ho comprato è la Slim & Light.

A distanza di un mese e mezzo mi viene voglia di tirare le somme e fare le mie considerazioni personali su questo gioiello tecnologico!

Premetto di non essere mai stato un videogiocatore accanito, ma mi sarebbe piaciuta da sempre una console del tipo playstation o nintendo, o qualsiasi altra cosa. Solo che le ho sempre reputate “non necessarie”. Diciamo che le priorità della vita (soprattutto la mia) non possono ridursi a spese folli e senza senso, come lo possono essere quelle per questo tipo di articoli. Ma quest’anno ho voluto fare uno strappo alla regola.

Ero indeciso se comprare uno smartphone o la PSP. Alla fine la scelta è ricaduta sulla console per diversi motivi:

– possibilità di giocare;

-possibilità di ascoltare musica;

-possibilità di navigare in rete tramite il suo browser e la connessione wireless;

-possibilità di vedere film e video vari;

-possibilità di usare applicazioni come messengere e skype(!);

-possibilità di modifica (:-D).

Non appena spacchettata ho subito comprato una scheda di memoria da 4 giga e l’ho modificata. Ho installato (grazie ad un mio amico) il Custom Firmware 3.90 M33 e mi sono subito messo a giocare. Che dire? La grafica è semplicemente spaventosa. Sono andato alla ricerca di una lista di giochi e mi sono accorto che sono praticamente infiniti. Ho pure scoperto che si possono emulare tutte le console antecedenti: ATARI, NEOGEO, SEGA MASTER SYSTEM, SEGA MEGA DRIVE, NINTENDO, SUPER NINTENDO, NINTENDO 64, GAMEBOY, GAME BOY ADVANCE, ecc… ecc… Ma la cosa più interessante è la possibilità di utilizzare anche giochi della Play Station 1, grazie ad un emulatore integrato, chiamato Popstation! Ho giocato titoli come GTA Liberty City Stories, Luxor, fino ad arrivare all’ultimo gioiello: FINAL FANTASY VII: CRISIS CORE! Quest’ultimo gioco è spettacolare dal punto di vista grafico!

Per chi non lo sapesse, la PSP ha un hardware anche più performante della PS2. Un processore dual-core da 333Mhz a 128 bit, 64 Mb di Ram, 32 di memoria flash che ospita il sistema operativo, scheda video a 166 Mhz e memoria espandibile fino a 16 GB (attualmente) che permette di archiviare decine di giochi, centinaia di mp3 e tanti video contemporaneamente (e avanza pure spazio). Ha un hardware più performante della PS2 perché quest’ultima ha un processore di 294 Mhz a 128 bit e addirittura solo 32 Mb di RAM. Poi per il resto sono uguali più o meno.

Dopo un mese e mezzo di smanettamenti vari, ho installato una copia di Windows Vista (purtroppo non ho trovato Ubuntu) per PSP, che non è nient’altro che un portale di pagine HTML, Java e Flash, a cui si accede tramite il browser, che riproduce esattamente il sistema operativo di casa Microsoft. Sembra veramente che ci fosse installato! Il programma è reperibile on line, ma su ebay c’è qualcuno che lo vende a 1 euro. Io l’ho comprato. Per un euro ne valeva la pena, così mi sono evitato ricerche sulla rete e ho ricevuto il software direttamente sulla mia email. Inoltre ho provato diversi Homebrew, che sono programmi speciali che girano solo su Custom Firmware. Ho trasformato la console in una workstation linux, in un palmare, in un media player a risparmio energetico (la batteria mi dura 10 ore di riproduzione!), in un ebook reader, in una sala giochi!

C’è un solo aggettivo per descrivere questo gioiello: FAVOLOSO!

RULEZ!

Etimologia dei cognomi dei politici…

Ieri, sdraiato sul letto, con i chiari solchi delle pieghe del cuscino in faccia, che mi facevano sembrare uno zombie affetto da scabbia, mi sono ritrovato nella fase del fancazzismo più totale (e non dovrei visto che sono sotto esami). La “fase del fancazzismo più totale” per me non è nient’altro che staccare la spina del cervello, che abbandona subitaneamente il mondo reale e si rifugia negli angoli più perversi e demenziali della mia fantasia. Ieri, sarà stato il caldo, sarà stata la noia mista ad un sonno che agiva sempre più spudoratamente sulla mia psiche, la testa mi è andata ai cognomi dei politici. Mi sono chiesto se, in un modo o in un altro, i nostri cognomi dicevano qualcosa sulla nostra reale personalità. Mi sono messo a pensare a Berlusconi, Bossi, Maroni, Fini, Gasparri, Di Pietro, Carfagna, Alfano, Schifani, ecc… Mentre elencavo i cognomi, o meglio mentre lo faceva il mio cervello, visto che io ero paralizzato a letto da più di un’ora, ecco che le immagini empiriche di ciò che stavo elencando si facevano vivide e affioravano come un blocco di ghiaccio che si scioglie e galleggia sulla parte di  se stesso che ha già cambiato stato. Vi faccio una panoramica:

Berlusconi: Deriva dal latino Bis-Luscus, che non significa, come si dice da tanto tempo nella rete due volte losco, ma due volte guercio, cieco da un occhio. Il termine latino “luscus”, infatti, originariamente denotava una persona che non ci vedeva bene. Poi, nella lingua italiana, ha preso la connotazione di “sospetto”, ovvero persona di malaffare. Se analizziamo il cognome del cavaliere (con la c minuscola per mia scelta) dal punto di vista latino la definizione “due volte losco” ci sta proprio tutta. Infatti il non vederci può essere inteso anche come non vedere la realtà dei fatti, avere i paraocchi che impediscono di giudicare perfettamente e con coscienza la situazione sociale, politica ed economica che ci circonda. Ed, in effetti, questa definizione “due volte guercio” spiega esattamente quello che il nostro premier dalle gambe corte e il naso lungo sta facendo: guardare ai propri interessi personali, e non vedere i reali problemi del paese. Lo ha fatto sempre e lo continuerà a fare! Se prendiamo il significato attuale di “losco”, allora possiamo dire che è doppiamente losco.

Bossi: Qua l’etimologia del nome può portarci al latino “buxus”, una pianta medicinale, sempreverde, che cresce in territori aridi e rocciosi, che ha sempre bisogno di una regolare potatura per dargli la forma voluta. In effetti Berlusconi è questo che sta facendo con Bossi (il nome è al plurale). Lo forma, lo modella a proprio piacimento, e lui non accenna alla minima reazione. E’ una pianta!

Maroni: Il cognome del neoministro è chiaro. Vediamo di approfondirlo. Il termine latino “maro” significa letteralmente “amico di Bacco“. Bacco, come saprete di certo, è il dio dei vini e dei vizi. E’ praticamente un dio ebbro, ubriaco. Non credete che Maroni sia perennemente ubriaco e ubriacato dal cavaliere (sempre con la c minuscola, peché sennò gli dò importanza)? Il termine italiano, al plurale, invece indica i genitali maschili. Che sia un coglione pure lui?

Fini: Qua ci troviamo di fronte ad una situazione particolare. Da un lato può derivare dal latino “finitus” (finito), e questa definizione ci starebbe tutta, dall’altro sono poche le certezze su questa scelta perché si pensa che derivi dal germanico “fin” (da cui l’inglese FINE) che significa invece “bello, delicato, sottile, minuto”. Mah!

Gasparri: Senza dubbio possiamo ricollegare il cognome del servo del cavaliere ad uno dei tre Re Magi, che portavano doni a Gesù. E lui è sottomesso al suo Gesù. Inoltre il cavaliere ha espresso più volte di considerarsi un santo, e si è pure paragonato a Gesù, quindi il cognome c’azzecca tutto! Tra i doni che Gasparri ha fatto al suo personal Jesus ricordo il suo nome sulla legge che ha permesso a Berlusconi di continuare a tenere Rete 4 (abusiva) sulle frequenze nazionali fino ad oggi, invece di seguire le direttive dell’UE, che aveva obbligato Rete 4 a trasferirsi sul satellite entro il 2004. Il dono è consistito in una riforma che obbligava tutte le reti televisive a passare al digitale terrestre. Così Rete4 resta dov’è fino a quando non si avrà una copertura del 100% sul territorio anzionale… Come Gesùsconi desidera!

Di Pietro: Potrebbe riferirsi ad uno stato di uomo tutto d’un pezzo, una roccia, di pietra. Ed è sempre stato in questo modo. Fermo e risoluto, sin dai tempi di mani pulite. Ma il cognome può indicare un rapporto particolare con Pietro, il “braccio destro di Gesù” (quello vero), per così dire, che tiene in mano le chiavi del Paradiso. Forse con l’opposizione che sta facendo (sono dichiaratamente dipietrista :-D) solo lui può restituirci il “paradiso” in Italia… Paragone azzeccato!

Carfagna: Della bella Ministra delle Pari Opportunità non ho trovato analogie con il latino, ma, alla luce dei fatti che la stanno coinvolgendo, intercettazioni telefoniche tra lei e il premier, che la crederebbero capace di fare un bel pom**no al cavaliere (che schifo!), il quale, per sdebitarsi di cotanta passione, le avrebbe dato il ministero, mi viene solo un’associazione spontanea:

CARFAGNA<->CA(RFA)GNA

Alfano: Il ministro della giustizia dell’attuale governo, che ha dato il suo nome e la sua faccia ad un altro dono recente al cavaliere, quello relativo all’immunità da processi per le alte cariche dello Stato (e solo Berlusconi ne aveva bisogno, visto che è coinvolto in 4 processi), si può semplicemente paragonare ad un sicario, esecutore degli ordini del suo boss. E’ siciliano, punto a favore di questa tesi nell’immaginario collettivo, e somiglia un po’ ad Al Capone. Per questo lo chiameremo Al Fano. Fa paura non è vero? Già mi immagino la scena. L’agrigentino si presenta ai magistrati ed esordisce: “m’ata scassatu la minchia! U picciottu ha travagghiari, nun ci putiti rumpiri i cugghiuna cu sti processi!” (chiaro riferimento a Berlusconi). Traduzione: “Mi avete rotto il pene! Il ragazzo deve lavorare, non potete rompergli i maroni con questi processi!” Ecco Al Fano e Al Capone messi a confronto:

Schifani: Il nome dice tutto. Schif-ani, e gurdandolo in faccia si capisce perché si chiami così. Tra l’altro Travaglio lo ha accostato ad un lombrico. Servito!