Passaparola. Marco Travaglio in diretta!

Passaparola è l’iniziativa di Beppe Grillo e del suo staff, peraltro giusta a mio avviso (nonostante i punti oscuri sulla persona che è e che potrebbe essere Beppe Grillo, vedi il post che ho scritto appositamente), che permette a Marco Travaglio (ho parlato di lui qua, qua e qua) di poter parlare liberamente dei problemi che affliggono il paese, senza che nessuno lo possa censurare. Il qui presente Blog si impegna formalmente a diffondere l’iniziativa. Non perdetevelo!

Ecco la pagina della diretta!

N.B. La diretta è ogni Lunedì alle 14:00

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ACAB? No, AACAB! Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e Gabriele Sandri.

A volte mi chiedo come mi sentirei ad essere un poliziotto. Avrei la mia bella divisa, ogni giorno stirata di tutto punto, bella profumata, senza una sola piega. Andrei in giro con una bella macchina, magari con la Lamborghini che usa la polizia stradale nei pressi di Roma. Che figata! E poi… Poi sarei un eroe, un uomo onesto che cerca, giorno dopo giorno, di rendere GIUSTIZIA al mondo, e di far sì che questa “giustizia” venga rispettata. Mi sentirei un supereroe, un uomo di grande importanza. Ma non la farei pesare quest’importanza, anzi, forse cercherei di mettere a loro agio tutti quelli che mi circondano, tutte le persone che fermerei per strada, tutti quelli che farebbero delle cazzate che DEVONO pagare. Lascerei il manganello a casa, non ce ne sarebbe bisogno! E la pistola? Neppure di quella avrei bisogno… L’unica cosa che necessiterei sarebbe fare bene il mio lavoro, dare il sangue per la giustizia… IO farei così…

Ma siamo sicuri che tutti i poliziotti la pensino al mio stesso modo? Siamo sicuri che quella divisa, per cui ci vorrebbe un certo rispetto, sia riempita da persone valide, da persone che, dall’oggi al domani, preferirebbero morire piuttosto che ammazzare? E ancora, siamo sicuri che quella divisa non venga usata come un pretesto per dominare gli altri?

Recentemente un ultrà, Gabriele Sandri, è stato freddato da un rappresentante della giustizia, così, senza misure… Nel 2001, a Genova, i nostri dipendenti (oltre ai politici, anche loro sono pagati da NOI) si sono scagliati contro una massa di contestatori pacifisti, tralasciando i veri terroristi, i Black Blocks. Hanno picchiato, ammazzato, violentato, distrutto psicologicamente ed umiliato una grande quantità di persone che, purtroppo per loro, si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Stavano semplicemente esternando il loro pensiero, e, nella Costituzione italiana, è palesemente espresso il diritto di ognuno di avere libertà di parola, di opinione, di credo, ecc… ecc… Hanno maltrattato donne innocenti, le hanno etichettate come meretrici, le hanno fatte mettere in fila col braccio destro alzato, tipica posa nazista, a marciare dentro la cella, mentre loro cantavano una canzone fascista e razzista, e le etichettavano come “bastarde comuniste”. Tra le vittime di questa violenza gratuita anche giornalisti, reporter, professionisti seri ed onesti. Tra le vittime c’era anche un ragazzino, simpatizzante del movimento “no-global”, al secolo Carlo Giuliani, freddato da un carabiniere. In un climax crescente di violenza, è stato lui quello che ha pagato più di tutti.

Il 25 Settembre del 2005, Federico Aldrovandi è stato barbaramente massacrato da quattro poliziotti. Lo avevano fermato e picchiato.

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Nonostante avessero già constatato la morte del ragazzo, solo dopo CINQUE ore hanno avvisato i genitori. Motivo della morte? Malore dovuto ad assunzione di sostanze stupefacenti (tesi poi smentita dagli esami post-mortem). Ed ecco che sorgeva un’altra tesi, altrettanto smentita dalle analisi, secondo la quale le ferite riportate dal ragazzo sarebbero dovute ad atteggiamenti autolesionistici dello stesso. La verità? Il ragazzo è stato più volte percosso da due manganelli, che si sono spezzati sul giovane corpo del diciottenne, fino a provocargli danni che, inesorabilmente, lo hanno portato alla morte. Durante quelle cinque ore, il corpo del ragazzo giaceva a terra, inerme, con la maglietta alzata, con la testa spaccata, senza che nemmeno un lenzuolo lo coprisse. Durante quelle cinque ore, i poliziotti parlottavano del più e del meno, ridendo e scherzando su chi di loro dovesse prendere il portafoglio del ragazzo. Un’indifferenza allarmante. Una crudeltà disarmante. Una vita innocente stroncata al suo inizio, senza che gli autori dell’infame gesto, ad oggi, abbiano pagato. Ma pagheranno mai?

L’abuso di potere è l’unica cosa che rende un poliziotto o carabiniere un criminale. L’abuso di potere è il nemico da combattere. Forse anche per questo non mi è mai passato per la testa di arruolarmi. Forse anche per questo odio qualsiasi forma di violenza e guerra. Forse anche per questo. Per non diventare come la maggior parte delle persone arruolate nelle forze armate. Per paura di abbassarmi al loro livello, e di non riuscire più ad uscire dal quel circolo vizioso (e mafioso) che è la causa di comportamenti assolutamente irresponsabili da parte di una maggioranza di persone che, avendo una pistola e un distintivo, dimenticano che se esiste un Dio, quello non è certo riconducibile a loro! Fascisti legalizzati, ma anche brave persone, con ideali solidi. Ma quanti realmente sono come questi ultimi? Non viene da pensare che il motto tanto contestato degli stadi, ACAB (All Cops Are Bastard), seppur generalizzato, rispecchi la realtà delle cose? Forse è vero che non si può generalizzare. Quindi, a questo punto, sarebbe più giusto che l’acronimo diventasse AACAB. Per una questione di “political correctness” Almost All Cops Are Bastard! Così lasciamo che le coscienze di coloro che si credono onesti rimangano pulite, e che questi continuino ad agire per il bene comune, stirando le loro divise, lucidando i loro manganelli e le loro pistole, pronti ad usarle in primis contro i LORO colleghi; contro quelli che facilmente rientrano nella categoria (concedetemi il termine) precedentemente “acronimizzata”. Utopia…

Per voi, per tutti, per non dimenticare:

Non comprate uova di tipo due e tre!!!

Da www.disinformazione.it

Con le nuove disposizioni europee, bisogna etichettare le uova che si comprano indicando il tipo di allevamento delle galline, che può essere di tipo 0, biologico, all’aperto con dieci metri per ogni gallina con vegetazione; di tipo 1, all’aperto con 2,5 metri per ogni gallina, sempre con vegetazione; tipo 2, in capannoni al chiuso, con luce sempre accesa e senza finestre, dove 7 galline convivono in un metro di pavimento ricoperto da sabbia o paglia; di tipo 3, dove le galline vivono tutta la loro esistenza IN GABBIE, con uno spazio di 15 centimetri quadrati!!! Eccovi una foto delle etichette:

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Ed eccovi adesso le foto delle galline di tipo 2 e di tipo 3:

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Adesso immaginate la vostra vita chiusi dentro una gabbia dove non potete alzare nemmeno le braccia per grattarvi la testa! Benvenuti nel loro mondo!

Studi scientifici hanno dimostrato anche che le uova di tipo 0 e 1 contengono più acido folico e vitamina B2.

NO ALLE UOVA DI TIPO 2 E 3!

Beppe Grillo. E se non fosse chi crediamo?

Da diversi giorni sta circolando una notizia, il titolo dell’articolo che ne parla è “Beppe Grillo è libero o controllato?”.

Vi dò innanzitutto la fonte da cui io l’ho letta:

http://www.disinformazione.it/beppe_grillo.htm

Se vi capita di dargli un’occhiata, potete facilmente constatare come, in questo paese, tutti, nessuno escluso, debbano guardarsi le spalle.

Dopo i concitati giorni del V-Day, giorni che hanno acceso gli animi un po’ di tutti, nel bene e nel male, e che ci hanno dato la piccola speranza di poter dire la nostra in un paese democratico, ma che di democratico non ha nulla, ecco arrivare questo fulmine a ciel sereno. Ma andiamo per gradi. Farò un breve riassunto di ciò che è scritto in quell’articolo, in modo che, se non volete leggerlo, potete tranquillamente avere un’infarinatura generale.

In sostanza il comico genovese, scoperto da Pippo Baudo, non ha mai digerito la televisione, internet e i cosiddetti New Media, tanto da distruggere due pc in uno spettacolo chiamato Time Out. Nel 2005 apre un blog che sarà destinato a diventare uno dei siti più visitati al mondo.

L’editore di Beppe Grillo è la Casaleggio Associati, società di Milano, il cui pioniere è un certo Gianroberto Casaleggio, che è riuscito nell’intento di convertire Grillo ad internet. La Casaleggio Associati, gestisce non solo l’immagine del Grillo, ma anche il sito di Antonio Di Pietro. L’azienda è nata con lo scopo di “sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale”. Analizzando bene gli associati della Casaleggio, scopriamo che tutti hanno fatto parte di una azienda chiamata Webegg spa, controllata al 59% da I T Telecom spa, che, a sua volta, è controllata al 100% da Telecom Italia spa. Value partner Spa, società molto importante a livello nazionale, rileva circa il 70% della Webegg. Il restante 30% è della Finsiel che, a sua volta, è per l’80% controllata da Telecom Italia. Quindi i fondatori della Casaleggio lavoravano in una società della Telecom, più volte attaccata dal comico genovese. Se andiamo su http://www.beppegrillo.it/shareaction, ci rendiamo conto che egli vuole impossessarsi della Telecom a nome di tutti gli azionisti. Visti i precedenti dei suoi editori allora chi realmente vuole la società?

Spostiamoci sulla home della Casaleggio (http://www.casaleggioassociati.it). Da qui potremo vedere un filmato molto strano che si intitola “PROMETEUS: il futuro dei media” . In questo, una voce con un PESSIMO inglese (mia opinione) spiega come diventerà il mondo da qui al 2050. Praticamente avremo la possibilità di diventare chi vogliamo con la realtà virtuale e di vendere persino la nostra memoria (maturata con l’esperienza nella nostra nuova vita parallela), oppure di esplorare mondi e tempi lontanissimi come se fossero realtà. La nostra vita può essere paragonata ad un MMORPG come Second Life (pubblicizzata nel video) o World of Warcraft. Casualmente anche il Beppe e Di Pietro hanno il loro sito su Second Life. Alla fine del filmato, un occhio onniveggente simbolo della massoneria. Il nome Prometeus, deriva da Prometeo, che, dopo aver litigato con Zeus perché ha rubato agli dei il fuoco (simbolo della luce) per portarlo agli uomini, viene cacciato. Il fuoco simboleggia la luce e la conoscenza, da qui deriva la dottrina della gnosi. Un accostamento doveroso da fare è quello tra Prometeo e Lucifero (letteralmente portatore di luce), che è stato maledetto da Dio, come Prometeo è stato maledetto da Zeus. In sostanza gli adoratori del demonio pensano che l’angelo ribelle volesse portare solo luce nel mondo e, quindi, Prometeo non è niente meno che l’allegoria di Satana. Infatti a sostegno di questa tesi, c’è pure il logo che si è scelto nel video. Dalla “O”, simile al Cerchio Chiuso usato nei riti satanici, si erge una fiamma. Coincidenze? Chissà! Nel 2004 la Casaleggio annuncia un partenariato con la Enamics, società che ha come clienti potentissime imprese statunitensi, tra cui la banca JP Morgan dei Rockfeller. Davanti al centro Rockfeller a New York si staglia la statua di Prometeo. Inoltre i Rockfeller hanno come clienti un sacco di aziende, soprattutto nel settore petrolifero. Quindi gli editori di Beppe Grillo, nonostante le giustissime campagne contro inquinamento e derivati, hanno a che fare con una banca che ha immani interessi proprio nei settori da Grillo criticati aspramente (e da sottolineare giustamente).

Beppe Grillo è stato il primo a denunciare che i potenti banchieri stampavano banconote e le prestavano ai governi (Signoraggio monetario). Da un po’ di tempo a questa parte però il comico genovese non parla più di questo fenomeno. Nel ’98 sparava a zero sul Signoraggio e sulle truffe del debito pubblico, adesso si rifiuta pure di parlarne quando gli viene espressamente chiesto (Report, Rai3, ad esempio). Ha forse cambiato idea, oppure è stato gentilmente invitato a non pestare i piedi a nessuno? Questo non si saprà mai, oppure si?

Voglio aggiungere una cosa. Stimo molto Beppe Grillo, e sono con lui in tutte le sue battaglie, ma se le battaglie che fa servono per deviare l’attenzione, come fa notare l’autore dell’articolo di disinformazione.it , dai veri poteri occulti, facendocela prendere con la cosiddetta “manovalanza”, allora siamo proprio nella m**da! Spero proprio che non sia così, ma stando alle parole di Dino Risi, che ha diretto Beppe nel film “Scemo di guerra”, il Grillo nazionale recita molto meglio ora, nelle sue battaglie, che non nel film, sostenendo che egli non crede in nulla di ciò che dice o scrive sul Blog.

P.S. Molti utenti hanno chiesto a Beppe di parlare di questo articolo, perché volevano delle spiegazioni, ma ancora TABULA RASA. Vi linko il video della Casaleggio trovato su YouTube: