Il sindaco di Roma.

Quindi, ricapitoliamo: il Movimento 5 Stelle nasce per dare voce dal basso. Cresce con un solo obiettivo: dare la possibilità a chiunque, e con chiunque aggiungo pure i “semplici elettori”, di seguire con la massima trasparenza quello che succede a livello politico dentro il movimento e alla nazione. Nasce e cresce con lo scopo di rendere partecipi gli elettori e vincolare le scelte al “voto della rete” che diventa, a quel punto, determinante. Bello,  bellissimo. Poi cosa succede? Succede che Pizzarotti non dice di essere indagato e viene espulso. Nogarin invece lo dice e rimane dov’è. Fino a qua può anche andare bene. L’errore di Pizzarotti è stato quello di celare una cosa molto importante che è la base del M5S e del rapporto che ha con gli elettori. La rete si è espressa. Fine della storia.

Arrivano la Appendino, che viaggia come un treno a Torino, e la Raggi, che trova una situazione disastrosa a Roma ma ottiene la fiducia del popolo che la vota. Le differenze tra le due realtà sono abissali. La Raggi ha tutti contro: le televisioni, i giornali, i politici, l’opposizione (anche qualche frigorifero di troppo). Le rendono la vita difficile, la mettono a dura prova, sempre controllata. Contano pure quante volte va a fare la spesa o va in bagno. La stessa cosa successe con Marino dopo lo scoppio dello scandalo sugli scontrini e sulla panda parcheggiata in doppia fila. Apriti cielo, salvo poi giungere alla piena assoluzione dello stesso. È il lavoro dei media e se ci aggiungi pure che la nostra è un’editoria impura, dove i giornali sono nati come portavoce dei loro sostenitori finanziari, il gioco è fatto. Ma in mezzo a tutto questo clamore mediatico, che può essere considerato esagerato ma ci sta e non si può pretendere che non ci sia, dopo sei mesi arriva la botta. La Raggi personalizza la presenza di Marra, vecchio lupo della politica del marciume, andando contro alcune voci discordanti all’interno del Movimento che lo vorrebbero fuori dai giochi di potere. Si batte mettendosi in prima linea nella strenua difesa di quel personaggio che poco ispirava fiducia. L’hanno accontentata. L’altro ieri Marra viene arrestato e cosa succede? Dimissioni della Raggi? No. Che senso hanno? Punizione alla stessa che dovrebbe essere sbattuta fuori dal movimento? No. Mica è lei ad essere indagata! Togliere il simbolo alla sua amministrazione? No. Ecco cosa succede: succede che Grillo e Casaleggio fanno un salto giù a Roma, si chiudono dentro una stanza per una notte intera e dettano le condizioni alla Sindaca eletta dai cittadini romani. Da quell’incontro esce fuori che Virginia può continuare (le hanno dato il contentino) a patto che rispetti il volere della Casaleggio Associati. Ci saranno persone scelte dai BIG ad aiutare la sindaca nel suo gravoso lavoro di amministrazione. Persone, di Milano magari, che governeranno Roma, scelte da Grillo e Davide Casaleggio in barba ai concetti espressi alla nascita del movimento. Questa volta niente streaming, niente trasparenza, niente democrazia dal basso. Questa volta ci si chiude a riccio, ci si barrica, per proteggere il nome del partito, consegnando la città più importante d’Italia ad un’azienda privata e un comico che saranno, de facto, i sindaci di Roma. Ma io, elettore a cinque stelle, come faccio a non indignarmi per una cosa del genere? Non mi rendo conto che quello che ho votato e sostenuto è diventato in partito come tutti gli altri? Non metto in dubbio l’onestà tout court di chi sposa la causa pentastellata, ne metto in dubbio quella intellettuale. Non è possibile non accorgersi che nella forza politica più interessante degli ultimi dieci anni, sia cambiato qualcosa. “Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Non è possibile accettare che una società privata, con tanti, tantissimi scheletri nell’armadio, controllata dai vecchi big di una società come la Webegg di proprietà Telecom Italia e avente come partner commerciale la Enamics che, a sua volta, ha clienti molto importanti come la tanto vituperata JP MORGAN che voleva stravolgere la nostra Costituzione per avere dei vantaggi speculativi, controlli la più importante città italiana e il più importante partito politico della nazione senza battere ciglio (http://www.polisblog.it/post/19939/chi-era-gianroberto-casaleggio-movimento-5-stelle).

Dove sono le trasmissioni in streaming? Dov’è il voto del popolo? Dove è finita la “democrazia partecipativa”? Dove sono, adesso, quelli che criticano tanto gli altri partiti? Dov’è Di Battista? E Di Maio? Dove sono finiti tutti? Bravi a gridare “onestà, onestà”, “elezioni subito”,  “mafiosi”, tanto quanto bravi a nascondersi e giustificare l’ingiustificabile.

Il M5S era il partito del popolo e per il popolo. Adesso è il partito della censura e delle direttive dall’alto. Un voto perso per una causa persa.

Beppe Grillo. E se non fosse chi crediamo?

Da diversi giorni sta circolando una notizia, il titolo dell’articolo che ne parla è “Beppe Grillo è libero o controllato?”.

Vi dò innanzitutto la fonte da cui io l’ho letta:

http://www.disinformazione.it/beppe_grillo.htm

Se vi capita di dargli un’occhiata, potete facilmente constatare come, in questo paese, tutti, nessuno escluso, debbano guardarsi le spalle.

Dopo i concitati giorni del V-Day, giorni che hanno acceso gli animi un po’ di tutti, nel bene e nel male, e che ci hanno dato la piccola speranza di poter dire la nostra in un paese democratico, ma che di democratico non ha nulla, ecco arrivare questo fulmine a ciel sereno. Ma andiamo per gradi. Farò un breve riassunto di ciò che è scritto in quell’articolo, in modo che, se non volete leggerlo, potete tranquillamente avere un’infarinatura generale.

In sostanza il comico genovese, scoperto da Pippo Baudo, non ha mai digerito la televisione, internet e i cosiddetti New Media, tanto da distruggere due pc in uno spettacolo chiamato Time Out. Nel 2005 apre un blog che sarà destinato a diventare uno dei siti più visitati al mondo.

L’editore di Beppe Grillo è la Casaleggio Associati, società di Milano, il cui pioniere è un certo Gianroberto Casaleggio, che è riuscito nell’intento di convertire Grillo ad internet. La Casaleggio Associati, gestisce non solo l’immagine del Grillo, ma anche il sito di Antonio Di Pietro. L’azienda è nata con lo scopo di “sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale”. Analizzando bene gli associati della Casaleggio, scopriamo che tutti hanno fatto parte di una azienda chiamata Webegg spa, controllata al 59% da I T Telecom spa, che, a sua volta, è controllata al 100% da Telecom Italia spa. Value partner Spa, società molto importante a livello nazionale, rileva circa il 70% della Webegg. Il restante 30% è della Finsiel che, a sua volta, è per l’80% controllata da Telecom Italia. Quindi i fondatori della Casaleggio lavoravano in una società della Telecom, più volte attaccata dal comico genovese. Se andiamo su http://www.beppegrillo.it/shareaction, ci rendiamo conto che egli vuole impossessarsi della Telecom a nome di tutti gli azionisti. Visti i precedenti dei suoi editori allora chi realmente vuole la società?

Spostiamoci sulla home della Casaleggio (http://www.casaleggioassociati.it). Da qui potremo vedere un filmato molto strano che si intitola “PROMETEUS: il futuro dei media” . In questo, una voce con un PESSIMO inglese (mia opinione) spiega come diventerà il mondo da qui al 2050. Praticamente avremo la possibilità di diventare chi vogliamo con la realtà virtuale e di vendere persino la nostra memoria (maturata con l’esperienza nella nostra nuova vita parallela), oppure di esplorare mondi e tempi lontanissimi come se fossero realtà. La nostra vita può essere paragonata ad un MMORPG come Second Life (pubblicizzata nel video) o World of Warcraft. Casualmente anche il Beppe e Di Pietro hanno il loro sito su Second Life. Alla fine del filmato, un occhio onniveggente simbolo della massoneria. Il nome Prometeus, deriva da Prometeo, che, dopo aver litigato con Zeus perché ha rubato agli dei il fuoco (simbolo della luce) per portarlo agli uomini, viene cacciato. Il fuoco simboleggia la luce e la conoscenza, da qui deriva la dottrina della gnosi. Un accostamento doveroso da fare è quello tra Prometeo e Lucifero (letteralmente portatore di luce), che è stato maledetto da Dio, come Prometeo è stato maledetto da Zeus. In sostanza gli adoratori del demonio pensano che l’angelo ribelle volesse portare solo luce nel mondo e, quindi, Prometeo non è niente meno che l’allegoria di Satana. Infatti a sostegno di questa tesi, c’è pure il logo che si è scelto nel video. Dalla “O”, simile al Cerchio Chiuso usato nei riti satanici, si erge una fiamma. Coincidenze? Chissà! Nel 2004 la Casaleggio annuncia un partenariato con la Enamics, società che ha come clienti potentissime imprese statunitensi, tra cui la banca JP Morgan dei Rockfeller. Davanti al centro Rockfeller a New York si staglia la statua di Prometeo. Inoltre i Rockfeller hanno come clienti un sacco di aziende, soprattutto nel settore petrolifero. Quindi gli editori di Beppe Grillo, nonostante le giustissime campagne contro inquinamento e derivati, hanno a che fare con una banca che ha immani interessi proprio nei settori da Grillo criticati aspramente (e da sottolineare giustamente).

Beppe Grillo è stato il primo a denunciare che i potenti banchieri stampavano banconote e le prestavano ai governi (Signoraggio monetario). Da un po’ di tempo a questa parte però il comico genovese non parla più di questo fenomeno. Nel ’98 sparava a zero sul Signoraggio e sulle truffe del debito pubblico, adesso si rifiuta pure di parlarne quando gli viene espressamente chiesto (Report, Rai3, ad esempio). Ha forse cambiato idea, oppure è stato gentilmente invitato a non pestare i piedi a nessuno? Questo non si saprà mai, oppure si?

Voglio aggiungere una cosa. Stimo molto Beppe Grillo, e sono con lui in tutte le sue battaglie, ma se le battaglie che fa servono per deviare l’attenzione, come fa notare l’autore dell’articolo di disinformazione.it , dai veri poteri occulti, facendocela prendere con la cosiddetta “manovalanza”, allora siamo proprio nella m**da! Spero proprio che non sia così, ma stando alle parole di Dino Risi, che ha diretto Beppe nel film “Scemo di guerra”, il Grillo nazionale recita molto meglio ora, nelle sue battaglie, che non nel film, sostenendo che egli non crede in nulla di ciò che dice o scrive sul Blog.

P.S. Molti utenti hanno chiesto a Beppe di parlare di questo articolo, perché volevano delle spiegazioni, ma ancora TABULA RASA. Vi linko il video della Casaleggio trovato su YouTube: