Il discepolo 1816…

Guardate il video e capite cosa sta succedendo! Ragazzi, non scherziamo più. Se avete una coscienza, allora sarete capaci di notare le similitudini tra la Loggia Massonica P2 di Ligio Gelli, e il piano politico perpetrato in questi anni da Silvio Berlusconi… Qua non c’è anti-Berlusconismo o giustizialismo che tenga… Cazzo! E’ in ballo il futuro del nostro piccolo ano… E io non voglio che mi venga esageratamente allargato!

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Discorso di Di Pietro sul pacchetto sicurezza del 15/07/08

Ascoltate attentamente quello che viene detto in questo discorso:

Ed ecco la trascrizione del tutto:

“Sig. Presidente del Consiglio, anche oggi Lei non c’è!
Lei continua a chiedere al Parlamento la fiducia alla sua persona e nel suo operato e però continua a non farsi vedere.
E non venga a dirci che è impegnato altrove perché Le posso assicurare che noi possiamo pure aspettare qualche ora o qualche giorno pur di vederLa in aula.
Ma forse Lei semplicemente non ritiene di presentarsi perché considera il Parlamento così alle sue dipendenze da non avere nemmeno bisogno di venire di persona per chiedere la fiducia.
Nell’uno o nell’altro caso, noi dell’Italia dei Valori, non siamo affatto disponibili a dargliela la fiducia perché si comporta come uno che ha due facce: una davanti ed una di dietro.
Con quella davanti, dice agli italiani che questo decreto serve per meglio combattere la criminalità ma con l’altra faccia – quella di dietro – spunta le armi e toglie i mezzi finanziari e gli strumenti operativi alla Magistratura ed alle forze dell’ordine che la criminalità, poi, devono realmente combatterla e contrastare tutti i giorni.
Ecco allora alcune perle del suo operato di cui è bene che i cittadini italiani prendano coscienza e conoscenza.
Lei dice che vuole dare sicurezza ai cittadini ma contestualmente ha appena emanato un decreto con cui sono stati previsti per il prossimo triennio tagli per oltre 700 milioni di euro dai capitoli del Ministero dell’Interno e di oltre un miliardo di euro dal Ministero della Difesa impedendo così l’acquisto di autovetture, carburante, munizioni, divise e ogni strumento utile per garantire la sicurezza dei cittadini.
Lei dice che vuole utilizzare l’esercito in pattuglie miste con le forze dell’ordine ma poi con l’altro decreto dispone una riduzione netta nel triennio dell’organico sia della Polizia di Stato (circa 7000 unità in meno), che delle altre forze dell’ordine, militari compresi, per un totale di quasi 40.000 unità.
Lei dice che vuole la carcerazione per i clandestini e poi non solo nulla ha disposto per l’edilizia penitenziaria ma addirittura ha tagliato i fondi attualmente stanziati per la manutenzione delle carceri. A meno che non pensi di mettere i delinquenti che dice di voler combattere a Villa Certosa!
Peggio ancora ha fatto e sta facendo con l’Amministrazione della Giustizia.
Lei dice che vuole una Giustizia più efficiente ma poi si limita solo a caricare i magistrati di altro lavoro senza assegnare loro le dovute risorse ed i necessari strumenti.
Anzi toglie loro anche quel poco che hanno.
Infatti, per far fronte ai mancati introiti conseguenti alla eliminazione indiscriminata dell’ICI, ha tolto con il recente decreto legge n. 93 quasi 60 milioni di euro dai fondi già assegnati dal precedente Governo al Ministero della Giustizia ed oltre 100 milioni di euro da quelli già assegnati al Ministero dell’Interno.
Beh, no: qualcosa per la Giustizia Lei ha fatto anche con questo decreto legge.
Per la Giustizia che serve a lei ed agli amici suoi ovviamente non per il bene del paese.
Sì perché ha fatto inserire nel pacchetto sicurezza una norma che con la sicurezza non c’azzecca nulla ma che serve ancora una volta a Lei ed a tale David Mills – coimputato con lei nel processo di Milano – per corruzione in atti giudiziari.
Mi riferisco alla possibilità prevista nell’odierno decreto legge di richiedere il patteggiamento anche per i processi già in dibattimento e dopo che tale procedura era già stata respinta o comunque non richiesta nella fase precedente al dibattimento stesso.
La ratio della norma originaria sul patteggiamento è nota: ridurre di un terzo la pena a coloro che non fanno perdere tempo alla giustizia patteggiando la pena subito e prima del processo. In tal modo si risparmia tempo ed il giudice non deve – anzi non può – nemmeno motivare sulla colpevolezza o meno dell’imputato che ha patteggiato.
Lei si è attaccato a questa giusta norma per inserirvi oggi il solito “emendamento salvapremier” anzi, nel caso di specie, “salva amici del premier”.
Con l’odierno escamotage – inventato dai suoi consiglieri e difensori che una ne fanno e cento ne pensano – oggi lei dà la possibilità anche al suo complice Mills di patteggiare la pena, nonostante il processo sia praticamente finito e quindi senza alcun risparmio per i tempi processuali.
Si dirà: e con ciò? Eh no: così il giudice non potrà più pronunciarsi sulla sua colpevolezza e quindi neanche pronunciarsi sul concorrente del reato e cioè Lei.
La questione non è di poco conto giacchè – in caso di condanna di David Mills – si sarebbe posto un grosso problema di permanenza da parte sua al Governo, sig. Presidente, perché ciò avrebbe comportato anche una sua condanna politica e morale!
Non c’è che dire, davvero una bella trovata, sig. Presidente del Consiglio che non c’è!
E non importa se – per ottenere ciò – lei sta facendo emanare una norma che di fatto si traduce in un ulteriore indulto mascherato ed addirittura nella impossibilità di mandare in galera coloro che in questi anni hanno commesso reati gravissimi per i quali dovrebbero essere condannati addirittura ad una pena effettiva fino a 7 anni e mezzo.
Sì è così, basta fare un po’ di calcoli!
A chi risulta essere condannato fino a 7 anni e mezzo – e quindi anche per i rapinatori, ladri, estorsori, spacciatori di droga e stupratori – con il patteggiamento, dovendosi applicare la riduzione di un terzo, la pena scenderebbe a 5 anni.
Poi – siccome nel frattempo è stato emanato l’indulto devono essere scontati ulteriori tre anni.
Ne rimangono due, per i quali è previsto dalla legge l’affidamento ai servizi sociali.
Ecco, ancora una volta dimostrata la sua doppia faccia: a parole dice di voler combattere la criminalità, nei fatti non esita ad allargare le maglie della giustizia e mandare per strada fior fiore di delinquenti pur di ottenerne qualche vantaggio personale.
Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo il nostro dissenso su questo decreto legge non solo perché lei ancora una volta l’ha travisato e rigirato a suo uso e consumo ma anche per alcune perle di ingiustizia sociale ivi contenute, fra cui, soprattutto: l’aggravante razziale, che prevede un aumento di pena nel caso che a commettere un delitto sia un extracomunitario. Noi riteniamo che i delinquenti siano tutti uguali e che – per una giovane violentata o una vecchietta rapinata – non faccia alcuna differenza se subisce la violenza o la rapina da un italiano o da un extracomunitario. Sempre lo stesso dolore e la stessa umiliazione prova e noi vogliamo punire i colpevoli allo stesso modo e non con lo “sconto” se è un ariano italiano.
Non ha senso poi neppure la norma blocca processi nella sua attuale configurazione giacchè è solo un rinvio di una emergenza che c’e’ e che lascia i tribunali ingolfati allo stesso modo in cui si trovano oggi.
Anzi li ingolfano ancora di più perché comunque dovranno farsi centinaia di migliaia di notifiche sia agli imputati per permettere loro di non usufruirne sia alle parti lese che vogliono azionare le cause civili. E fra un anno saremo sempre allo stesso punto di partenza.
Ancora più assurda consideriamo la schedatura con le impronte digitali ai bambini extracomunitari. Anzi la consideriamo un vero e proprio comportamento xenofobo che non fa onore al nostro paese e che ci riporta ai tempi bui dell’olio di ricino, di cui lei ogni giorno di più si pone e propone come degno prosecutore.
Per tutte queste ragioni l’Italia dei Valori Le nega convintamene – con il cuore e con la mente – la fiducia.”

Se avete ancora gli occhi appannati, o avete ancora i cetrioli sulle palpebre, dopo un trattamento di bellezza, o avete ancora in testa i meloni che avete visto al mercato ieri, vi consiglio caldamente di guardare questo video, che riassume tutto quello che NON è stato fatto da Berlusconi e i suoi schiavi servi senza dignità! Perché è oggettivo, dati alla mano, che quello che si sta cercando di ripristinare in Italia è la loggia P2. Chi volesse informazioni su qesta “setta massonica”, che di setta non ha avuto proprio niente, visto che era un vero e proprio governo alternativo, può trovare informazioni qua.

Dicevo che l’obiettivo di questo governo e del suo tiranno è quello, palese palese, di poter mettere in ginocchio la magistratura, per non avere più rotture di palle. Il programma “vero”, non quello ufficiale (che non è ancora stato rispettato in nessun punto), è proprio quello di restaurare la P2. Silvio Berlusconi ha fatto parte della P2 con una tessera numero 1816. E’ stato pure processato e ha negato, sotto giuramento, di averne mai fatto parte. Ha detto “falsa testimonianza”, ed è stato “salvato” perché in corso c’era l’amnistia. Era il 1990 (informazioni qua).

Tra le altre cose Licio Gelli affermava: « Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media[1] ». E chi, più di Berlusconi, detiene il CONTROLLO TOTALE dell’informazione?

Io non riesco a capire come può un essere umano dotato di ragione, votare un essere ripugnante come Berlusconi. Berlusconi è paragonabile ad un lombrico, e chi lo vota agli escrementi di quel lombrico.

Ed è brutto essere la merda di Berlusconi! A meno che non si sia masochisti, e, purtroppo, l’Italia è formata per il 60% da masochisti. E mi dispiace vedere all’interno di questi masochisti amici miei, che danno il voto a Berlusconi o perché è il presidente del Milan, o perché gli ha tolto il militare nella scorsa legislatura! Vergogna!

Beppe Grillo. E se non fosse chi crediamo?

Da diversi giorni sta circolando una notizia, il titolo dell’articolo che ne parla è “Beppe Grillo è libero o controllato?”.

Vi dò innanzitutto la fonte da cui io l’ho letta:

http://www.disinformazione.it/beppe_grillo.htm

Se vi capita di dargli un’occhiata, potete facilmente constatare come, in questo paese, tutti, nessuno escluso, debbano guardarsi le spalle.

Dopo i concitati giorni del V-Day, giorni che hanno acceso gli animi un po’ di tutti, nel bene e nel male, e che ci hanno dato la piccola speranza di poter dire la nostra in un paese democratico, ma che di democratico non ha nulla, ecco arrivare questo fulmine a ciel sereno. Ma andiamo per gradi. Farò un breve riassunto di ciò che è scritto in quell’articolo, in modo che, se non volete leggerlo, potete tranquillamente avere un’infarinatura generale.

In sostanza il comico genovese, scoperto da Pippo Baudo, non ha mai digerito la televisione, internet e i cosiddetti New Media, tanto da distruggere due pc in uno spettacolo chiamato Time Out. Nel 2005 apre un blog che sarà destinato a diventare uno dei siti più visitati al mondo.

L’editore di Beppe Grillo è la Casaleggio Associati, società di Milano, il cui pioniere è un certo Gianroberto Casaleggio, che è riuscito nell’intento di convertire Grillo ad internet. La Casaleggio Associati, gestisce non solo l’immagine del Grillo, ma anche il sito di Antonio Di Pietro. L’azienda è nata con lo scopo di “sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale”. Analizzando bene gli associati della Casaleggio, scopriamo che tutti hanno fatto parte di una azienda chiamata Webegg spa, controllata al 59% da I T Telecom spa, che, a sua volta, è controllata al 100% da Telecom Italia spa. Value partner Spa, società molto importante a livello nazionale, rileva circa il 70% della Webegg. Il restante 30% è della Finsiel che, a sua volta, è per l’80% controllata da Telecom Italia. Quindi i fondatori della Casaleggio lavoravano in una società della Telecom, più volte attaccata dal comico genovese. Se andiamo su http://www.beppegrillo.it/shareaction, ci rendiamo conto che egli vuole impossessarsi della Telecom a nome di tutti gli azionisti. Visti i precedenti dei suoi editori allora chi realmente vuole la società?

Spostiamoci sulla home della Casaleggio (http://www.casaleggioassociati.it). Da qui potremo vedere un filmato molto strano che si intitola “PROMETEUS: il futuro dei media” . In questo, una voce con un PESSIMO inglese (mia opinione) spiega come diventerà il mondo da qui al 2050. Praticamente avremo la possibilità di diventare chi vogliamo con la realtà virtuale e di vendere persino la nostra memoria (maturata con l’esperienza nella nostra nuova vita parallela), oppure di esplorare mondi e tempi lontanissimi come se fossero realtà. La nostra vita può essere paragonata ad un MMORPG come Second Life (pubblicizzata nel video) o World of Warcraft. Casualmente anche il Beppe e Di Pietro hanno il loro sito su Second Life. Alla fine del filmato, un occhio onniveggente simbolo della massoneria. Il nome Prometeus, deriva da Prometeo, che, dopo aver litigato con Zeus perché ha rubato agli dei il fuoco (simbolo della luce) per portarlo agli uomini, viene cacciato. Il fuoco simboleggia la luce e la conoscenza, da qui deriva la dottrina della gnosi. Un accostamento doveroso da fare è quello tra Prometeo e Lucifero (letteralmente portatore di luce), che è stato maledetto da Dio, come Prometeo è stato maledetto da Zeus. In sostanza gli adoratori del demonio pensano che l’angelo ribelle volesse portare solo luce nel mondo e, quindi, Prometeo non è niente meno che l’allegoria di Satana. Infatti a sostegno di questa tesi, c’è pure il logo che si è scelto nel video. Dalla “O”, simile al Cerchio Chiuso usato nei riti satanici, si erge una fiamma. Coincidenze? Chissà! Nel 2004 la Casaleggio annuncia un partenariato con la Enamics, società che ha come clienti potentissime imprese statunitensi, tra cui la banca JP Morgan dei Rockfeller. Davanti al centro Rockfeller a New York si staglia la statua di Prometeo. Inoltre i Rockfeller hanno come clienti un sacco di aziende, soprattutto nel settore petrolifero. Quindi gli editori di Beppe Grillo, nonostante le giustissime campagne contro inquinamento e derivati, hanno a che fare con una banca che ha immani interessi proprio nei settori da Grillo criticati aspramente (e da sottolineare giustamente).

Beppe Grillo è stato il primo a denunciare che i potenti banchieri stampavano banconote e le prestavano ai governi (Signoraggio monetario). Da un po’ di tempo a questa parte però il comico genovese non parla più di questo fenomeno. Nel ’98 sparava a zero sul Signoraggio e sulle truffe del debito pubblico, adesso si rifiuta pure di parlarne quando gli viene espressamente chiesto (Report, Rai3, ad esempio). Ha forse cambiato idea, oppure è stato gentilmente invitato a non pestare i piedi a nessuno? Questo non si saprà mai, oppure si?

Voglio aggiungere una cosa. Stimo molto Beppe Grillo, e sono con lui in tutte le sue battaglie, ma se le battaglie che fa servono per deviare l’attenzione, come fa notare l’autore dell’articolo di disinformazione.it , dai veri poteri occulti, facendocela prendere con la cosiddetta “manovalanza”, allora siamo proprio nella m**da! Spero proprio che non sia così, ma stando alle parole di Dino Risi, che ha diretto Beppe nel film “Scemo di guerra”, il Grillo nazionale recita molto meglio ora, nelle sue battaglie, che non nel film, sostenendo che egli non crede in nulla di ciò che dice o scrive sul Blog.

P.S. Molti utenti hanno chiesto a Beppe di parlare di questo articolo, perché volevano delle spiegazioni, ma ancora TABULA RASA. Vi linko il video della Casaleggio trovato su YouTube: