Rieccomi tra di voi!!! Riflessioni…

Salve a tutti i miei appassionatissimi lettori (che esagerazione!!!). Sono tornato, finalmente, e chiedo scusa a quanti di voi mi hanno chiesto aiuto e consigli, senza vedersi scritta nemmeno una rispostina piccolina piccolina… SCUSATE! Il fatto è che sono stato via… ma proprio via!

Giorno 27 Marzo 2008 sono partito da Palermo. Per andare dove? In Cina. Ho ricevuto un incarico da parte di un importatore siciliano che non conosceva una cippa di inglese e aveva bisogno di un traduttore/mediatore/interprete che gli consentisse di poter combattere contro gli agguerriti cinesi, al fine di avere la meglio nei negoziati… Sono stato scelto proprio io, tra una lista che comprendeva altre 0 persone. La scelta è caduta su di me, fortunatamente 🙂

Partito da Palermo alle 10,30 del mattino, arrivo dopo solo 18 ore a Shanghai, ancora in pieno pomeriggio, scoglionato e rimbambito dal fuso orario… Il panorama che mi si presenta non è certo dei migliori. La Cina è una “Repubblica Popolare”, o almeno così si autodefinisce. Avete mai sentito parlare di repubbliche con un solo partito che governa da oltre mezzo secolo? Avete sentito mai parlare di Paesi in cui vige il divieto assoluto di parlare di politica in pubblico, ma anche in privato? Dove in ogni quartiere ci sono poliziotti in borghese che ascoltano le conversazioni fatte all’interno delle mura domestiche, irrompendo con brutalità nel caso in cui sentano parlare male del governo? Dove la natalità è limitata ad un solo figlio (due nelle zone rurali) e l’aborto è obbligatorio qualora si rimanesse incinte di un secondo (o un terzo)? Dove si preferisce far nascere i maschi e abbandonare/buttare o vendere le femmine, perché considerate una disgrazia per la famiglia? Dove la povertà più assoluta e la ricchezza più paurosa convivono in un fazzoletto di terra? E dove non esiste una classe media? E dove gli stessi cittadini credono fermamente di essere liberi? E dove credono che il governo abbia ucciso solo una decina di tibetani per una giusta causa, senza sapere le violenze e atrocità che stanno alla base dei fatti Tibetani? Dove ti dicono che un tuo parente, che ha fatto qualcosa di male, è stato spedito in un’altra parte della nazione, quando invece è stato barbaramente torturato ed ucciso, dando vita ad un traffico di organi in cui il solo cuore ha il valore di 25000 dollari? Dove se vai per primo dalla polizia hai ragione, anche se inventi di sana pianta una storiella per fare passare dei guai a qualcuno che ti sta particolarmente antipatico? Un paese democratico e libero in cui ti costringono a confessare un crimine che non hai commesso torturandoti al punto da farti desiderare la morte?

Non avete mai visto un paese come quello sopra descritto? Io si. Andate in Cina e lo troverete. Vedrete COME la Cina stia avendo uno sviluppo allucinante, sfruttando la forza lavoro e sottopagandola. In Cina il guadagno medio mensile di un operaio è di 80 euro. Il detto operaio non può permettersi un’automobile, il gasolio costa 50 centesimi al litro, e le macchine costano quanto nel resto del mondo; il suddetto operaio non può ribellarsi, visto che i colleghi cinesi non riescono a mantenere i segreti, e andrebbero subito a raccontare al BOSS l’idea dello sfortunato ribelle… Chi ha i soldi ne ha troppi e non sa cosa farsene… chi non ce li ha, deve cercarsi da mangiare tra i bidoni della spazzatura. O assillare un povero turista che non ha gli occhi a mandorla, fino quando quest’ultimo non mette la mano in tasca e lancia una monetina da un RMB (o Yuan), equivalente ai nostri dieci centesimi di euro, all’interno del piattino o bicchierino di plastica vuoto fino a quel momento…

Vi racconto cosa è successo durante una serata passata a Yiwu. Eravamo dentro un pub, e stavamo consumando un caffé (schifoso), insieme ai boss di una grande azienda. Ad un tratto la moglie del boss mi chiede: “Cosa vi è arrivato in Italia della situazione in Tibet?” Ed io, noncurante delle possibili conseguenze che il mio gesto avrebbe potuto avere: “Che il vostro governo ha ammazzato brutalmente migliaia di persone, solo perché vogliono un indipendenza che meritano, visto che la loro etnia non ha nulla a che vedere con la vostra. Siete due popoli completamente diversi, perché non lasciarli in pace?” Dopo la mia pungente e rischiosa considerazione, vedo la moglie del boss che interloquisce con quest’ultimo, traducendo quello che avevo proferito. Entrambi si mettono a ridere sonoramente, con mio immenso stupore, e Sandy, questo il nome della donna, mi dice che quello che sapevo era una grandiosa cazzata. Secondo il suo punto di vista, che poi è il punto di vista di qualsiasi cinese, punto di vista che deriva dalle dichiarazioni in terra cinese del “governo popolare”, i monaci uccisi sono una decina, e hanno meritato di morire, perché hanno attaccato i militari e perché vogliono un indipendenza che non devono avere… Non ho detto più nulla, mi è bastato sentire questa affermazione per capire che nemmeno i cinesi sono al corrente di quello che sta realmente accadendo in Tibet. Tutti si fidano al 100% del loro governo.

Come migliorare questa situazione? Una rivoluzione? Ma quando mai! Per i cinesi è tutto ok. Non ci sono scrittori, poeti, filosofi. Non c’è libertà di pensiero, stampa, ecc… ecc… Il governo controlla tutto, filtra, fa e disfa, senza che nessuno dei cinesi se ne renda conto…

Questa è la Cina, e, nonostante io ci sia andato per motivi di lavoro, non posso che stringermi attorno alle tante associazioni che si battono per la difesa dei diritti umani, ma consapevole del fatto che noi, dall’esterno, possiamo fare poco o niente, e che il futuro dei cinesi dipende da loro stessi. Spero che tutti i cinesi emigrati, facciano aprire gli occhi a quelli rimasti in patria, li sveglino da questo lungo sogno che dura da più di mezzo secolo.

Questa esperienza di dieci giorni mi è servita ad apprezzare molto quella poca libertà che abbiamo in Italia. Pensiamo a come staremmo se fossimo nella stessa situazione dei cinesi… Già la nostra democrazia è minata da uomini pseudo-liberi che ci fanno credere in principi ed ideali inesistenti o in contraddizione con ciò che fanno, tramite le loro televisioni e giornali. Noi, a differenza dei cinesi, abbiamo un’alternativa. VOTARE! E nonostante fino a 15 giorni fa fossi un convinto sostenitore del non-voto, adesso credo che il nostro futuro dipenda dalle nostre scelte alle elezioni. Andiamo a votare, perché se non ci andiamo, lasceremo il paese in mano a quei pochi ignoranti che danno il voto solo perché questo o quel candidato hanno una bella faccia.

Chi conosce, vada a votare.

Chi ritiene opportuno votare per Berlusconi, perché crede veramente nei suoi ideali di cleptomania, o perché è come Berlusconi, lo voti.

Tutte le altre persone “normali” si rivolgano ad altri lidi, consapevoli del fatto che se l’Italia verrà consegnata di nuovo al piazzista di Arcore, non è per loro negligenza. Quest’ultimi vedranno con altri occhi il declino dell’Italia e la scomparsa degli ultimi rimasugli di democrazia, e saranno consapevoli di non avere nessuna colpa, perché hanno fatto il loro dovere. Coloro che non voteranno rimarranno col rimpianto, perché saranno consapevoli che una loro scelta, avrebbe potuto cambiare il futuro. Ringrazio tutte le persone che mi sono vicine, perché senza di loro io mi sarei messo all’interno di quelli che non vogliono votare o vogliono fare scheda nulla. Adesso so che IO posso ancora essere decisivo, perché, a differenza dei cinesi, ho il beneficio della scelta…

Vi lascio con una fotografia di Shanghai, vera e propria metropoli, e quella di un venditore ambulante di frutta, il cui lavoro gli permette di guadagnare la bellissima cifra di 3 euro al giorno!!

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Messaggio elettorale autogestito…

SEI PERPLESSO SU CHI VOTARE ?

TI FANNO SCHIFO PRODI, BERLUSCONI E VELTRONI?

PENSI CHE NESSUNO DI LORO SIA IN GRADO DI PORTARE AVANTI QUESTO PAESE ORMAI ALLA FRUTTA?

NESSUN PROBLEMA!!!

ALLE PROSSIME ELEZIONI VOTA:

‘LA MINCHIA NEL PUGNO’

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LA MINCHIA NEL PUGNO

MEGLIO NEL PUGNO CHE NEL CULO, COME IN TUTTI QUESTI ANNI

LA MINCHIA NEL PUGNO

MEGLIO UNA MINCHIA NEL PUGNO CHE UN PUGNO NELLA MINCHIA!

Fonte: http://mazzoli.typepad.com/mazzoli_foto1/2008/02/vota-la-minchia.html

Elezioni. Ci risiamo…

Oggi, camminando per strada, incontro dei vecchi amici di famiglia. Ci fermiamo a parlare, una discussione tira l’altra, e andiamo a finire su questioni attuali. Il tema più dibattuto è quello delle imminenti elezioni politiche. Non posso far altro che ascoltare. Uno dei “vecchi amici di famiglia” inizia a lamentarsi dell’ex-governo Prodi, accennando all’aumento della pressione fiscale, all’aumento dei prezzi, al fatto che, a causa di Prodi e dei suoi scagnozzi, non si riuscisse più a campare. Il secondo “vecchio amico di famiglia” gli fa eco dicendo testualmente: “menomale che adesso ci sono le elezioni, finalmente Berlusconi si ricandiderà e tutti vivremo meglio!”. Dopo che la parola “meglio” raggiunge le mie orecchie, inizio a sentire un’agitazione crescente in me: il sangue inizia a ribollire, la mia temperatura corporea sale. Inizio a sudare. Mi tolgo il giubbotto, il berretto, la sciarpa, e inizio a pensare. Gli altri “vecchi amici di famiglia” continuano ad interloquire in maniera più o meno accesa. Il loro tema principale è sempre “l’utilità di un governo presidiato da Berlusconi, piuttosto che Veltroni”. Additano tutti gli appartenenti alla sinistra, li coprono di parolacce, quasi come se fosse loro la colpa per quanto successo in Italia, per l’introduzione dell’euro, per l’inflazione, per il debito pubblico. Berlusconi è il Gesù Cristo della situazione. Solo lui, adesso, può scendere in campo nuovamente e, con la sua ultradecennale esperienza, moltiplicare i pani ed i pesci. Rendere felici gli italiani, togliere le tasse e farci stare tutti bene!

I miei pensieri spaziano. Si fermano. Ripartono. Si rifermano. Vedo un pezzo di carta. Una trasmissione televisiva. Un uomo pieno di nei in viso con la faccia da insetto. No! Non è la faccia che ha in comune con gli insetti, ma il cognome! E’ Bruno Vespa. I miei pensieri sono fermi là, davanti a Berlusconi e a questo pezzo di carta volante, sopra il quale ci sono scritte delle cose. Sembra un contratto. Berlusconi lo firma e si giova dell’azione che ha appena compiuto. Nella parte alta del foglio leggo “Contratto con gli italiani”. Nella parte in basso c’è la firma di Berlusconi. Mi viene in mente tutto quello che è successo nel 2001. Gli italiani approvano il contratto dando la fiducia al governo di Berlusconi. Il contratto consisteva di 5 punti fondamentali. Berlusconi si impegnava a mantenerne almeno 4 su 5. Se non fosse riuscito nell’intento, si sarebbe impegnato a non ripresentarsi più alle elezioni. Mi viene subito in testa che un contratto, per potersi definire tale, deve essere bilaterale e firmato da entrambe le parti. In questo caso Berlusca e gli italiani. Ma in questo contratto c’è solo la firma di Berlusconi.

Cerco di ricordare i 5 punti, e, soprattutto, se sono stati mantenuti.

    1. Abbattimento della pressione fiscale:

    • con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
    • con la riduzione al 23% per i redditi fino a 200 milioni di lire annui;
    • con la riduzione al 33% per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui;
    • con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
    Il precedente punto non è stato mantenuto, perché le due aliquote non sono state introdotte, l’esenzione totale delle tasse è stata concessa solo fino ad un reddito di 7500 euro e la pressione fiscale è aumentata, perché bisogna tenere in considerazione gli aumenti delle tasse locali e delle tariffe.
    2. Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altro l’introduzione dell’istituto del “poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere” nelle città, con un risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.
    Anche questo punto non è stato mantenuto totalmente, in quanto il “poliziotto di quartiere” ha raggiunto solo 500 quartieri di zone da 10000 abitanti.
    3. Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
    Anche questo punto è stato NON mantenuto. Gli anziani che hanno percepito l’aumento sono stati solo il 25%.
    4. Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di posti di lavoro.
    In questo punto c’è stata una grande e grossa presa per il culo. I posti di lavoro sono stati creati, ma hanno permesso la nascita del precariato, che, oggi, ahimé, è la piaga della nostra società. Con l’introduzione dei cosiddetti “contratti a progetto”, infatti, la popolazione ha ricevuto nuovi posti di lavoro, ma molti giovani hanno dovuto lottare contro lo sfruttamento e, dopo tre mesi, andare a casa perché il contratto era scaduto. Il tasso di disoccupazione nel 2001 era del 9,9%. Alla fine della legislatura era sceso al 7,1%. L’impegno era quello di “dimezzarlo”, quindi la promessa non è stata mantenuta.
    5. Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche, e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.
    Il punto 5, come gli altri, non è stato mantenuto. Sono stati aperti solo il 21% dei cantieri previsti. Senza parlare poi del Sud, che è stato dimenticato!
    Nel mio sogno ad occhi aperti leggo il contratto, e non posso fare a meno di notarne la parte finale:
    “Nel caso che al termine di questi 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.”
    Nel 2006 Berlusconi si ripresenta e non mantiene nemmeno il sesto e ultimo punto del suo “contratto unilaterale con gli italiani”. E adesso? Ecco che si ricandida!
    Mi risveglio all’improvviso. I “vecchi amici di famiglia” discutono ancora. Io mi intrometto e faccio loro presente che, se si ritornerà a Berlusconi, ripercorreremo nuovamente le tappe già bruciate in quei cinque anni di legislatura. Faccio loro presente che il Governo Prodi è comunque riuscito ad abbassare il deficit pubblico ad un livello mai raggiunto dal 1994 e che il governo Berlusconi ci aveva indebitato fino all’osso. Il 3,3% ereditato da Berlusconi e Tremonti è stato portato in un solo anno e mezzo a 1,9%, riuscendo a tappare oltre 20 miliardi di euro di debiti! Ed ecco che loro mi dicono: ” a noi non importa niente del debito, a noi interessa campare. Prodi ha creato più di 70 nuove tasse!”. Faccio loro presente che Prodi non ha inserito nessuna tassa nuova, anzi si è impegnato, con la finanziaria 2008, ad abbassare anche il costo drll’ICI per esempio… Niente! Vogliono Berlusconi!
    Nella malaugurata ipotesi che ci sia di nuovo un governo Berlusconi, devo necessariamente pensare che:
    1. Le fasce sociali deboli verranno dimenticate appannaggio dei pesci grossi.
    2. Le imprese torneranno a falsificare i bilanci, e il governo Berlusconi si impegnerà a non considerarlo un reato. Lo stesso Berlusconi ha più volte ribadito che “se un imprenditore falsifica il bilancio ed evade le tasse con la coscienza pulita, non è da colpevolizzare”! Come a dire: “Rubiamo, tanto Dio ci perdonerà!” E vai col condono!
    3. Come conseguenza della seconda ipotesi, anche il normale cittadino ritornerà ad evadere il fisco.E non si vedrà nessuna notizia di personaggi famosi che devono restituire MILIONI di euro, come Valentino Rossi. Si ritornerà alla libertà dettata dalla legge della natura: “Il più forte vince sul più debole!”
    4. Il deficit pubblico e la pressione fiscale risaliranno. Il Paese si ritroverà in mezzo alla cacca. Inoltre non sapremo mai se i conti pubblici saranno a posto, visto che il precedente governo Berlusconi ha reiteratamente negato che il problema di un “buco” nei conti pubblici esistesse. Lo rifaranno, tanto avranno le televisioni e i giornali dalla loro parte…
    5. Si assisterà ancora a milioni di balle sparate da Silvio. Per ricordarne alcune memorabili del suo precedente governo, consiglio di leggere “Le mille balle blu” di Travaglio e Gomez. Una memorabile è stata: “Con noi l’afflusso di immigrati clandestini è sceso del 247%”, mentre, in realtà, era salito del 220% circa. E come questa tante altre, puntualmente smentite dai dati Istat.
    6. Si assisterà nuovamente ad una censura spietata. Molte figure “scomode” verranno cacciate dalla televisione, accusate di essere parte dei “comunisti”. Anzi, si eliminerà da subito il problema evitando programmazioni “rischiose”, come Annozero. Santoro verrà mandato a casa nuovamente, anche se quando è stato contro il governo Prodi, ha fatto comodo al cavaliere.
    7. Il precariato avrà nuovamente vita facile. I giovani moriranno di fame e sogneranno una vita agiata. Il concetto stesso di “distacco dal nucleo familiare d’origine” diventerà ancor di più un utopia.
    8. Il sistema pensionistico rimarrà tale e quale a quello attuale, e ci può essere la remota possibilità che peggiori.
    9. Le reti Mediaset verranno salvaguardate con “leggi speciali” ai danni delle reti che meriterebbero più di tutte le altre di avere una frequenza pubblica. Europa7 verrà definitivamente liquidata, e Rete 4, insieme ad Emilio Fede, ahimé, rimarranno al loro posto.
    10. Si assisterà ad un lento ed indiretto controllo delle masse, sapientemente orchestrato dai mass media. Ci ritroveremo con una Televisione Pubblica ancor meno efficace e soggiogata dal padrone, ed una televisione privata che si ergerà a “traghettatrice di anime” diventando ancor di più un punto di riferimento per i più giovani, che impareranno ad amare “Studio Aperto” e considerarlo IL telegiornale, e ad amare il Grande Fratello, ricco e sostanzioso programma culturale. Nessuno avrà voce. Un operaio, un proletario. Non esisterà più la Libertà di Parola e Informazione, che già da tanto sono ridotte al limite massimo. La massa giustificherà qualsiasi cosa veda in televisione, semplicemente perché lo ha detto la televisione. Ma questo decimo punto, devo ammettere, è già in atto da più di dieci anni. Sarà solo confermato. Vedete il post che ho scritto su “La Politica e i Media“.
    Che fare, dunque? NON VOTIAMO! Se siete stanchi della sinistra e di come ha governato, se non riuscite a vedere le cose positive che ha fatto, solo ed esclusivamente perché nessuno vi ha informato al riguardo, e volete cambiare “aria”, ricordate attentamente l’aria che si respirava con il Governo Berlusconi. Un governo presieduto da Berlusconi, non può considerarsi un governo di centro-destra, ma una dittatura legalizzata, alla quale parteciperanno anche forze politiche tendenzialmente di sinistra. Berlusconi non rappresenta la destralibera” per antonomasia. Rappresenta la delinquenza per antonomasia. E la dimostrazione di quello che dico è che uomini di destra, avversi alle dittature fascista e comunista, che darebbero la vita per portare avanti i propri principi di libertà, democrazia, meritocrazia, come Montanelli e Marco Travaglio, che purtroppo viene considerato da molti imbecilli un “comunista”, si sono sempre schierati contro Berlusconi. Montanelli ha dato la vita per far rispettare i principi della “vera destra”, ed è stato liquidato da Berlusconi. Travaglio si batte notte e giorno per portare avanti i propri ideali “liberali”, andando contro l’uomo che, per eccellenza, NON li rappresenta. Questi sono i veri uomini di destra. Io non ho nulla contro la destra. La destra è un insieme di ideologie che differiscono da quelle di sinistra, ma non per questo da non rispettare. La destra predilige l’individualismo piuttosto che la comunità, crede nel Capitale, piuttosto che nello Stato, tutela le imprese piuttosto che i dipendenti. Il discorso è che, se la destra è una destra onesta, e porta avanti onestamente gli ideali sopra citati, non può essere una piaga, ma una differente spiaggia su cui non approdare per le persone che semplicemente non si vedono in quegli ideali. Ma la destra rappresentata da Berlusconi è una destra malata. Non è destra. E’ fascismo. E’ estremismo. Non ha ideali, ma pretese egoistiche. Non tutela il popolo italiano, ma lo sfrutta a proprio vantaggio. Allora diffidiamo da un governo come questo. Se proprio non volete votare a sinistra, votate qualsiasi altro politico diverso da Berlusconi. E se non c’è nessuno, NON VOTATE. Se ci astenessimo tutti dal voto, forse riusciremmo a cambiare qualcosa in questa società malata. NON VOTIAMO per nessuno.
    Il non votare non è “inadempienza” nei propri doveri di cittadini, ma un segnale forte ad una classe dirigente che non ci rappresenta più. Non li vogliamo più tra le palle e basta! Rifletteteci bene prima di mettere quella croce.
    Vi lascio con dei video interessanti:

    Video intervista di Luttazzi a Travaglio

    (Travaglio afferma di non essere di sinistra)






    Video intervista di Luttazzi a Travaglio parte 2






    Video intervista di Luttazzi a Travaglio parte 3






    Intervista a Montanelli (censurata)






    Le mille balle blu







    NON VOTATE BERLUSCONI!

    O

    NON VOTATE PER NIENTE!