Prove tecniche di dittatura…

Da www.italiadeivalori.it:

Il tribunale di Milano ha respinto la richiesta del sequestro del libro di Marco Travaglio e Peter Gomez “Se li conosci li eviti” presentata dal deputato leghista Matteo Brigandì che aveva chiesto di far sparire il volume per il suo “contenuto diffamatorio”. Una decisione giusta e assolutamente inevitabile.

Quello di Travaglio e Gomez è un libro documentatissimo scritto da due autori che tra l’altro vincono tutte lo loro cause per la serietà con cui compiono la verifica delle fonti. Sarebbe stato davvero singolare se si fosse arrivati al sequestro.

Tuttavia, il solo fatto che qualcuno arrivi a chiederlo ci fa capire qual è lo spirito dei tempi e che il vento di intolleranza che si è abbattuto contro Famiglia Cristiana e tanti altri dimostra che non è una vento passeggero ma che è destinato a soffiare ancora più forte nel prossimo autunno.

Per quanto ci riguarda continueremo a contrastare con la massima durezza tutti i tentativi di questo genere.

Industria dolce industria…

Le industrie sono quelle che danno lavoro, ma danno anche “danno”… Deturpano l’ambiente, danneggiano l’ecosistema, ma danno lavoro. Hanno i loro operai, padri di famiglia, che guadagnano una piccola miseriuccia al mese. Pagano le tasse, quelle che lo fanno, tasse salatissime. Basti pensare che per mantenere un operaio, l’azienda deve pagare allo Stato circa l’ammontare dello stipendio dello stesso. Il governo Prodi non ha fatto nulla per le aziende, ma si è impegnato a fondo contro l’evasione fiscale. Ed è proprio questo che non è piaciuto alle aziende… Tutti a votare Berlusconi, premier so-fare-tutto-io: operaio, artigiano, cantante, animatore, CABARETTISTA, PAGLIACCIO, CLOWN, sportivo, avvocato, marinaio, ecc… ecc… Si è fatto da solo. Non ha avuto nemmeno bisogno della vagina della madre, né del pene del padre. Lui si è autogenerato… Chi meglio di lui può salvare le aziende?

C’è una cosa di cui si parla poco: gli scarichi inquinanti delle aziende. L’Unione Europea cerca da anni di salvaguardare l’ambiente. Le aziende devono sottostare alle leggi europee. Devono inquinare il MENO possibile. Il che presuppone che si dia per scontato il fatto che inquinano… Se ci spostiamo al nord, ci rendiamo conto che nelle grandi provincie, l’economia è incentrata sulle aziende, più o meno grosse, che si ritrovano a versare contributi a Roma ladrona, secondo il punto di vista dei leghisti. Vorrebbero autonomia fiscale, ma intanto inquinano, e inquinano, e inquinano… Proprio in questi giorni a Tezze sul Brenta, provincia di Vicenza, sono stati trovati dei fiori deformi. Di una bruttezza indescrivibile. Proprio a Tezze sul Brenta molte aziende continuano a scaricare i loro residui di “cromo esavalente” sul fiume. Ma ci sono pure quelle che lo scaricano sul Po, sulla Dora, col risultato che i suddetti fiumi sembrano un ammasso di piscio, dato il loro colore giallastro… Perché? Perché non ci sono controlli? Beh, tecnicamente dovrebbero esserci, ma in realtà, chiusure di uno o più occhi, favori, omertà e convenienze, si tace. E intanto la gente si ammala. Di tumori.

La quantità massima possibile di cromo disciolto in un litro d’acqua è di 5 microgrammi per litro. A Tezze, ma anche in altre parti, si è arrivati a circa 170. E nelle vicinanze delle falde acquifere, ci sono aziende di acque minerali… Di chi è la colpa? Certamente delle aziende che inquinano, ma queste, si sa, farebbero di tutto pur di non spendere “inutili soldi” per lo smaltimento di questo tipo di rifiuti. Chi se ne frega dei tumori della gente? Denuncie? Processi? Risarcimenti? Tutte balle! I reati vanno in prescrizione subito (grazie al precedente governo Berlusconi, e a quello Prodi che non ha fatto un emerito cazzo per cambiare la situazione), non c’è certezza della pena e quelle poche toghe che rimangono sono, Berlusconi dixit, politicizzati, rossi, da limitare. Dovrebbero esserci multe salatissime per le aziende che non smaltiscono efficacemente i loro residui tossici, e invece? Si fanno i cavoli propri. A Napoli ci sono un sacco di discariche abusive di rifiuti tossici. Ne avete mai sentito parlare? No! Si sa solo che Berlusconi ha tolto l’immondizia dalle strade: miracolo! Il risultato? Che molte persone muoiono e tanti soldi evitano di uscire dalle casse delle aziende, che, ancora più efficacemente, evadono il fisco, inquinano il mondo, scoglionano l’ecosistema, senza che nessuno possa dire qualcosa.

Eccovi il video-orrore:

Ed eccovene un altro:

Le verità del nano…

Il seguente video è un’assaggio delle migliaia di balle che il nostro Presidente del Consiglio racconta ogni giorno, senza che nessun giornalista con le palle gli faccia notare quanto false e insensate siano le notizie che egli dà…

In questo video Berlusconi parla ad una gremita piazza, durante uno dei suoi comizi. Tiene sotto il suo braccio un certo Dell’Utri, mafioso, ex-parlamentare condannato (e poi salvatosi grazie al precedente governo Berlusconi), fondatore di Forza Italia e consigliere del nano nella scelta di Vittorio Mangano come stalliere. per la villona di Arcore. Per chi non lo sapesse o facesse finta di non saperlo, Mangano è stato condannato per mafia e si è beccato un paio di ergastolucci, per aver ammazzato tre uomini. Faceva lo stalliere ad Arcore e se ne intendeva di cavalli, non solo gli animali con la criniera, che si cavalcano o, se si vuole, si mettono in mezzo ai panini isoprattutto qua in Sicilia, ma i “cavalli” che nel gergo mafioso indicano “grosse partite di droga”… Nella sua ultima intervista Borsellino confermò ad un giornalista francese che c’è un’intercettazione telefonica in cui Mangano chiede che i “cavalli” vengano consegnati in un albergo a Milano… Io so che i cavalli stanno in stalla e non ero a conoscenza del fatto che ci fossero alberghi speciali in cui le famigliole di cavalli e piccoli pony andassero in vacanza…

Nel video che segue, Berlusconi enumera una serie di cazzate allucinanti che la gente apprezza. Ci sono pure persone che si alzano dalle sedie ed applaudono, sembra di essere allo stadio. Tutti servi. Col cervello lavato, anzi inesistente, o tutti delinquenti idioti e forcaioli… Guardate il video e capirete quanto Berlusconi ci stia fregando e quanto ci abbia sempre e solo fregato in questi quasi 15 anni che è in politica… La tattica che usa è sempre la stessa… Spara cazzate su cazzate, tanto sa che nessuno va a documentare. Colpisce la psiche di coloro che lo ascoltano mettendo in ballo valori sacri come la famiglia, i figli, deviando così il discorso dalla piega che dovrebbe prendere naturalmente, e poi alza il tono della voce, a conclusione del suo monologo. E tutti applaudono… Guardare per credere…

P.S. Successivamente Mangano è stato considerato un eroe dallo stesso Premier. Se lui è stato un eroe, io diventerò Dio…

Ecco l’Italia democratica…

Ecco la dimostrazione delle pagliacciate del governo Berlusconi. Un governo di regime, dittatoriale, che, a differenza dello zio Benito, che fucilava i dissidenti, usa i media e la censura, in barba ai diritti fondamentali di ogni cittadino sanciti dalla Costituzione Italiana. L’articolo 21 recita così: “tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”.

Eccovi il video:

Analizzando la Bibbia…


Noi genericamente definiamo “Bibbia” quel librone di oltre mille pagine che troviamo un pò dappertutto, in chiesa come a casa nostra come nei motel dei film americani. Ma quel libro in realtà contiene sia il “Vecchio” che il “Nuovo” Testamento, ovvero la Bibbia originale degli ebrei – detta Tanach, che risale al 600-1200 A.C – più i Vangeli cristiani “canonici”, scritti invece dopo Cristo.

Il “cristianesimo” quindi è, in un certo senso, una “libera interpretazione” della Bibbia originale ebraica, rivista, tramite l’aggiunta dei Vangeli, alla luce della predicazione di Gesù. La differenza fondamentale fra le due religioni sta proprio nel fatto che l’ebraismo non riconosce nella fìgura di Gesù il “Messia” annunciato dalle profezie bibliche, mentre il cristianesimo sì.

In questa sede, comunque, per “Bibbia” intendiamo esclusivamente il testo sacro, o Tanach, composto dei 39 singoli libri originali (Isaia, Ezechiele, Genesi, Esodo…ecc.) del canone ebraico. (Lista che, per la precisione, differisce per alcuni libri da quella adottata dal nostro “Vecchio Testamento”).

I PARTE – BREVE STORIA DELLA BIBBIA

ORIGINE E CONTENUTO

Va detto innanzitutto che la Bibbia non è affatto un testo unitario, ma piuttosto un intricato compendio di tradizione orale, di fonti storiche, di miti e leggende popolari, sia locali che importate, di scritti dei vari profeti, di leggi e regole per l’igiene e la nutrizione, di poesie, canti e proverbi di ogni tipo. In altre parole, una summa cumulativa di tutto il sapere contemporaneo di quella regione, che cominciò a prendere forma definitiva, e ad essere considerata “Legge di Dio”, soltanto intorno all’ottavo secolo avanti Cristo. Più avanti parleremo dell’effettiva stesura dei testi, che iniziò in quel periodo, per mano di scribi che non erano in nessun modo gli autori del testo originale.

IL TESTO ORIGINALE

I testi biblici erano scritti – in ebraico antico ovviamente, eccetto per brevi segmenti in aramaico – su lunghi rotoli di pelle, o di pergamena. Ben lungi dall’essere leggibili a prima vista, però, questi rotoli apparivano al lettore come una sequenza interminabile di lettere, dalla prima all’ultima riga. (In realtà, come si vede dalla foto accanto, ogni tanto ci sono delle spaziature multiple, che indicano però delle pause “emotive”, e non hanno nulla a che vedere con la composizione delle singola parole).

P r a t i c a m e n t e l a b i b b i a a p p a r i v a s c r i t t a c o s ì

Non sono indicate le parole vere e proprie, ma devi trovartele tu, separando i gruppi di lettere al punto giusto. E siccome in realtà gli ebrei non scrivevano nemmeno le vocali, l’equivalente per noi sarebbe stato questo:

P r t c m n t l b b b p p r v s c r t t c s

Moltiplicate questo rebus per circa 2 milioni e mezzo di lettere consecutive, ed avrete davanti la Bibbia originale.

INTERPRETABILITA’

Il problema dell'”interpretabilità” della Bibbia è quindi a strati multipli, poichè bisogna prima di tutto mettersi d’accordo su quello che c’è effettivamente scritto sopra. Soltanto dopo si potrà affrontare un’eventuale lettura allegorica, o simbolica, del testo, e casomai, in ultimo, quella ancor più complessa ed arcana detta esoterica, o “cabalistica”.

In un testo cosi lungo si verificano, per pura legge statistica, migliaia di casi in cui certe lettere possono essere attribuite sia alla parola precedente che a quella seguente, dando comunque un senso compiuto. L’udito, oppure lu dito? (Per un sardo, il problema potrebbe anche porsi).

Vi sono poi altrettanti casi in cui la variazione delle semplici vocali può dare adito a letture completamente diverse. Una cosa è dire “ti amo tanto”, ben altra è dire “tu mi tenti”, anche se le consonanti – t m t n t – rimangono le stesse. (Per non parlare poi di “temo i tonti”, o di “Tom è tinto”).

Naturalmente, nel corso del tempo le varie generazioni di rabbini sono giunte ad un consenso di massima sul significato di ogni frase, che è rispecchiato dalla moderna versione ebraica della Bibbia. Già che c’erano hanno pensato bene di aggiungere anche le vocali, e di staccare le parole. Anche l’occhio vuole la sua parte.

AUTENTICITA’

Come facciamo noi a sapere che questa versione “ufficiale” corrisponde davvero all’antico originale? In fondo, abbiamo visto come i Vangeli canonici siano stati martoriati, nel corso dei primi secoli, da correzioni, tagli e interpolazioni di ogni genere, volute dai padri della chiesa per adattare il credo, originariamente nato in Palestina, al mondo e alla mentalità dei gentili.

Per quel che riguarda la Bibbia, diciamo innanzitutto che per “originale” si intende, in realtà, la versione redatta nel 539 a.C. dal profeta Ezra, sulla via del ritorno da Babilonia, andando completamente a memoria. I “veri” testi antichi, infatti, erano stati tutti distrutti nel rogo del Primo Tempio, dai soldati di Nabuccodonosor. Fortunatamente sono stati ritrovati, nell’ultimo dopoguerra, i cosiddetti Rotoli del Mar Morto, dei libri sacri che la comunità sacerdotale degli Esseni aveva nascoto nelle inaccessibili grotte di Qumran (v. foto), e che così sono sfuggiti anche alla distruzione del Secondo Tempio, ad opera dei Romani, nel 70 d.C.

Fra questi rotoli si è ritrovato un libro quasi completo di Isaia (foto sotto), che antedatava l’esodo di Babilonia, e che risultò essere identico, lettera per lettera, alla versione tramandataci a memoria da Ezra.

Questa fu messa definitivamente per iscritto nel secondo secolo a.C., nella versione cosiddetta “masoretica“, della quale però nessun originale riuscì a superare intatto le intemperie della storia. Il più antico testo completo della Bibbia ebraica disponibile oggi è il Codex Leningradensis, che è una copia del masoretico che fu redatta “soltanto” nel 1008 dopo Cristo.

Nonostante questo, grazie ad una seri di complicatissimi riscontri incrociati fra tutti i reperti biblici ritrovati finora – dal completo Isaia di Qumran, al più microscopico frammento di testo sacro – è stato possibile affermare con relativa certezza che la Bibbia ebraica contemporanea, cioè la versione masoretica, corrisponda fedelmente al testo originale del tempo dei profeti.

Ma vediamo adesso che cosa dice questo testo originale, nella sua traduzione letterale.


II PARTE – IL CONFRONTO CON L’ORIGINALE

IL PENTATEUCO

La tradizione vuole che i primi 5 libri della Bibbia, che noi chiamiamo Pentateuco, e gli ebrei Torah, siano stati scritti direttamente da Mosè, intorno al 1200 a.C.  Fra questi sicuramente il piu importante è il primo, che noi chiamiamo Genesi, e gli ebrei chiamano Behreshit (“l’inizio”). In esso si descrivono sia la cosmogenesi che l’antropogenesi, cioè la nascita del mondo materiale, e quella dell’Uomo e delle altre forme viventi.

LA GENESI

Se ora noi confrontassimo il testo originale della Behreshit con quello della nostra Genesi, rimarremmo probabilmente di stucco. Che dire, ad esempio, di fronte alla scoperta che il mondo non sarebbe stato creato affatto da “Dio” (singolare maschile), ma da una allegra combriccola di “Dei”? Il termine Elohim infatti, che nella nostra Genesi è tradotto con “Dio”, in ebraico è solo plurale, ed è sia maschile che femminile. (Qualcuno ricorda la frase “infelice” di Papa Luciani, che prima di morire volle farci sapere a tutti i costi che “Dio è uomo, ma anche donna”?).

Oppure, cosa dire di fronte al fatto che non fu l’uomo ad essere fatto “a sua immagine e somiglianza”, ma è l’umanità che fu fatta “ricalcando i loro contorni”? Cioè, proiettando dei loro “parametri” astratti, ideali, nel mondo concreto della materia. Una cosa è lo “stampino” della ceralacca – che fra l’altro ci ha condannato a visualizzare l’uomo barbuto che ci perseguita da millenni col bastone alzato – ben altra è pensare ad una “cristallizzazione” nel mondo denso della materia di un progetto ideale, tanto puro quanto assoluto. Nello stesso modo, in un certo senso, in cui un regista “sogna” il proprio film, e poi gli dà una forma concreta usando attori, pellicola e cineprese. (Curioso come gli Aborigeni d’Australia, il più antico popolo vivente sulla terra, chiamino la nostra dimensione terrena “dreamworld”, il mondo dei sogni).

ELOHIM O JAVEH?

A chi si ritrovasse ora confuso sul “nome di Dio” originale, ricordiamo che è la Bibbia stessa a mescolare le carte, poichè a volte presenta il Creatore come Elohim, altre volte lo chiama Javeh, o Jehovah (Giavè, Geova), e più raramente Adonài (Signore, Padrone). Elohim però, come detto, è soltanto plurale, maschile e femminile insieme (significa letteralmente “coloro che sono in alto”, “i signori di sopra”), mentre sia Javeh che Adonài sono al singolare maschile (in realtà Javeh è neutro, ma non pone comunque una questione di pluralità).

Ma perchè allora, viene da domandarsi, “Dio” nella nostra Bibbia è stato tradotto al singolare? Qui non sta certo a noi rispondere, e possiamo al massimo avanzare un’ipotesi: già ai tempi dell’ebraismo, una delle chiavi unificatrici, a livello popolare, fu proprio l’introduzione del monoteismo (quante volte insiste a ricordarcelo, lo Javeh della Bibbia, che “non avrai altro Dio all’infuori di me”?). Un’ altra cosa che contribuì a rinforzare l’impatto della nuova religione fu l’abolizione dell’idolatria. Fu quindi chiaro alla classe sacerdotale, già da allora, che meno “dispersione” simbolica c’è, nella mente del credente, più facile è per lui recepire il messaggio complessivo di quella religione.

Non stupisce quindi che i rabbini non amino troppo sentirsi chiedere “che cosa significa esattamente Elohim?”, poichè dovrebbero introdurre una dimensione spirituale molto più complessa e delicata di quella del semplice “Dio” Javeh. Figuriamoci quindi gli stessi padri della chiesa cristiana, che già avevano mille problemi a mettersi d’accordo sui Vangeli canonici, che voglia avevano di rispettare anche questa distinzione, quando traducendo (in greco) tutto con “Dio”, almeno quel problema non si poneva nemmeno. Accadde così che a loro volta gli anglosassoni, che tradussero dal greco – in inglese, con Erasmo da Rotterdam, ed in tedesco, con Martin Lutero – la loro versione della Bibbia, si ritrovarono come noi con un semplice “God” al singolare.

Ma perchè esiste, da dove origina, e cosa significa questo doppio presenza di Elohim e Javeh nella Bibbia originale? Questa è una domanda che assilla gli studiosi sin dai tempi dell’università di Tubinga,  che agli inizi dell’800 dedicò un’intero ramo dei suoi studi all’esegesi biblica. Noi qui possiamo soltanto cercare di riassumere la tesi oggi generalmente più accettata, in cui tutto il materiale biblico sarebbe stato unificato, e messo per iscritto, da almeno quattro mani diverse, che sono riconoscibili dai diversi stili riscontrabili nell’arco della lettura. Questi stili però non si presentano in blocchi distinti e separati, ma si alternano ed accavallano in continuazione, a volte anche per pochi paragrafi, creando spesso una notevole confusione.

LE “CONTRADDIZIONI” NEL TESTO BIBLICO

Si potrebbero peraltro spiegare, in questo modo, certe contraddizioni plateali nel testo biblico, che dovrebbero saltare all’occhio anche del lettore meno attento. Nella Genesi, ad esempio, la stessa  creazione viene raccontata non una ma due volte, a distanza di pochissime pagine, e in ordine capovolto una rispetto all’altra.

Nella prima versione viene creato prima l’Uomo, e poi tutti gli altri animali. Nella seconda, che appare a prima vista una semplice ripetizione, pochi paragrafi più sotto, vengono invece creati prima gli animali, e poi l’Uomo. Parimenti, all’inizio Uomo e Donna vengono creati insieme, poco più avanti l’Uomo precede la Donna, che viene creata dopo di lui.

In realtà la lista di contraddizioni – che di certo sono tali, se si legge il testo in maniera letterale – è abbastanza lunga da impegnare in discussioni che non terminerebbero mai. A queste andrebbero poi aggiunte le varie “imprecisioni scientifiche”, come l’età della Terra fissata in circa seimila anni, oppure il fatto che la Terra sia “immobile al centro dell’universo, ben piantata sul suo piedestallo”, che fu argomento del contendere sin dal tempo di Galileo. Tutto cambia, ovviamente, se si affronta la Bibbia come un testo a diversi livelli di lettura, ma questo ci porterebbe su un territorio che non siamo assolutamente preparati ad affrontare, e che esula comunque dal nostro intento.

Diciamo soltanto una cosa sull’apparente incompatibiltà fra Elohim e monoteismo. E’ evidente che la “versione originale”, con gli Elohim, ci propone non una molteplicità dispersiva di divinità, tutte in competizione una con l’altra, ma piuttostio una precisa gerarchia, armonica e ordinata, in cui Javeh starebbe molto più in alto di loro stessi. Nelle religioni orientali si trova una corrispondenza molto precisa, ad esempio, nei Cohan del buddhismo tibetano, che sono detti anche “i creatori della materia”. Essi stessi sottostanno, gerarchicamente parlando, all’Uno Assoluto, esattamente come le mille divinità del pantheon indù rispondono obbedienti all’Ordine Assoluto del Brahma, o Uno Cosmico Universale. Nel Corano invece sono gli Arcangeli, ereditati dalla Bibbia ebraica, ad occuparsi del mondo materiale, sotto lo sguardo attento di Allah, e la stessa Bibbia nostrana ci parla ripetutamente di Angeli e Arcangeli, confermando quindi l’esistenza di una gerarchia superiore, funzionale ed omogenea, ma tutt’altro che dispersiva in senso politeistico.

TANTO RUMORE PER NULLA
Un’altra realizzazione, che potrebbe congelare in un solo istante le più accanite discussioni fra “evoluzionistì” e “creazionisti” (fra atei e credenti, alla fin dei conti) è che in realtà essi si accapigliano per nulla, poichè la Bibbia è un testo provvisorio, che va comunque sostituito da un’altro, che ancora non conosciamo. Purtroppo noi non la leggiamo quasi mai con attenzione critica, attivamente, ma ce la beviamo passivamente, “così com’è”, e accade spesso di non cogliere dettagli importanti come questo.

Chi non ha mai letto, almeno una volta, la discesa dal Monte di Mosè, dopo che ha ricevuto da Javeh le Tavole della Legge? Ebbene, quando Mosè si accorge che il suo popolo non ha saputo aspettare, e si è messo ad adorare il vitello d’oro, dalla rabbia spezza le tavole di una legge che non si meritano, e le scaglia sotto il monte. E in seguito darà loro delle leggi molto più infantili, semplici e grossolane, in attesa che il suo popolo maturi e sia pronto a ricevere quelle vere.

Il problema è che Mosè poi è morto, Javeh è bel pò che non si fa più sentire, e a noi sono rimaste sul gobbo delle leggi crude, violente ed obsolete, scritte 3000 anni fa per un branco di nomadi ignoranti e adulatori. Volendo obbedire letteralmente alla Bibbia, ad esempio, se per caso nostro fratello morisse dopo il matrimonio, e noi invece non fossimo sposati, ci toccherebbe sposare per forza la cognata rimasta vedova, e fare subito un figlio con lei – anche se ha i baffi lunghi un metro. E se non lo facessimo, lei avrà il diritto di sputarci in faccia, davanti a tutta la famiglia riunita. (Chissà perchè certi cristiani si ricordano di citare la Bibbia solo quando gli serve contro gli omosessuali, o per giustificare schiavitù e pena di morte, ma poi si dimenticano completamente di osservare i mille obblighi come questo?)

A questo punto sorge però un dubbio: non sarà che questo Javeh è sparito apposta, perchè si aspetta magari che ci accorgiamo da soli di tutte queste incongruenze ridicole? Perchè non smettiamo per un attimo di seguire pedantemente la Bibbia come “parola di Dio”, e proviamo invece a considerarla, alla pari di molti altri suoi equivalenti sulla Terra, come un prezioso documento storico, il cui valore spirituale – indipendentemente da chi sia stato a scriverla – va ricercato in profondità, in maniera attiva, cosciente e selettiva, e non soltanto “letto” in superficie, in maniera meccanica e passiva?

(Fatti non foste… )

Scritto da Massimo Mazzucco per http://www.luogocomune.net

Ecco perché la Marijuana è illegale!

Da http://www.luogocomune.net:

LA VERA STORIA: PERCHÈ LA MARIJUANA FU PROIBITA

La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall’Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l’umanità abbia mai fatto uso.

E poi, cosa è successo? E’ successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell’agricultura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno.

I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil – Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per  formare un’alleanza sufficientemente forte per batterlo.

L’unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L’illegalità. Partì quindi un’operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace (“droga del diavolo”, “erba maledetta” ecc. ), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto Potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accodò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis (a sin. la locandina del fim “Marihuana: assassina di giovinezza – Un tiro, una festa, una tragedia”).

La condanna morale viaggiava rapida e  incontrastata da costa a costa (non c’era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi. Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso “Marijuana Tax Act” del 1937, tutt’ora in vigore, non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l’occasione.

THOUGHTS ON CANNABIS

“How many murders, suicides, robberies, criminal assaults, holdups, burglaries and deeds of maniacal insanity it causes each year, especially among the young, can only be conjectured…No one knows, when he places a marijuana ciga-rette to his lips, whether he will become a joyous reveller in a musical heaven, a mad insensate, a calm philosopher, or a murderer…”

“Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare. Nessuno sa, nel mettere ad altri fra le labbra una sigaretta di marijuana, se ne faranno un allegro visitatore di paradisi musicali, un folle delirante, un tranquillo pensatore, o un assassino…”

HARRY J ANSLINGER . Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962

Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell’automobile si indirizzava definitivamente all’uso del motore a benzina (il primo motore costruito da Diesel funzionava con carburante vegetale), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza.

Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all’improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa.

E le “multinazionali” di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, non sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni ’30, fra le grandi famiglie industriali. (Nel caso qualcuno si domandasse perchè mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso).

Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.

Abbiamo fatto l’affare del secolo.

Scritto da Massimo Mazzucco per luogocomune.net

Sikula Reggae Festival 2008… La Sicilia torna a vibrare!!

Da giorno 11 a giorno 14 Agosto 2008 si svolgerà la consueta manifestazione REGGAE che i tanti appassionati aspettano con il fiato in gola! Sto parlando del SIKULA REGGAE FESTIVAL.

Immerso nella mistica natura della Cava di Croce Santa di Rosolini, provincia di Siracusa, il Festival vedrà la partecipazione di ottimi gruppi e star internazionali del calibro di Alborosie! Un’occasione unica per vivere a contatto con la meravigliosa natura del sito naturale che ha una notevole importanza storico-archeologica…

L’edizione 2008 si preannuncia ricchissima di appuntamenti. Tra gli artisti, oltre al già citato Alborosie, ci saranno anche: Sentinel (Ger), Heavy Hammer (Ita), Radical Club Kolektif (Croazia), Radici nel cemento (Ita), Dub Terror (UK), Michael Rose (Jamaica), Roy Pacy e Aretuska (Ita), Bunna (AfricaUnite, Ita), e tanti altri…

I partecipanti alla manifestazione avranno la possibilità di campeggiare. Verrà allestita anche una Yard che, come ogni anno, accompagnerà le notti in bianco di coloro che non vorranno fare altro che ballare. I gruppi si esibiranno sia nella Yard che nel palco appositamente allestito, dove le note musicali dei concerti si fonderanno con la natura selvaggia e magica della Cava, vera bellezza naturalistica.

Il costo per partecipare ai 4 giorni è di 40 euro, ma vi saranno compresi, oltre alla già citata possibilità di campeggiare, tantissimi altri servizi come: doccie e bagni chimici, braingym, area pic-nic, area giochi, area sport, area lettura, visita del borgo contadino, area culture. Sarà previsto inoltre un bus navetta che accompagnerà i visitatori dal parcheggio, che dista circa un Km dalla valle della Cava, alla manifestazione. Saranno inoltre presenti vari stands che offriranno, cultura, svago, divertimento  e cibo a volontà! Il programma completo e altre info possono essere trovate qua.

Che altro aggiungere? Se amate la musica reggae questa è l’occasione giusta per poter assaporare uno dei Festival che saranno destinati a diventare leggenda! Venite in tanti!

Sicily is burning!