Il nuovo articolo 117 della Riforma Costituzionale Renzi-Boschi.

Da quando esiste la campagna elettorale pro o contro il Referendum Costituzionale del 4 Dicembre, esiste anche il diritto valido e sancito dall’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana di dire la propria liberamente e senza censura.

Questa libertà, tuttavia, ci porta a dire e condividere cose che non stanno né in cielo né in terra, con lo scopo di coinvolgere quante più persone possibili e portarle dalla nostra parte.

Quello che sta succedendo con la campagna referendaria è sotto gli occhi di tutti. Da un lato i sostenitori del No incitano il popolo a non accettare una riforma che stravolge 47 articoli della Costituzione. Dall’altro i sostenitori del Sì chiedono a gran voce di accettare quelle modifiche per avere maggiore governabilità. Il mio punto di vista è stato già palesato da un articolo che ho scritto dove condividevo con tutti il mio ragionamento e non voglio tornarci più. Quello che voglio fare adesso è, invece, cercare di analizzare un articolo che, a detta di molti sostenitori del No, consegnerebbe la nazione nelle mani dell’Unione Europea, portandoci a sacrificare la nostra sovranità a favore di Bruxelles.

L’articolo 117 della Costituzione attuale recita:

“La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.”

Quello nuovo invece:

“La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali.”

Cosa cambia?

Si passa da “ordinamento comunitario” a “ordinamento dell’Unione europea”.

Quindi è vero che se vince il Sì, l’Italia sarà obbligata a sottostare ai vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea? Sì.

Cosa succede se vince il No? La stessa, identica, cosa.

Perché questa modifica, dunque?

L’Unione europea attuale è il frutto di anni e anni di evoluzione. Nasce come Comunità europea del carbone e dell’acciaio nel 1950 e si evolve man mano in:

Proprio in quest’anno (1992), tutti i trattati esistenti fino a quel momento, vengono unificati e messi sotto un’unica voce, creando, di fatto, l’Europa che conosciamo oggi.

Perché la revisione?

Semplicemente perché prima esisteva la CEE (Comunità Economica Europea) e oggi esiste l’UE (Unione europea).

Se andiamo avanti nel confronto tra il prima e il dopo, notiamo che nei vari comma del testo proposto dalla riforma non si parla più di UE. Quello che viene descritto è, nel dettaglio, quali sono gli ambiti legislativi sui quali si può intervenire sul territorio nazionale. Punto. Non è vero che si aggiunge la supremazia dell’UE sull’ordinamento italiano. Aggiungo anche una cosa fondamentale: l’UE prevede, nel suo ordinamento, il principio di Sussidiarietà che sancisce l’intervento della Comunità Europea (trattato di Maastricht del 1992) solo ed esclusivamente per temi e ambiti comunitari. Per capirci, l’UE non ha nessun diritto di dire ai Paesi membri come gestire la sanità e le politiche del lavoro, ma ha diritto di dire a questi come tutelare il commercio comunitario. Se l’Italia decidesse di reintrodurre i dazi doganali, per esempio, andrebbe contro l’ordinamento comunitario e i suoi pilastri, che sanciscono proprio la libera circolazione di merci, di persone e di capitali. In quel caso è giusto intervenire per il principio di sussidiarietà per tutelare l’ordinamento comunitario.

La riforma non modifica la Costituzione a favore dell’UE.

Il mio punto di vista sul Referendum costituzionale e perché voto Sì.

Ero indeciso. Mi sono confrontato con molte persone, con chi vota No e con chi vota Sì.

La mia indecisione si è sempre manifestata in maniera netta e anche fastidiosa. Mi chiedevo come fosse possibile, alla mia età, non riuscire a prendere una posizione. Mi chiedevo come mai chi sostiene il No lo faccia con tanta passione e veemenza al pari di chi sostiene il Sì.

E non capivo perché io, proprio io, oggi, fossi più confuso che persuaso.

Allora ho deciso di leggere le ragioni del No e quelle del Sì. Ho scoperto siti propagandistici che anziché migliorare la situazione l’hanno peggiorata. Chi vota No, molto spesso, lo fa giustificando la sua scelta in questo modo: “Voto NO perché così Renzi va a casa”. Chi sostiene il Sì, molto spesso, giustifica la sua decisione con un: “Voglio cambiare e questa è l’occasione giusta”. Un casino, vero?

Senza contare che se voti Sì, sei un pazzo, falso, pdiota, asservito al potere, incosciente e hai in mano il futuro delle nuove generazioni che manderai allo sbando creando la situazione perfetta per una deriva autoritaria.

Se voti No, sei un Grillino, pazzoide, populista, demagogo, ignorante, incapace, attaccato alla poltrona, persona che non vuole cambiare, tifoso, lobotomizzato, schiavo del web, associato con la Casaleggio.

Vedete, al di là dei meriti di ogni fazione, io credo che la scelta debba essere fatta con coscienza: a me non è bastato sentire le ragioni del Sì o del No. Non è bastato leggere i volantini propagandistici di entrambe le parti. Non mi è bastato leggere che “per una legge d’iniziativa popolare adesso ci vogliono 150 mila firme anziché 50 mila e quindi non vogliono che il popolo sia partecipe. Gli vogliono mettere i bastoni tra le ruote!”. Dove si trova l’altra metà della modifica? Quella che dice che “il parlamento ha l’obbligo di discutere la legge”. Scusate se è poco, sostenitori del No. Non è poco avere la possibilità di vedere una legge di iniziativa popolare discussa obbligatoriamente dalla Camera. Oggi molte leggi di iniziativa popolare vengono messe nel cassetto e nemmeno degnate di considerazione. Onestamente la vedo come una cosa molto positiva. Ed è inutile che qualcuno mi dica: “perché non mettere l’obbligo di discussione lasciando le firme a 50 mila?” Perché molte proposte di merda dovrebbero essere discusse con uno spreco di tempo notevole. Il fatto che le firme passino da 50 mila a 150 mila, per me, indica che ci sarà una notevole scrematura alla fonte tra le leggi di merda e quelle valide. Sarà il popolo a decidere se la legge è valida per essere presentata o no. E, fidatevi, se la legge è valida, 100 mila cittadini in più la firmeranno senza problemi.

Ma andiamo per ordine e vediamo di capire, punto per punto, se la modifica è conveniente o no.

Leggi di iniziativa popolare: parere espresso sopra. Preferisco raccogliere 100 mila firme in più e avere la garanzia che la Camera discuta e voti la mia legge piuttosto che raccoglierne 50 mila e vedere la mia proposta di legge buttata in un cassetto.
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Referendum abrogativo: Adesso ci vogliono 500 mila firme per promuovere un referendum per abrogare una legge che non ci piace. Se il 50% + 1 degli aventi diritto va a votare il referendum è valido. Se vanno a votare meno persone, qualsiasi sia l’esito, questo non sarà valido. Questo è il cosiddetto quorum. Con la riforma se raccogliamo 500 mila firme avremo la possibilità di abrogare la legge con la situazione attuale. Se raccogliamo 800 mila firme, invece, il quorum scenderà al 50% + 1 degli elettori che sono andati a votare alle ultime elezioni politiche (quindi i cittadini realmente attivi). In parole povere, se alle ultime elezioni 15 milioni di cittadini sono andati a votare, basterà che la metà più uno di essi vada alle urne per rendere valido il Referendum abrogativo (7.500.001 persone).
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Abolizione del CNEL: Non la commento nemmeno. Mi piace.


Poteri dell’esecutivo: Attualmente l’articolo 72 prevede una procedura abbreviata per poter approvare una legge “per motivi d’urgenza”. Ora, da quando seguo la politica, ho visto sempre qualsiasi Governo usare questa opzione per fare votare leggi importanti per il programma e per il Premier. Berlusconi ha fatto approvare nei suoi governi la media di 3,80 decreti legge al mese. Prodi nel lontano 1996 ne fece 8,3. Renzi ha abusato di questa opzione più di due volte al mese. Con la nuova Costituzione viene introdotta la “via preferenziale”, ossia il “voto a data certa”. In questo modo il Governo può chiedere alla Camera di inserire un testo e votarlo entro 70 giorni. La Camera può approvare o no questo Iter. Non credo che questa modifica dia più potere al Presidente del Consiglio. La riforma proposta da Berlusconi, invece, dava palese potere al Premier, permettendogli di sciogliere le Camere. Ed è proprio strano che proprio lui, adesso, parli di deriva autoritaria.
Va bene.


Competenze delle Regioni: Punto molto importante della riforma. Attualmente le competenze sono divise tra “esclusive” e “concorrenti”. Lo Stato adesso ha competenze da condividere con la Regione in materia di “energia, trasporti, ricerca, protezione civile, sanità e diverse norme che riguardano professioni e lavoro”. Cosa significa questo? Che se lo Stato vuole costruire un’autostrada, la Regione ha il diritto di dire la sua in materia. Se lo Stato vuole costruire una centrale nucleare, la Regione può dire la sua in merito. Cosa cambia se vince il Sì? Che materie come energia, trasporti e infrastrutture, materie strategiche e di rilievo nazionale, la sicurezza sul lavoro, la protezione civile e la ricerca scientifica tornano di competenza statale. Alle Regioni rimane la competenza in materie come “tutela della salute, politiche sociali e sicurezza alimentare, istruzione, ordinamento scolastico”. Viene inoltre introdotta la “clausola di supremazia” che permette allo Stato di intervenire su questioni di non competenza per tutelare l’unità della Repubblica e l’interesse nazionale. Questa norma non riguarda le Regioni a Statuto Speciale, come la Sicilia, che continueranno ad avere competenze esclusive e non saranno toccate dalla Riforma. La mia conclusione: sono d’accordo in parte. Da un lato, nelle regioni più clientelari e soggette alla presenza radicata delle mafie, questa modifica potrebbe essere positiva. Si toglierebbe la gestione di certe cose alla Regione, portando lo Stato a decidere in materia. Dall’altro lato, però, il fatto che ci sia la “clausola di supremazia” non mi piace. Non possiamo dare potere assoluto allo Stato a prescindere. E non possiamo escludere dalla riforma le Regioni a Statuto Speciale come la Sicilia che, dello Statuto Speciale, ha fatto carne di porco. La questione delle competenze dovrebbe essere molto più chiara e non lasciata al caso.
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Abolizione delle Province: Attualmente le Province sono state “ridiscusse” dalla legge Delrio del 2014 che non ha portato, di fatto, ad una scomparsa di esse. Con la riforma, nell’articolo 114, saranno definitivamente abolite. Nella nuova Carta si dice che la Repubblica sarà costituita solo da “Comuni, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Molti dicono che questa è una modifica truffa, perché la legge Delrio non le ha soppresse come si vuole far credere ed avverrà la stessa cosa adesso. In realtà non può essere una truffa e il motivo è semplice: la soppressione di qualcosa che è previsto dalla Costituzione non è possibile, così come non è possibile il mantenimento di qualcosa che non è previsto da essa. Se il testo dice che la Repubblica è formata da comuni, città metropolitane, regioni e stato, la provincia non può esistere. Cancelliamole dalla Carta per cancellarle di fatto.
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Abolizione del bicameralismo paritario – Senato: eccoci al punto più importante della riforma.
Iniziamo con il descrivere la situazione attuale.
Il Senato della Repubblica è composto di 315 membri eletti direttamente dai cittadini
a cui diamo uno stipendio e che prendono pure i rimborsi per le spese sostenute durante il loro mandato, più i Senatori a vita eletti dal Presidente della Repubblica che, a sua volta, diventerà Senatore a vita per diritto dopo il suo mandato. Il compito del Senato è quello di dare la fiducia al Governo insieme alla Camera dei Deputati. Essendo eletto su base regionale e nello stesso giorno delle elezioni politiche dai maggiori di 25 anni, permette a questi ultimi di scegliere dei candidati a livello regionale da mandare in rappresentanza dei territori locali (minimo 7 per Regione tranne Molise e Valle d’Aosta che ne hanno rispettivamente 2 e 1) in Parlamento per poter votare le leggi proposte dal Governo o per proporre leggi di iniziativa parlamentare o partitica. Una legge, infatti, per poter essere approvata, deve avere la votazione positiva di entrambe le Camere. Se la legge viene votata positivamente dalla Camera, essa passa al Senato che la esamina e dà il proprio voto. Se la legge non piace, ritorna indietro con delle modifiche (emendamenti). La Camera può approvare gli emendamenti o modificare ulteriormente il testo e rimandarla al Senato che la controllerà e la voterà o la modificherà ulteriormente e così via fino a quando la legge modificata non sarà votata da entrambe le camere e potrà essere promulgata. Una legge ordinaria può stare in votazione e a fare ping pong per molti mesi prima di essere approvata. Ci sono state leggi che hanno fatto la navetta per 1500 giorni. Molto spesso i Governi tendono ad usare il percorso più corto del Decreto Legislativo per approvare in tempi record provvedimenti importanti, secondo Costituzione. I Decreti Legislativi possono essere fatti per materie urgenti ma non tutte le leggi possono essere fatte come Decreto Legislativo. Solo quelle più importanti o che sviluppano il programma politico del Governo possono essere convertite in legge tramite Decreto. In questo caso cosa succede? Il Governo pone la fiducia alle Camere. Se le Camere la negano, la legge non passa e il Governo cade. Molto spesso, proprio per una questione di continuità e stabilità, le Camere danno la fiducia e permettono così al Governo di continuare il proprio programma politico. Il governo Monti, per esempio, ha fatto approvare, ponendo la fiducia, la legge Fornero (Decreto Salva-Italia) in 20 giorni circa.
Cosa modifica la riforma?
Intanto il numero dei Senatori che da 320 passano a 100. I 100 saranno composti da 95 eletti direttamente tra i consiglieri regionali e sindaci e 5 dal Presidente della Repubblica. Il nuovo testo della Costituzione aggiunge “in conformità alle scelte espresse dai cittadini”. Cosa significa questo? Significa che dovrà essere promulgata una legge che regolamenterà l’elezione dei Senatori. I senatori verranno comunque presi dai Consiglieri e Sindaci tenendo conto della scelta dei cittadini. Questo non significa che si autoeleggeranno! Non significa nemmeno che noi, comuni mortali, non decideremo chi avrà l’onore di andare al Senato. Infatti voteremo, come abbiamo sempre fatto, i nostri rappresentanti alla Regione e il nostro sindaco al comune. “In conformità alle scelte espresse dai cittadini” significa proprio questo. Altro punto importante: i nuovi senatori non avranno stipendio in quanto percepiscono il loro stipendio da consiglieri o da sindaci. Verrà pure introdotto un tetto massimo. La nuova Costituzione prevede che l’indennità base sia quella del sindaco della città capoluogo. Addio ai 15.000 euro attuali insomma. Facciamo un esempio pratico. Se salisse un ragusano al Senato, egli non potrà percepire più dell’attuale sindaco Federico Piccitto (circa 5.000 euro). Chi contesta questo punto sostiene che così chi fa il sindaco si ritroverebbe a fare pure il Senatore e farebbe male sia il primo che il secondo lavoro. Non credete che almeno, in questo caso, al Senato ci andrà qualcuno che vuole realmente fare il Senatore al di là della poltrona? Qualcuno aggiunge pure che nuovo Senato sarà formato da persone che lo useranno per avere l’immunità. Non è che adesso il Senato non ce l’abbia! Attualmente i 320 senatori hanno l’immunità che è tra l’altro prevista dalla Costituzione attuale e non introdotta dalla riforma. Non vogliamo mandare delinquenti al Senato? Cominciamo con il non votarli a livello locale!
Discorso molto interessante anche nei confronti dei Senatori a vita. Nel 1992 c’erano 11 Senatori a vita. Ogni presidente della Repubblica interpretava il testo costituzionale per come gli piaceva. C’era chi vi leggeva un limite massimo di 5 Senatori a vita in totale e chi, invece, vi leggeva un limite di 5 Senatori a vita per Presidente della Repubblica. Adesso si considerano 5 Senatori a vita per Presidente della Repubblica. Alla fine del proprio mandato un presidente della Repubblica diventa automaticamente Senatore a vita e ci rimane fino a quando la morte non lo porta via da questo mondo. Nel 1992, infatti, Cossiga divenne Senatore a vita e morì nel 2010, dopo ben 18 anni di onorata carriera passiva. In quell’anno, tra l’altro, i senatori a vita erano 11. Rita Levi Montalcini, invece, è stata Senatrice a vita per meriti dal 2001 al 2012, quando la morte l’ha portata via alla veneranda età di 103 anni. Cosa dice la riforma? Che il Presidente della Repubblica può eleggere fino ad un massimo di 5 Senatori (per meriti) e che il Presidente della Repubblica uscente diviene, in maniera automatica, Senatore a vita. Gli eletti dal Presidente avranno un vincolo di mandato di 7 anni e non saranno nuovamente eleggibili. I Presidenti della Repubblica, invece, rimangono al Senato a vita in quanto l’articolo 59 non è stato modificato. La riforma abolirà anche i finanziamenti per i gruppi regionali..
Dal punto di vista “pratico” cosa succede con la riforma?
La Camera dei Deputati avrà il compito di votare la fiducia al Governo e, ovviamente le leggi proposte da esso. La Camera dei Deputati avrà pure la facoltà di promuovere leggi e votarle. Il Senato verrà escluso dalla responsabilità della fiducia ma avrà ancora voce in capitolo su temi importanti come: riforme costituzionali (non possono essere votate solo dalla Camera), Trattati Europei (controllo maggiore anche in questo delicato tema), tutela minoranze linguistiche, elezione del Presidente della Repubblica, ecc… Inoltre il Senato potrà dare pareri sulle leggi approvate dalla Camera entro 10 giorni e proporre leggi alla Camera che le discuterà e voterà.


Conclusioni: La riforma avversata da tanti, secondo il mio punto di vista, non è poi così male. Molti dicono che basterebbe una buona legge per dare stabilità ad un Governo. Abbiamo tanti esempi di Governi caduti per colpa di maggioranze che, di colpo, non sono più maggioranze. Abbiamo anche esempi di partiti politici che alla Camera dei Deputati hanno una maggioranza consistente e al Senato stentano. Vi ricordate nel 2013? Il Movimento 5 Stelle, per fare un esempio, aveva quasi gli stessi seggi del PD, mentre in Senato era molto indietro. Lo stesso PD in Senato aveva una maggioranza di soli 4 senatori, tant’è che non ottenne la fiducia e Napolitano diede l’incarico a Letta che invece la ottenne. Una delle proposte per dare stabilità ai governi è quella di introdurre un vincolo di mandato con il partito con il quale si è stati eletti, pena l’obbligo di dimissioni. Immaginate per un attimo di votare M5S perché vi vedete in quello che questo movimento dice e propone. Dopo sei mesi vi rendete conto che molte cose che ha promesso non le ha mantenute. Potete avere la possibilità di cambiare partito politico o no? Perché un parlamentare eletto con la Lega non può andare nel gruppo misto se il suo partito non rispetta più le sue idee o se le sue idee nel frattempo sono cambiate?

Avere una sola camera che vota la maggioranza delle leggi ordinarie e dare al Senato solo 10 giorni di tempo per esprimere un parere porteranno ad una velocizzazione dell’apparato legislativo senza nessun dubbio. Siamo l’unico paese che ha un bicameralismo perfetto. Quando sento dire che “abbiamo la Costituzione più bella del mondo e non è giusto cambiarla” è come sentirmi dire che non è giusto che il mio amico Salvatore abbia rottamato la sua bella e funzionale Regata a GPL per passare ad una macchina nuova. Anche se la mia collana è di platino e luminosissima, se ha degli spuntoni che mi fanno male al collo, non la metto ma ne compro un’altra anche se di rame.

Indro Montanelli (https://www.youtube.com/watch?v=D3UK8a7-lT8), giornalista che ammiro da sempre, maestro di Travaglio, sosteneva che il primo difetto della Costituzione era la ripartizione dei lavori della Costituente che aveva 600 elementi eletti tra le forze politiche (DC, Comunisti e Socialisti). Questi, per rendere la stesura della Costituzione più facile, diedero solo a 75 persone questo compito. Questi 75 si divisero in piccole sottocommissioni che ebbero diverse mansioni, costruendo, pezzo per pezzo, il testo. I singoli pezzi furono scritti in maniera impeccabile, ma le giunture che dovevano unirli non erano adatte a creare un lavoro univoco ed omogeneo. Il secondo difetto è stato partire dal concetto opposto a quello dei costituenti tedeschi. Per i padri costituenti tedeschi l’origine del nazismo è stata possibile a causa della Repubblica di Weimar e dall’impossibilità dell’esecutivo di governare con stabilità, in quanto troppo assoggettato al volere dei partiti. I nostri costituenti partirono dal presupposto contrario: il Fascismo era il premio dato ad un esecutivo che governava senza partiti e controlli. Si doveva quindi togliere la possibilità al Governo di avere troppo potere. Paradossalmente, in Italia, abbiamo creato il sistema Weimar che in Germania portò al totalitarismo nazista. In 70 anni abbiamo avuto 63 governi. Se pensate che un Governo dovrebbe governare per 5 anni, capite che solo Berlusconi ci riuscì. Ci riuscì per le alleanze e i favori contraccambiati. Votare No, significa mantenere questo sistema.

Dare la possibilità ad un Governo, qualsiasi esso sia, di governare e fare le proprie riforme senza ostruzionismi dettati da simpatie, antipatie e favoritismi, per cinque anni, significa smetterla di avere governi tecnici ogni anno e mezzo. Significa smetterla di avere esecutivi che modificano e cancellano immediatamente quello che hanno fatto i precedenti governi e vedere le loro riforme cancellate nuovamente dopo pochi mesi a seguito di un’altra crisi politica.

La verità è che abbiamo paura di far governare qualcuno, di lasciarlo lavorare per cinque anni per premiarlo o castigarlo alle prossime elezioni. Preferiamo invece l’instabilità politica e non venitemi a dire che basta la legge elettorale a dare stabilità politica. Il governo Berlusconi nel 2011 aveva una maggioranza schiacciante. Vi ricordate cosa successe con Fini? Quella fu la dimostrazione che non basta avere una maggioranza netta per governare, bisogna andare oltre. Cambiare le fondamenta del sistema. Se avete una casa che ha delle fondamenta fragili, non basta rinforzare le pareti interne ed esterne. Prima o poi crollerà lo stesso.

Pensateci bene. Cosa può accadere se vince il Sì? Deriva autoritaria? Quale deriva autoritaria potrebbe nascere se i cittadini hanno comunque la possibilità di fare elezioni ogni 5 anni? La Camera dei Deputati può ancora sfiduciare il Governo. Il Presidente della Repubblica può ancora sciogliere la Camera. Abbiamo ancora delle garanzie e non succederà un bel niente. L’articolo 138 della Costituzione, che permette di modificare la stessa, non è stato modificato. Questo significa che, se la riforma non andrà bene, potrà esserne fatta un’altra allo stesso modo di come è stata fatta questa. Questa riforma non c’entra nulla con i partiti, con il PD e con Renzi.

Non ho mai votato PD, ho votato sempre a sinistra prima del M5S. Poi, quando ho aperto gli occhi su questo movimento e sul suo leader, ho deciso di non votarli più. E’ da anni che non mi sento rappresentato da forze politiche di maggioranza e la mia decisione non c’entra un bel niente con la mia visione politica. Mi sono stancato di essere preso per Pdiota o Renziano da chi non capisce che i miei pensieri sono scollegati dal tifo politico. Non voto Sì per appoggiare Renzi, e non voterei No per mandarlo a casa. Questo ragionamento è da ignoranti. Renzi non durerà per sempre. Se non vi piace come governa, avrete la possibilità di mandarlo a casa alle prossime elezioni, eleggendo altre forze politiche tra i vostri rappresentanti.

Tra i punti citati prima, come avete capito, per me, sono più i pro che i contro di questa riforma. E’ per questo che, adesso, dopo tre mesi di studio e discussioni, dopo tre mesi di dibattiti politici e letture, dopo aver letto e riletto il nuovo testo Costituzionale, io voto sì.

Commenti e critiche ben accetti, se fatti in maniera educata, senza attacchi personali e senza che si entri nel merito delle simpatie politiche. Di simpatie politiche ne parliamo in un altro momento.

#iovotosi

EDIT: corretto il testo per una svista. L’art.59 della Costituzione non è stato modificato. Questo significa che i Presidenti della Repubblica saranno senatori a vita. Quindi per loro, sostanzialmente, non cambia nulla. Per i loro nominati il vincolo di mandato è 7 anni e non saranno rieleggibili.

Perché la gallina ha attraversato la strada? – parte seconda

https://vinnux.wordpress.com/2010/01/19/perche-la-gallina-ha-attraversato-la-strada/

Leggendo questa serie infinita di ipotesi sul perché la gallina abbia attraversato quella maledetta strada, non ho potuto fare a meno di dire la mia, o meglio le mie, al riguardo…

1 – la gallina è solo una pollastra ragazzi… “pollastra=donna tipicamente senza cervello“… da ciò si evince che non si può decontestualizzare l’intelligenza della stessa dalla sua funzione ovipara… eccheccazzo!

2 – dobbiamo ricordare che nella parabola satellitare della moltiplicazione dei pani e dei pesci, in realtà i pesci erano semplici galline… Gesù voleva il bene dell’umanità. Quindi più galline, più carne da mettere nel brodo primordiale e più uova, ma non aveva considerato il pericolo che poteva derivare da una simile scelleratezza…. ricordo infatti che anche i Maya parlarono della gallina nel loro calendario Gallixipoca il cui ciclo terminerà proprio in questi giorni. Nel suddetto calendario la gallina rappresenta il MALE celato nella bellezza di quell’esserino apparentemente innocuo. E si contrappone all’anatra (brutta e con i piedi palmati) che rappresenta, contrariamente a ciò che si pensa, il BENE.

Nel film “Howard e il destino del mondo” se ricordate, il protagonista è proprio un papero gigante ed egli salva il mondo dal male che era rappresentato da un aracnide immenso… ma quello è stato solo l’inizio. Nel sequel, che è in produzione (lo dirigerà Coppola e si chiamerà “Apocachicken now“), howard dovrà vedersela con la gallina

… … … ATTENZIONE SPOILER … … …

che alla fine soccomberà proprio perchè poco intelligente… ciò avvalora ulteriormente la tesi secondo cui la gallina è una pollastra senza cervello, ma lancia un monito a noi tutti: “MAI FIDARSI DELLE DONNE

3 – secondo Sapir-Whorf è il linguaggio che determina la nostra conoscenza, quindi il solo parlare della gallina che attraversa la strada la rende reale.

Sentenza di condanna per i killer di Federico Aldrovandi… una condanna di carta pesta.

Posto il video che spiega quello che è successo durante il processo agli assassini di Federico Aldrovandi… La sentenza ha condannato i quattro agenti che lo hanno pestato a sangue senza nessun motivo, solo per il gusto di fare i giustizieri della notte… I nomi dei bastardi sono questi: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri.

Abuso di potere bello e buono, ferocia, insensibilità nei confronti di un povero ragazzo appena diciottenne, incensurato, che chiedeva solo di essere aiutato… Si sono inventati un mare di cazzate, immense, solo per uscire puliti da tutto. Hanno detto che Federico si sia ammazzato da solo, a causa delle droghe che aveva ingerito… Ma alla fine le perizie hanno dimostrato che sul corpo del ragazzo si sono scagliati ben 4 manganelli, e 2 di essi si sono pure spezzati sul suo corpo. Il ragazzo è stato ammanettato, messo a faccia in giù, e picchiato senza ritegno…

Quali sono stati i risultati di questa sentenza? Da un lato non possiamo certo dire che giustizia sia stata fatta. 3 anni e 6 mesi non sono nulla, in confronto al danno che quei 4 animali che si credono poliziotti hanno fatto. L’indulto farà poi tutto il resto, permettendo loro di poter girovagare a piede libero e indisturbati sul territorio già da subito… E il corpo di polizia? Mi viene da ridere, ma non c’è nulla per cui ridere, dato che quegli assassini stanno continuando a lavorare. Non hanno avuto nemmeno la delicatezza di lincenziarli e metterli sulla strada… E’ una vergogna bella e buona, che dimostra ancora una volta come in Italia ci curiamo, e non poco, del Grande Fratello e delle troie che girano in televisione… il resto non esiste, se non è qualcosa che riguarda qualche rumeno o marocchino che ha stuprato una ragazza e l’ha ammazzata. In quei casi il nostro odio smisurato esce, si manifesta. Ci rende xenofobi, patriottici. Vogliamo vedere tutti i clandestini tornare al loro paese… L’Italia deve ritornare agli italiani… basta con le violenze, basta con questi fottuti neri e rumeni che ci rendono insicuri… E se poi all’interno dell’organismo che dovrebbe tenerci al sicuro e PROTEGGERCI si annidano elementi instabili, che amano la violenza, che sono capaci di uccidere una persona indifesa e DISARMATA, solo per il gusto di farlo, che chiamano la centrale e dicono di averle dato tante bastonate, con un tono divertito, suggellando così la loro impresa, questo non ci tange minimamente… anzi, a volte ci diverte. Loro sono poliziotti in fin dei conti, ed esseri umani come Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani, Gabriele Sandri non sono nient’altro che facinorosi, disobbedienti, o drogati da estirpare come l’erbaccia, la maledetta erbaccia che fa dannare i poveri contadini che a furia di spruzzare diserbante finiscono per stare male… Ci hanno reso scemi… incapaci di reagire, ribellarci…

Vorrei gridare il mio odio, la mia delusione, nei confronti di una nazione che non mi rappresenta più e che non voglio nemmeno rappresentare…

Spero che qualcuno di quelli che leggeranno questo post incontri uno dei quattro ASSASSINI a piede libero, comunitari, di nazionalità italiana, con o senza la divisa, e trovi il coraggio di sputargli in faccia e andarsene con indifferenza…

Domande teologiche…

Cari amici, oggi ho scoperto una lettera mandata ad un religioso di Radio Maria da un comune ascoltatore. Si parlava di omosessualità, e il religioso prendendo spunto dalla Bibbia, diceva che era un abominio e chiudeva tutte le discussioni al riguardo. Leggetevi il documento paro paro e fatevi 4 risate:

PERCHE’ NON POSSO AVERE SCHIAVI FRANCESI?

DALLE FREQUENZE DI RADIO MARIA UN NOTO RELIGIOSO DISPENSA ALLE PERSONE CHE TELEFONANO INDICAZIONI E CONSIGLI SPIRITUALI TRATTI DIRETTAMENTE DALLE SCRITTURE. QUALCHE TEMPO FA, IN UNA DELLE RISPOSTE AGLI ASCOLTATORI, HA AFFERMATO CHE L’OMOSESSUALITA’ – COME SI LEGGE NELLA BIBBIA (LEVITICO, 18, 22) – E’ UN ABOMINIO E NON PUO’ ESSERE TOLLERATA IN ALCUN CASO. UN ASCOLTATORE GLI HA SCRITTO PER CHIEDERE LUMI SU ALCUNI ALTRI PROBLEMI DI VITA VISSUTA

Lettera del 16 maggio 2009

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione.

Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.

* Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
* Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
* So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
* Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
* Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
* Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
* Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
* Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
* In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
* Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.

La voce della luna… niente di più, solo giustizia e umanità.

Egregi politici italiani,
Scriviamo questa lettera per mettervi a conoscenza di ciò che sta accadendo ad un uomo, ad un imprenditore triestino… stiamo parlando di Marcello di Finizio.
Sono già trascorsi 20 giorni ad oggi (14 aprile 2009) dall’inizio del suo sciopero della fame: unico ed ultimo gesto per far giungere il suo grido di disperazione alle orecchie di chi sino ad ora non lo ha ascoltato.
Chiediamo a Voi quali siano le differenze tra le vittime di un evento catastrofico che ha scosso la sensibilità di tutti noi italiani (il sisma in Abruzzo) e la vittima di un altrettanto catastrofico evento, purtroppo deliberatamente provocato da un gesto di gratuita ed inaudita violenza, quale il rogo doloso del proprio locale. Tutti noi esprimiamo piena solidarietà a coloro che stanno soffrendo in Abruzzo, siamo loro vicini, contribuiamo nel nostro piccolo ad aiutarli e sostenerli. Vogliamo però sapere qual é la differenza tra loro e Marcello. Solo nel numero delle vittime?
Ricordatevi, che Marcello si è svegliato circondato dalle fiamme…
Immaginatevi lo shock che anche quest’uomo ha subito.
Quel fuoco lo accompagnerà e lo tormenterà purtroppo per tutta la sua vita.
Marcello di Finizio tre volte vittima:
• Vittima di un incendio doloso che, in data 14 giugno 2008, ha distrutto completamente il locale, unica sua fonte di reddito.
• Vittima di una mareggiata che gli ha portato via anche l’ultima attrezzatura rimessa in piedi e che gli avrebbe consentito di guadagnarsi da vivere almeno sino a quando il locale non sarebbe stato ripristinato.
• Vittima del contorto meccanismo burocratico-legislativo.
Marcello chiede ciò che ogni essere umano desidera: la dignità di lavorare, che gli è stata negata.
Non solo ha visto il fuoco ed il mare portargli via tutto, ma ora anche lo Stato italiano, con le sue leggi e la sua burocrazia gli sta portando via la sua casa, la sua autovettura, la sua dignità. Cosa resta di quest’uomo?
Noi tutti ci chiediamo:
• Perché a Marcello non è stato dato nessun contributo?
• Perché non sono stati bloccati i suoi pagamenti?
• Perché ha dovuto addirittura pagare la messa in sicurezza ed il suolo pubblico per il cantiere?
• Perché nessuno si sta attivando per dargli la sicurezza di un contratto demaniale più lungo?
Chiede soltanto di poter lavorare e di rimettersi in piedi con le proprie forze.
A Marcello si sta preparando la fossa?
Chi risponderà di quello che accadrà a quest’uomo?
Verrà sepolto nel silenzio?
Qui di seguito proviamo brevemente a riassumere la vicenda di un imprenditore che ha avuto dapprima la “sfortuna” di imbattersi nel gesto di uno squilibrato, e successivamente la disgrazia di rimanere “incastrato” nell’ingranaggio della burocrazia. Infatti l’aspetto più terrificante non è solamente l’atto criminoso in sé, quanto la devastante silenziosa burocrazia. Speriamo in un intervento che possa far smuovere quel qualcosa di utile ad un imprenditore e ad un uomo per ricominciare a vivere, sognare e farci divertire sentendoci fieri di appartenere ad una città che finalmente mette da parte il “no se pol” (“non si può” è una frase, una scusa, troppo spesso usata per definire l’immobilismo vergognoso della burocrazia).

Oggetto
“La voce della Luna”: Bar Ristorante, menzionato anche sulla guida del Gambero Rosso, con intrattenimenti e serate danzanti affacciato sul mare del golfo di Trieste. Un locale apprezzato da tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di conoscerlo. Aperto ogni giorno per almeno 20 ore.

Titolare
Marcello di Finizio, una vita spesa nel settore della ristorazione, una grande capacità di rilevare attività che sotto la sua guida sono poi rifiorite. Il precedente locale, il “Round Midnight”, nei pressi del Teatro Politeama Rossetti era diventato un luogo di ritrovo assai apprezzato dagli artisti che, nel corso degli anni e con il ripetersi delle loro esibizioni, amavano tornare a respirare quell’aria che Marcello era in grado di trasmettere.

Evento
Rogo doloso che ha distrutto il locale.

Sunto degli avvenimenti
Il 14 giugno 2008 “La voce della Luna”, unica fonte di reddito di Marcello di Finizio è stata incendiata. Era passata da poco l’alba e Marcello si era addormentato all’interno del locale per recuperare qualche ora di sonno… Le fiamme hanno distrutto tutto.
Il rogo di origine dolosa è stato tempestivamente denunciato in data 14 giugno 2008, denuncia integrata in data 28 agosto 2008 per descrivere nel dettaglio i beni e i documenti contabili bruciati dalle fiamme.
Con la distruzione del locale, ha perso il posto di lavoro anche tutto il personale dipendente (15 lavoratori).
Marcello ha cercato di fare l’impossibile per reperire le risorse finanziarie necessarie per ricominciare a vivere e ridare il posto di lavoro ai dipendenti rimasti disoccupati. Ha tentato di raccogliere libere offerte presso conoscenti e non, peraltro con miseri risultati, nonostante il Sindaco abbia incoraggiato la città ad aiutarlo.
Il locale che Marcello gestisce dal 2001 in concessione demaniale, venne inizialmente gestita dalla Capitaneria di Porto, fu poi passata sotto il controllo della Regione e da poco è il Comune a gestire questo tipo di concessioni.
Gli investimenti che Marcello ha sostenuto nel corso degli anni per “la Voce della Luna” sono stati notevoli e tutti finanziati di tasca propria, non ha mai ottenuto aiuti né contributi regionali. Il locale ha assunto un aspetto decisamente diverso dall’inizio della gestione, era un gran bel biglietto da visita per chi entra a Trieste.
Ci sono stati una serie di incontri tra Marcello e le Autorità locali ma nessuno ha portato conclusioni positive e purtroppo nessuno ha dato un barlume di speranza che qualcosa possa muoversi.
La vicenda demaniale potrebbe assumere l’aspetto della beffa finale: si ipotizza che alla scadenza della concessione – in barba al contratto in possesso di Marcello – si andrà in gara perché forse, ma non è certo, quel contratto “non s’avea da fare”. O meglio “non poteva essere fatto con quelle condizioni”.
Lasciamo immaginare la disperazione di Marcello che da ormai quasi un anno, stremato dal punto di vista psico-fisico, ha trovato la soluzione per riemergere: ci sono finanziatori pronti ad entrare in società a condizione di una concessione demaniale più lunga. Purtroppo però è stato fermato da una burocrazia assurda che prima concede un contratto di 6 anni rinnovabile tacitamente di altri 6 anni e così di seguito, e poi, ad investimenti fatti, dice che forse c’è stato un errore e rimette in gioco tutto e il contrario di tutto.
Non si può giocare così con la vita di una persona.
Non si può portare un uomo, un imprenditore capace e stimato (e garantiamo che, nel settore, Marcello a Trieste è noto a tutti) sull’orlo del suicidio.
Marcello non ha chiesto aiuti economici allo Stato, non ha chiesto scorciatoie o agevolazioni compromettenti, ha sempre costruito tutto da solo e non ha mai chiesto ed ottenuto nessun favoritismo di alcun genere. Anzi, ha sempre trovato sulla sua strada ostacoli e difficoltà (forse le invidie?). Lui chiede solo di lavorare, di fare il suo mestiere. Ma perché questo è così difficile? Perché un imprenditore come Marcello, abile nel trasformare le cose brutte in cose belle, si ritrova a supplicare per avere ciò che gli spetta? Non è assurdo tutto questo?
Ora Marcello sta facendo lo sciopero della fame, ma sempre in modo silenzioso, senza fare rumore. Non vuole offendere o imbarazzare quella stessa burocrazia che però lo sta portando a spegnersi.
La cinica “impotenza” sta lasciando spegnere i sogni, le energie, le capacità imprenditoriali, la vita di un uomo.
Marcello è riuscito a trasformare un brutto anatroccolo in uno splendido cigno bianco. Perché non si vuole ridare il cigno bianco a Marcello? Chi altri lo può meritare se non il suo creatore? Forse il cigno bianco ora fa gola più del brutto anatroccolo!
Tutta l’eventuale documentazione di cui si parla in questa lettera è consultabile da chi ne avesse bisogno per fondati motivi.

Trieste, 14 aprile 2009.

Firma anche tu per dare speranza e dignità ad un essere umano.

Sign for la voce della luna

Informazione vergognosa…

E’ da tanto che non scrivo più sul mio blog… Oggi mi è rivenuta l’ispirazione per farlo.

Dopo i recenti fatti in Abruzzo, e ne approfitto per esprimere la mia solidarietà nei confronti di tutte le vittime di questa tragedia immane, i telegiornali non fanno altro che commercializzare la sofferenza della povera gente coinvolta. E’ veramente squallido vedere scene come questa:

Credo che non ci siano parole per commentare lo sdegno che queste immagini producono nella mente di coloro che hanno un pochino di sale in zucca. In un momento in cui la gente rimane senza casa, in cui molti non sanno che fine abbiano fatto i loro parenti e amici cari, in cui la gente è distrutta oltre che fisicamente, anche psicologicamente, il TG1 a cosa pensa? Ai fottuti ascolti! Allo share…

La nostra società è ormai fottuta, lacerata dall’interno da un capitalismo senza ritegno, da una voglia sempre maggiore di fare soldi, e di imporsi sugli altri, usando anche mezzi eticamente improbabili. L’importante è prevalere. Quindi chi cazzo se ne fotte se sono morte centinaia di persone e migliaia sono ferite anche gravemente? Chi cazzo se ne fotte se la gente, che già aveva problemi ad arrivare a fine mese, adesso non ha nemmeno più una casa in cui stare? Al TG1 non importa. O per lo meno gli importa nella misura in cui a me, uomo, potrebbe importare un rossetto o un lucidalabbra.

Ma non si ferma solo qua lo scandalo… Un giorno prima hanno pure chiesto alla gente di postare e inviare i video girati nel momento della sciagura. Si sa che immagini forti o scioccanti attirano la maggior parte della gente senza cervello. Ed è proprio quella gente senza cervello che ha permesso a programmi come Real TV, adesso condito dalle grazie di due zoccole che non hanno cervello ma che pensano solo a spogliarsi e palparsi a vicenda, di avere molto seguito. E’ normale che la presenza di video ad alto impatto emotivo permetta alla gente di stare incollata davanti allo schermo. Ma cerchiamo di metterci nei panni della povera gente coinvolta in tutto questo. Come ci si sentirebbe sapendo che la nostra sciagura è diventata un’attrazione per gli altri? E soprattutto come ci si sentirebbe sapendo che con quelle immagini alcune persone si arricchiscono, nascondendosi dietro il più banale “diritto all’informazione”, quasi come fosse un diritto sacrosanto dell’individuo vedere scene strazianti in televisione?

Purtroppo oggi tutto ruota attorno ai maledetti quattrini. La scuola, con il nuovo decreto, diventerà una vera e propria industria. L’informazione lo è già da tanto tempo. Le nostre vite non valgono nulla se non si ha un valore. Il tuo valore non è strettamente legato alle tue capacità, alla tua intelligenza, ma è legato alla tua produttività economica. Se hai i soldi sei qualcuno. Se non li hai non sei nessuno. Se la tua sofferenza migliora la mia vita, ti sfrutterò fino all’osso.Tanto io sto fermo con il culo incollato alla sedia, o con la lingua impegnata a leccare il solco anale di qualche sudicia persona…

Mi vergogno profondamente di essere italiano. Non ci stiamo rendendo conto di essere degli imbecilli alla mercè delle più strampalate regole di mercato. Ci stanno facendo morire. Spegnere. Lentamente e senza agonia. Non ci rendiamo conto che tra poco saremo il popolo più ignorante e imbecille sulla faccia della terra. Abbiamo un Papa che dice che i preservativi non servono a nulla contro l’AIDS… e viene acclamato. Un Premier che ci sbatte da 18 anni a 90 gradi, e viene rispettato. Poi c’è quanlcuno che prevede i terremoti, e viene preso per pazzo, visionario… Questa è l’Italia.