Oggi compio 25 anni!

Ciao a tutti, non dovrei essere così felice di aver raggiunto un quarto di secolo… Il tempo passa così velocemente che uno non se ne accorge, ma non voglio rischiare di essere così banale… In fin dei conti tutti dicono sempre la stessa cosa, che purtroppo è vera! La vita è molto breve e, così come sono passati questi 25 anni, ne passeranno altri venticinque e così via… Mi fermo qui! Ho detto già abbastanza, non è il caso di far diventare un necrologio questo POST prima del tempo, no? Comunque volevo scrivere qualcosa di personale, visto che non l’ho mai fatto, a parte la pagina “Chi sono?” che potete facilmente trovare in alto a destra in questa stessa pagina. Ho venticinque anni oggi, un anno in più. Ho avuto sempre un anno in più in ogni compleanno, e avrò sempre un anno in più, fino alla fine. Ma questo anno in più è diverso. Adesso ci sono responsabilità sempre più grandi e, visto e considerato che sono ancora in mezzo alla strada con gli studi, e che non lavoro nemmeno, mi sento un peso per i miei genitori… Venticinque anni significa essere nell’età in cui ognuno di noi dovrebbe avere già un lavoro almeno da tre anni… pensare, se lo vuole, a crearsi una famiglia (io non ci penso , ancora è troppo presto, almeno per i prossimi 7-8 anni), a distaccarsi dal nucleo familiare. Ma come si può fare tutto ciò che ho descritto sopra se non si hanno motivazioni? Se tutto quello che fai viene messo in discussione sempre e comunque? Se non riesci a sbloccarti? Non lo so. L’unica cosa certa che so è che non posso stare ancora per molto tempo così. Devo reagire, sbloccarmi e, soprattutto, non pesare sui miei genitori. Soprattutto questa cosa.

In Sicilia, l’Università è una merda. Poche persone riescono a laurearsi in tre anni. Ma queste persone, o almeno la maggior parte di esse, non vivono. Studiano dalle 7 di mattina alle 11 di sera. Poi vanno a dormire, per rialzarsi e richiudere il cerchio. Escono il Sabato? Forse un paio d’ore, nulla più. Eppure cosa guadagnano? Al SUD nulla… Devono andarsene, scappare, o sperare di avere qualche “favore”. Molti politici chiedono voti e promettono di darti una vita facile, agiata. Un lavoro onesto. Ma il modo con cui si ottiene questo lavoro lo è? Non direi. Votami, ti dicono, fammi salire e ti dò un bel lavoro… Voto di scambio si chiama, ed è perseguibile legalmente, se non erro. Ma tutti lo fanno, allora perché non farlo pure io? Da noi c’è un certo politico che è riuscito a prendere più di 13000 voti. Ha pagato da 50a 100 euro ogni voto, ed è riuscito ad arrivare alla camera, ma ha rifiutato. A lui basta essere deputato regionale (si becca 14000 euro al mese). Chi glielo fa fare?

E noi studenti? Che facciamo? Chiediamo e chiediamo lavoro, presentiamo curricula, ci facciamo in quattro per fare uno schifoso e merdoso colloquio, e poi? Lavoriamo a progetto e non riceviamo nemmeno le giuste provvigioni, se siamo fortunati; sennò veniamo scavalcati dai tipi che si abbassano al livello di vendere la propria dignità al più forte, al politico di turno, purché lavorino, magari in mansioni che non possono ricoprire per mancanza di requisiti. Sei la persona perfetta per quel lavoro, hai tutto ciò che ti viene richiesto, la laurea, 110 e la lode, una cultura che spacca i culi, ma non ottieni il lavoro! Il cugino del marito della nipote della zia del politico di turno ha il “diritto” di lavorare. Tu? Vaffanculo! Questo è il sud! Questa è l’Italia.

Per la cronaca, quel politico di cui parlavo prima, adesso è indagato per voto di scambio e truffa (se non ricordo male)… Deve pur sempre mantenere la linea di quelli che ci governano in Parlamento! Che schifo! Mi faccio gli auguri, e li faccio pure a voi, perché ci vogliono, sono fondamentali, per il futuro che mi/ci aspetta in questa terra di merda! Fatemeli e fateveli anche voi!

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ACAB? No, AACAB! Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e Gabriele Sandri.

A volte mi chiedo come mi sentirei ad essere un poliziotto. Avrei la mia bella divisa, ogni giorno stirata di tutto punto, bella profumata, senza una sola piega. Andrei in giro con una bella macchina, magari con la Lamborghini che usa la polizia stradale nei pressi di Roma. Che figata! E poi… Poi sarei un eroe, un uomo onesto che cerca, giorno dopo giorno, di rendere GIUSTIZIA al mondo, e di far sì che questa “giustizia” venga rispettata. Mi sentirei un supereroe, un uomo di grande importanza. Ma non la farei pesare quest’importanza, anzi, forse cercherei di mettere a loro agio tutti quelli che mi circondano, tutte le persone che fermerei per strada, tutti quelli che farebbero delle cazzate che DEVONO pagare. Lascerei il manganello a casa, non ce ne sarebbe bisogno! E la pistola? Neppure di quella avrei bisogno… L’unica cosa che necessiterei sarebbe fare bene il mio lavoro, dare il sangue per la giustizia… IO farei così…

Ma siamo sicuri che tutti i poliziotti la pensino al mio stesso modo? Siamo sicuri che quella divisa, per cui ci vorrebbe un certo rispetto, sia riempita da persone valide, da persone che, dall’oggi al domani, preferirebbero morire piuttosto che ammazzare? E ancora, siamo sicuri che quella divisa non venga usata come un pretesto per dominare gli altri?

Recentemente un ultrà, Gabriele Sandri, è stato freddato da un rappresentante della giustizia, così, senza misure… Nel 2001, a Genova, i nostri dipendenti (oltre ai politici, anche loro sono pagati da NOI) si sono scagliati contro una massa di contestatori pacifisti, tralasciando i veri terroristi, i Black Blocks. Hanno picchiato, ammazzato, violentato, distrutto psicologicamente ed umiliato una grande quantità di persone che, purtroppo per loro, si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Stavano semplicemente esternando il loro pensiero, e, nella Costituzione italiana, è palesemente espresso il diritto di ognuno di avere libertà di parola, di opinione, di credo, ecc… ecc… Hanno maltrattato donne innocenti, le hanno etichettate come meretrici, le hanno fatte mettere in fila col braccio destro alzato, tipica posa nazista, a marciare dentro la cella, mentre loro cantavano una canzone fascista e razzista, e le etichettavano come “bastarde comuniste”. Tra le vittime di questa violenza gratuita anche giornalisti, reporter, professionisti seri ed onesti. Tra le vittime c’era anche un ragazzino, simpatizzante del movimento “no-global”, al secolo Carlo Giuliani, freddato da un carabiniere. In un climax crescente di violenza, è stato lui quello che ha pagato più di tutti.

Il 25 Settembre del 2005, Federico Aldrovandi è stato barbaramente massacrato da quattro poliziotti. Lo avevano fermato e picchiato.

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Nonostante avessero già constatato la morte del ragazzo, solo dopo CINQUE ore hanno avvisato i genitori. Motivo della morte? Malore dovuto ad assunzione di sostanze stupefacenti (tesi poi smentita dagli esami post-mortem). Ed ecco che sorgeva un’altra tesi, altrettanto smentita dalle analisi, secondo la quale le ferite riportate dal ragazzo sarebbero dovute ad atteggiamenti autolesionistici dello stesso. La verità? Il ragazzo è stato più volte percosso da due manganelli, che si sono spezzati sul giovane corpo del diciottenne, fino a provocargli danni che, inesorabilmente, lo hanno portato alla morte. Durante quelle cinque ore, il corpo del ragazzo giaceva a terra, inerme, con la maglietta alzata, con la testa spaccata, senza che nemmeno un lenzuolo lo coprisse. Durante quelle cinque ore, i poliziotti parlottavano del più e del meno, ridendo e scherzando su chi di loro dovesse prendere il portafoglio del ragazzo. Un’indifferenza allarmante. Una crudeltà disarmante. Una vita innocente stroncata al suo inizio, senza che gli autori dell’infame gesto, ad oggi, abbiano pagato. Ma pagheranno mai?

L’abuso di potere è l’unica cosa che rende un poliziotto o carabiniere un criminale. L’abuso di potere è il nemico da combattere. Forse anche per questo non mi è mai passato per la testa di arruolarmi. Forse anche per questo odio qualsiasi forma di violenza e guerra. Forse anche per questo. Per non diventare come la maggior parte delle persone arruolate nelle forze armate. Per paura di abbassarmi al loro livello, e di non riuscire più ad uscire dal quel circolo vizioso (e mafioso) che è la causa di comportamenti assolutamente irresponsabili da parte di una maggioranza di persone che, avendo una pistola e un distintivo, dimenticano che se esiste un Dio, quello non è certo riconducibile a loro! Fascisti legalizzati, ma anche brave persone, con ideali solidi. Ma quanti realmente sono come questi ultimi? Non viene da pensare che il motto tanto contestato degli stadi, ACAB (All Cops Are Bastard), seppur generalizzato, rispecchi la realtà delle cose? Forse è vero che non si può generalizzare. Quindi, a questo punto, sarebbe più giusto che l’acronimo diventasse AACAB. Per una questione di “political correctness” Almost All Cops Are Bastard! Così lasciamo che le coscienze di coloro che si credono onesti rimangano pulite, e che questi continuino ad agire per il bene comune, stirando le loro divise, lucidando i loro manganelli e le loro pistole, pronti ad usarle in primis contro i LORO colleghi; contro quelli che facilmente rientrano nella categoria (concedetemi il termine) precedentemente “acronimizzata”. Utopia…

Per voi, per tutti, per non dimenticare: