Passaparola. Marco Travaglio in diretta!

Passaparola è l’iniziativa di Beppe Grillo e del suo staff, peraltro giusta a mio avviso (nonostante i punti oscuri sulla persona che è e che potrebbe essere Beppe Grillo, vedi il post che ho scritto appositamente), che permette a Marco Travaglio (ho parlato di lui qua, qua e qua) di poter parlare liberamente dei problemi che affliggono il paese, senza che nessuno lo possa censurare. Il qui presente Blog si impegna formalmente a diffondere l’iniziativa. Non perdetevelo!

Ecco la pagina della diretta!

N.B. La diretta è ogni Lunedì alle 14:00

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Un modello da seguire, Travaglio Marco, professione giustiziere!

In questi giorni, come avrete intuito, anche se in modo totalmente errato, se siete fruitori frequenti della televisione spazzatura e dei giornali schiavi, il tema predominante è Marco Travaglio.

Sabato scorso, come ospite a “Che tempo che fa” di Fazio Fabio, fino a ieri sera, ultima apparizione in ordine cronologico ad Annozero di Santoro Michele
Ripercorriamo brevemente quello che è stato il cammino del noto giornalista in questi giorni.
Prima, senza peli sulla lingua, attacca il neo presidente del senato, al secolo Renato Schifani, per le “documentate” relazioni con ex-mafiosi o persone rapportate alla mAFIA, solo successivamente condannate. Il nostro giornalista si lascia andare ad una considerazione alquanto pesante, passando da quella che è semplice cronaca giornalistica, a quella che è, invece, una vera e propria considerazione personale che non lascia scampo all’immagine di Schifani: “Vedendo tutte i politici del passato, che si sono succeduti come seconda carica dello Stato” – e ne elenca alcuni – “oggi c’è Renato Schifani. Ora, uno si chiede, dopo questa parabola discendente, cosa ci sia dopo. La muffa forse, o il lombrico!”. Fazio si indigna e Travaglio continua: “Si, con la muffa si crea la penicillina, quindi l’esempio è sbagliato!”. Mentre i sostenitori di Travaglio gioivano, i detrattori cercavano di trovare qualcosa che potesse fare abbassare il gradimento del giornalista agli occhi dell’opinione pubblica… Ed ecco che D’Avanzo, giornalista di Repubblica, va ad accusare Travaglio di avere avuto rapporti con mafiosi siciliani e di essersi fatto pagare l’albergo da Michele Aiello, quell’ingegnere re delle cliniche private in Sicilia, condannato a 14 anni per associazione di stampo mafioso…
Non poteva esserci mossa più furba per gettare fango su una persona, una delle poche purtroppo, che si batte da una vita contro le ingiustizie e le furbate dei politici, sia che siano di destra o di sinistra. Lui li prende tutti a sassate. E gli getta addosso sassi grandi come macigni, veri, reali, documentabili…
In un paese come l’Italia, dove l’informazione libera non esiste, oggi Travaglio viene visto come un mostro pericoloso, un attacco alla libertà, oppure, più semplicemente, come “un uomo che ha capito come fare soldi parlando male della politica” a detta di Castelli. E qua ci spostiamo a ieri sera.
Ad Annozero, Travaglio, molto elegantemente, cita tutti quei politici stranieri, che a causa di un virus ancora sconosciuto in Italia, si dimettono per cose del tipo: “Non ho pagato il canone televisivo, mi dimetto e chiedo scusa alla nazione!“. Castelli, inizia a definire, come ho già scritto prima, Travaglio come uno della banda di giornalisti italiani che si arricchiscono parlando male dei politici… Il battibecco continua, Travaglio legge le accuse rivolte a Castelli dalla Corte dei Conti (deve restituire 98000 euro, ndr), citando e documentando il tutto. Castelli gli controbatte dicendo che la condanna non è ancora arrivata, dimenticandosi di dire come il governo di centrodestra lo abbia salvato da una eventuale condanna penale durante una votazione in parlamento…
Se Travaglio è uno di quei giornalisti che hanno capito che si fanno soldi parlando male dei politici, allora, evidentemente, i libri che vende gli permetteranno di sopportare, anche economicamente, le miriadi di querele che si è guadagnato e che, per la maggior parte, ha vinto!

Adesso mi metterò anche io a scrivere male dei politici. Mi becco le mie belle querele, rischio di essere condannato, ma alla fine guadagnerò un fottio di soldi dalla vendita dei libri che scrivo.
Incomincio da ora:
Berlusconi Silvio è un mafioso. Ha ricevuto soldi dalla Mafia, ha ospitato Vittorio Mangano a casa propria, l’ha considerato un eroe. Ha permesso alla Mafia di entrare a Milano a fare affari, in cambio di protezione e soldi, che poi gli hanno permesso di avere quell’impero economico che oggi tutti conosciamo.
Credete che questo possa bastare, come inizio, a farmi beccare una querela? Non saprei.

Travaglio è una di quelle persone che hanno cercato di spiegare ad un paese che si crede democratico, chi è Silvio Berlusconi, raccogliendo informazioni VISIONABILI DA TUTTI e documentabili, senza inventare nulla. Ha solo ipotizzato l’evidente. E’ compito di Silvio Berlusconi smentire con i fatti e con delle spiegazioni valide ciò che viene detto nei suoi confronti. Ma in 20 anni non l’ha mai fatto, anzi, è sceso in politica per salvarsi il culo e mettere a tacere tutti quei personaggi che hanno cercato di fare uscire la verità o che solo si sono permessi di nominare il cAVALIERE, sollevando dei dubbi sulla sua presunta onestà, o cercando di mettere alla luce le vicende giudiziarie che lo coinvolgono tuttora: Montanelli, Luttazzi, Santoro, Biagi, Sabina Guzzanti, Serena Dandini, ecc… ecc… fino ad arrivare allo stesso Travaglio.
Dopo aver scritto queste cosine bruttine su Silvio Berlusconi, adesso dovrebbero arrivarmi i soldi. Ma come faccio? Ve lo dico io! Se a voi è piaciuto quello che ho scritto, versate delle donazioni via Paypal all’indirizzo: vincenzo_nuzzarello@hotmail.com. Magari è la volta buona che divento ricco…

Inoltre mi preparerò a scrivere un e-book intero nel quale, prendendo spunto da ciò che ha scritto Travaglio, elencherò i misfatti di Silvio Berlusconi… Lo metterò in vendita qua, in questo Blog, al costo di 15 euro… Aspettatemi! Nel frattempo spargete questo volantino. Il soggetto che vi è raffigurato è un criminale che, se visto e annientato, potrebbe portare la fortuna di tanti italiani onesti e leccaculo dell’antidemocratico di Arcore…

P.S. Il manifesto è stato creato da Rosario Iacono, l’indirizzo del suo blog è qua.

P.S.2. Eccovi l’intervista a “Che tempo che fa”, seguita dalle immagini di “Annozero”:









La politica e i media.

Perché intitolare un post “La politica e i media”?

Da sempre sono stato affascinato dal giornalismo. Da piccolo volevo fare il reporter, mi sarebbe piaciuto scrivere per un giornale, essere il più obiettivo possibile, servire l’informazione.

Un giorno comprai due giornali per un compito in classe. Ero alle medie. Leggendo lo stesso articolo dei due giornali mi resi conto di come ognuno degli autori scrivesse la notizia “a modo proprio”. Stavamo studiando le cosiddette “cinque W” del giornalismo: “Who, What, Where, When, Why” (più “How ” come outsider), e dovevamo mettere in pratica ciò che ci avevano insegnato. Notai delle sfumature diverse tra i due giornali, come se l’uno desse più peso alla notizia dell’altro. I due giornali erano il Corriere della Sera e L’unità. Scoprii poi, quando iniziai a seguire la politica, che, storicamente il primo era un giornale di destra, mentre il secondo era un giornale schierato a sinistra. La differente visione e considerazione dei fatti non permetteva agli autori degli articoli di essere obiettivi. Iniziai a chiedermi: “esiste l’obiettività?”

Oggi so rispondere con certezza a questa domanda con un secco e deciso NO. Ci sono in ballo moltissime cose che fanno sì che le persone non si decidano a “narrare gli eventi” e basta. Soprattutto qua in Italia. La dimostrazione più palese è il TG4. E’ arcinoto a tutti che Emilio Fede è un uomo così dedito alla salvaguardia dell’immagine del suo padrone, che lo coprirebbe anche se Berlusconi commettesse un omicidio in prima serata con centocinquantamila telecamere puntate addosso. Sarebbe capace di immolarsi per lui. Diventerebbe un martire, con la speranza che il caro Silvio desse asilo alle sue inermi membra proprio nel mausoleo che l’ex premier si è fatto costruire da un noto scultore, Pietro Cascella, nel 1993. L’opera non ha nulla da invidiare alle piramidi d’Egitto in fatto di misteriosità. Ma questo è un altro discorso e, se volete approfondirlo, vi invito a guardare il documentario “Quando c’era Silvio” uscito col giornale “La Repubblica” un po’ di mesi fa.

Dicevamo dei media. E’ quindi, permettetemi il termine, strachiaro che ognuno tira acqua per il proprio mulino (sono curioso di sapere che acqua pregiata sarà mai quella che Emilio Fede tira per il suo). Ma questo non succede solo con i giornalisti pubblicamente schierati, ma anche con quelli che, in teoria, dovrebbero fare il loro dovere, che è quello di informare, sia che siano di destra, sia che siano di sinistra. Quindi la politica condiziona i media? Nel 99% dei casi sì.

In quell’uno per cento che, volontariamente, ho lasciato, ci sono giornalisti che VOGLIONO fare il loro dovere, ma che, guarda guarda, vengono allontanati e accusati di essere dei comunisti. Se io accuso Berlusconi di aver ricevuto i soldi dalla mafia, sono comunista, ma non sono un giornalista e non sono di destra. Se Travaglio, Luttazzi, Santoro e Biagi accusano “Bisloscone” di avere mezzo paese per le mani, rischiando di fare coincidere “troppo” i suoi interessi con il compito che ricopre, allora vengono fatti cacciare dalla nuova dirigenza della Rai, querelati, e chi più ne ha, più ne metta… tra i cacciati non c’è Travaglio. Lui è stato sempre un giornalista indipendente. Scrive perché deve e vuole fare il proprio dovere: sottolineare le ingiustizie e gli intrallazzi politici, informare la gente di cose ben più importanti di due culi che si muovono in televisione. Anche Travaglio è di sinistra? NO. Travaglio è un liberale, è stato collaboratore del grande Indro Montanelli, ha lavorato con lui, che era di destra. Travaglio è di destra ma si comporta come un comunista! E Montanelli? Montanelli si comportava da comunista prima di morire. In un’intervista, guarda caso censurata dal governo Berlusconi, un giornalista (adesso non ricordo chi fosse) parlò con Montanelli di ciò che Fini e compagnia bella avevano detto prima che la destra salisse al governo del paese. Per inciso: “Faremo piazza pulita!”, riferendosi ai già citati Luttazzi, Santoro e Biagi (pace all’anima sua). Montanelli espresse tutto il suo disprezzo e affermò che queste parole rasentavano il più assoluto squadrismo fascista. Lui lo aveva vissuto in prima persona, ma loro (i politici) no.

Indro Montanelli, fu uno dei giornalisti più importanti del panorama nazionale. Iniziò come fascista, ma si allontanò subito dal partito. Questo gli diede non pochi problemi. Si autodefiniva “anarco-conservatore” e ODIAVA i comunisti i quali lo etichettavano come “fascista”. Da wikipedia: “Montanelli ebbe l’opportunità di rappresentare,coraggiosamente, con maggiore evidenza le proprie posizioni, sempre poco conformiste e spesso originalissime; in guisa di interlocutore esterno alla politica, non schierato se non su orientamenti di massima e fautore di una destra ideale, si inserì nel dibattito politico, contribuendo alla creazione della figura dell’opinionista politico di provenienza giornalistica”. Berlusconi lo aiutò negli anni 70 a mantenere in vita “Il Giornale”. In sostanza Berlusconi era il proprietario e Montanelli era il padrone, e questo venne sottolineato durante la sottoscrittura del contratto dal grande giornalista. Nel 1993 Berlusconi scese in campo, chiese di avere un appoggio incondizionato da parte di tutti i membri del giornale che aveva comprato circa vent’anni prima, ma Montanelli di dimise perché non accettò di essere comandato. Creò, insieme agli altri 40 membri dimissionari (tra cui Marco Travaglio, Beppe Severgnini e Peter Gomez), “La Voce”, ma il progetto non durò a lungo. Rientrò al Corriere della Sera, rifiutò la nomina di “senatore a vita” offertagli da Cossiga dicendo che “un giornalista dovrebbe stare a distanza di sicurezza dal potere, a garanzia della sua completa indipendenza” e si battè contro Silvio Berlusconi, perché, secondo lui, il progetto politico del cavaliere non aveva niente a che vedere con la destra, ma era una minaccia per il paese.

Perché vi ho raccontato questo? Perché voglio collegarmi a Marco Travaglio. Come abbiamo visto è un giornalista tradizionalmente conservatore. Ha lavorato a stretto contatto con Montanelli e, anche lui, si becca una querela al giorno da Berlusconi, come Luttazzi, perché “prova” ad informare gli italiani sulle presunte, ma documentate, illegalità che hanno permesso a Berlusconi di arrivare ad essere uno degli uomini più ricchi del mondo. Eppure di Marco Travaglio la televisione non parla. Quando ne parlava, era grazie a Daniele Luttazzi. Una volta “buttato fuori” lui, problema risolto. Gli italiani avrebbero ascoltato solo quello che il potere voleva far loro ascoltare. Ed è quello che ancora oggi succede.

Beppe Grillo, organizzando il V-Day, ha chiesto agli italiani di riprendere in mano la propria vita. Cacciare i politici condannati (nonostante anche lui fosse stato condannato per omicidio colposo, rendendolo pubblico tra l’altro), far fare loro al massimo due legislature, e permettere alla popolazione di eleggere direttamente i propri candidati. Chi è andato al V-day, avrà sicuramente vissuto in prima persona l’aria che si respirava. Un’aria di speranza, soprattutto. E i media? NIENTE. Nessun giornale, nessuna televisione, niente di niente. Un po’ di giorni dopo qualcosa si muove. La Mediaset sottolinea solo il carattere “populista” della protesta di Grillo. La Rai ci ha messo pure lo zampino. Mazza, direttore del TG2, ha detto:“Cosa accadrebbe se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato, sentendo quelle accuse premesse il grilletto?” Mi verrebbe da aggiungere: “e se sentisse quello che trasmettete ogni santo giorno ai telegiornali? Se sentisse Bossi e compagnia bella parlare di fucili, cappi e rivolte? Se uccidesse ogni singolo extracomunitario (soprattutto rumeno) perché a detta vostra, TUTTI sono delinquenti, anche gli onesti e le brave persone?”. Perché non vengono dette queste cose? Perché alla classe dirigente non conviene. Purtroppo la vita di un’impresa televisiva è fatta di ascolti. Adesso fa più ascolto la notizia che c’è in giro la meningite (e c’è sempre stata), piuttosto che all’interno del nostro governo ci sono dei delinquenti. Fa più ascolto Sarckozy, che milioni di bambini morenti di fame e aids, per non parlare di tubercolosi. Fa più ascolto l’uccisione di un uomo da parte di un nero, piuttosto che il massacro di un sacco di extracomunitari da parte degli adepti di Forza Nuova, solo perché sono neri. La TV fa brodo e noi non ce ne accorgiamo. Pensiamo solo a prendere come oro colato tutto ciò che ci viene detto, semplicemente”perché lo ha detto la televisione”. Mediaset è privata, quindi è normale che tiri acqua per il padrone. Ma la Rai? Tira acqua per I padroni. Quando Saccà lecca il culo a Berlusconi e Silvio gli chiede di mandare in onda quello o quell’altro per far piacere ad un senatore che gli serve per fare cadere il governo, oppure di mandare in onda una velina piuttosto che un’altra per piacere personale o di chiunque altro, ecco che nei telegiornali si sottolinea più volte la violazione della privacy, guarda caso inneggiata dalla politica corrotta. Si critica il fatto che venga violata la privacy dei nostri dipendenti, per dirla come la direbbe Beppe Grillo, piuttosto che il CONTENUTO delle intercettazioni telefoniche.

Cosa fare allora? Il mio consiglio è quello di cercarsi le notizie da soli. Leggere, spulciare qua e là, cercare, cercare e cercare. Perché se non riusciamo noi a farci le nostre idee, ma lasciamo che sia la televisione a farcele per noi, siamo un pugno di vigliacchi. Se si è razzisti solo perché la televisione parla male degli “extracomunitari”, dando la connotazione di “nero quindi sporco”, piuttosto che quella di “appartenente a paesi che non fanno parte dell’UE” (quindi anche americani e svizzeri sono extracomunitari), allora si è fessi al 100%. Se si sostiene Berlusconi perché “è un uomo che si è fatto da solo”, solo perché lo dice la televisione, oppure perché lo dice l’opuscolo che egli stesso ha mandato a tutti gli italiani in campagna elettorale, quando invece è documentato che il cavaliere aveva rapporti con la mafia (lo stalliere di Berlusca era Vittorio Mangano, uno dei picciotti di cosa nostra, e lo stesso Borsellino in un’intervista prima di morire lo ha confermato), allora si è deviati. Se si accetta la versione secondo cui le torri gemelle sono state buttate giù da Bin Laden, invece che la più probabile secondo cui sono state fatte implodere col c4 per papparsi i soldi dell’assicurazione e per avere una scintilla che facesse scoppiare la guerra, allora si è veramente scemi. Però io non vi dò colpe, siete in balia dei media e siete più che giustificati, sennò siete proprio scemi e basta!

Per lasciarvi, voglio linkarvi dei video. Guardateli e iniziate ad aprire gli occhi. Au revoir!

Montanelli

Berlusconi e Saccà

Berlusconi e il mausoleo

Intervista a Borsellino