Violenza negli stadi: una piaga sociale irrisolvibile in Italia…

Ancora ricordo i temi che mi facevano fare a scuola: “La violenza negli stadi”, oppure, “Stadi poco sicuri, cosa faresti per risolvere il problema?”, ecc… ecc… In 8 anni di scuola dell’obbligo, iniziai nel lontano 1989, questi temi mi si presentavano almeno tre volte l’anno! Si parlava, si parlava, ma i problemi ancora oggi rimangono. E nessuno pensa di risolverli…

C’erano una volta gli hooligans… Beh, ci sono ancora, solo che sono in minoranza. Oggi si entra negli stadi inglesi, che prima sembravano un inferno, dove la paura veniva inalata in grosse quantità, e non accade assolutamente nulla. Vedi famiglie con bambini divertirsi, tifosi che stanno quasi quasi sul terreno di giuoco, ed esultanze “sul posto”, come se ognuno non avesse altro che quello spazio per muoversi, come se fosse messo in una gabbia. Solo che la gabbia non c’è, e spazio ce n’è tanto… Allora perché in Inghilterra non succede nulla? Beh, bisogna dire che in Inghilterra non siamo in Italia, non hanno Berlusconi, non hanno conflitti di interesse e se ce li hanno, i politici si dimettono, anziché mettere in ginocchio la magistratura e il bavaglio alla stampa. I giornali sono indipendenti, vivono solo di quello che guadagnano nelle vendite e non sono soggetti ad alcuna “linea di partito”, cioè non esiste la censura! Ma cosa c’entra la politica con lo sport? A dire di molti nulla. Dovrebbero essere due cose distinte e separate, come la Chiesa e lo Stato. Ma in Inghilterra non è così. Il governo passa al setaccio tutti i tifosi di qualsiasi squadra. Ci sono un sacco di poliziotti a vigilare negli stadi, altro che esercito nelle città! Chi la combina grossa viene arrestato ed espulso “a vita” dagli stadi! E non pensate che è solo la polizia che vigila, perché anche le società lo fanno. Si aiutano a vicenda, diventano una cosa sola. E da noi? Da noi è un macello. Abbiamo stadi assolutamente poco sicuri, presenza di polizia assolutamente nulla o quasi, ma abbiamo l’esercito nelle strade! Migliaia di soldati che vagano senza meta nelle città d’Italia, facendosi le foto con i turisti, oppure passeggiando con i colleghi poliziotti. La polizia c’è, ma non si vede, o almeno si vede solo quando si tratta di massacrare qualche manifestante pacifista o sparare a qualche tifoso laziale… Inoltre il governo Berlusconi sta rinforzando l’efficacia delle forze dell’ordine! Facendo cosa? Semplicemente tagliando 3 miliardi di euro di fondi alla polizia.

Quindi cosa c’entra la politica con lo sport? Niente, sono due cose distinte e separate, ma che dovrebbero essere unite.

Credete che le vicende della prima giornata di campionato (ancora ne mancano 37, si salvi chi può!!) si sarebbero evitate se al posto dei tifosi in sciarpa e bandiere ci fossero stati teppisti con il passamontagna? Assolutamente no! I soldati nelle strade sono una presa in giro, la polizia non esiste e le leggi? Le leggi sono penose.

Maroni ha recentemente gridato alla “tolleranza zero!”. Già da quante volte è stata invocata dovremmo essere arrivati alla “tolleranza -300″… Il PD si è indignato accusando il governo di aver lasciato subito liberi i tifosi arrestati, mentre il governo ha scaricato la colpa sui giudici, avvalorando ancora di più la tesi di Berlusconi, secondo la quale la magistratura è una metastasi. Ma forse non si pensa ad una cosa fondamentale: la magistratura è totalmente indipendente dalla politica, nelle nomine dei giudici e dei ministri, tramite il CSM, ma applica le leggi statali ed in mancanza di esse, si basa sulle passate sentenze. E’ il governo che deve pensare a fare le leggi e permettere ai giudici di applicarle in sede di processo. E’ il governo che deve accorciare i tempi e le procedure di un processo, anziché diminuire il tempo della prescrizione di un reato… Ed è ancora il governo che deve farsi carico dei problemi del paese, anche nello sport, e non solo di quelli di una sola persona!

Poi ci sono i tifosi. In generale quelli stupidi ci sono ovunque. Ci sono a Milano (vedi motorino buttato dagli spalti di S.Siro), e ci sono a Catania. L’unica cosa che ho notato è che al sud la presenza di stupidità è molto forte. Soprattutto qua in Sicilia. I tifosi del Catania, per esempio, ma anche quelli del Palermo, partono già con il presupposto di scassare la minchia a qualcuno. Non vanno per guardare la partita, ma per sottomettere l’avversario. Non partono in trasferta per seguire la squadra, ma per combinare guai! Non si può generalizzare, certo, e non lo voglio fare, ma è un dato di fatto che da Roma a Portopalo di Capo Passero, i tifosi sono capaci di ammazzare pur di vedere la loro squadra vincere. Litigano anche per chi è più forte. Forse credono che picchiando gli altri tifosi la loro squadra ottenga i tre punti dopo una sconfitta… E’ assurdo come un popolo di imbecilli sia capace di rovinare una festa e passare impunito tutte le volte! Ma io voglio chiedere loro: facendo in questo modo, cosa vi entra in tasca? I soldi li prendono i calciatori e le società, e voi, pugno di cretini? Che cosa avete in testa? Evidentemente nulla! E’ per questo che vi battete tanto! Volete un pallone per riempirvi la testa e sentirvi un cervello come tutti gli altri. Mi dispiace deludervi, il pallone è pieno di aria!

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2 pensieri su “Violenza negli stadi: una piaga sociale irrisolvibile in Italia…

  1. Sono un tifoso del Catania, seguo sempre la mia squadra da quando ero piccolo ed ero allo stadio il 2 Febbraio. Certo, quello che è successo quella sera è una cosa gravissima e imperdonabile, ma da quella data la tifoseria del Catania non ha più fatto sentir parlare di sè, anzi al contrario: l’anno scorso a Roma due tifosi catanesi sono stati accoltellati non se ne è curato nessuno. E ci terrei a precisare che il 2 febbraio gli incidenti che hanno portato poi alla morte di Filippo Raciti non avevano niente a che fare con la partita e con i tifosi del Palermo che erano dentro lo stadio(e ci sono rimasti fino a mezzanotte!)ma sono stati scontri con le forza dell’ordine!

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