Ripassiamo la storia italiana: la P2 e la sua continuità politica attuale…

Posto l’ultimo passaparola di Marco Travaglio, con la speranza che si riesca a socchiudere gli occhietti su ciò che sta succedendo in Italia e sul perché sta succedendo!

A voi:

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Ecco l’Italia democratica…

Ecco la dimostrazione delle pagliacciate del governo Berlusconi. Un governo di regime, dittatoriale, che, a differenza dello zio Benito, che fucilava i dissidenti, usa i media e la censura, in barba ai diritti fondamentali di ogni cittadino sanciti dalla Costituzione Italiana. L’articolo 21 recita così: “tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”.

Eccovi il video:

Rieccomi tra di voi!!! Riflessioni…

Salve a tutti i miei appassionatissimi lettori (che esagerazione!!!). Sono tornato, finalmente, e chiedo scusa a quanti di voi mi hanno chiesto aiuto e consigli, senza vedersi scritta nemmeno una rispostina piccolina piccolina… SCUSATE! Il fatto è che sono stato via… ma proprio via!

Giorno 27 Marzo 2008 sono partito da Palermo. Per andare dove? In Cina. Ho ricevuto un incarico da parte di un importatore siciliano che non conosceva una cippa di inglese e aveva bisogno di un traduttore/mediatore/interprete che gli consentisse di poter combattere contro gli agguerriti cinesi, al fine di avere la meglio nei negoziati… Sono stato scelto proprio io, tra una lista che comprendeva altre 0 persone. La scelta è caduta su di me, fortunatamente 🙂

Partito da Palermo alle 10,30 del mattino, arrivo dopo solo 18 ore a Shanghai, ancora in pieno pomeriggio, scoglionato e rimbambito dal fuso orario… Il panorama che mi si presenta non è certo dei migliori. La Cina è una “Repubblica Popolare”, o almeno così si autodefinisce. Avete mai sentito parlare di repubbliche con un solo partito che governa da oltre mezzo secolo? Avete sentito mai parlare di Paesi in cui vige il divieto assoluto di parlare di politica in pubblico, ma anche in privato? Dove in ogni quartiere ci sono poliziotti in borghese che ascoltano le conversazioni fatte all’interno delle mura domestiche, irrompendo con brutalità nel caso in cui sentano parlare male del governo? Dove la natalità è limitata ad un solo figlio (due nelle zone rurali) e l’aborto è obbligatorio qualora si rimanesse incinte di un secondo (o un terzo)? Dove si preferisce far nascere i maschi e abbandonare/buttare o vendere le femmine, perché considerate una disgrazia per la famiglia? Dove la povertà più assoluta e la ricchezza più paurosa convivono in un fazzoletto di terra? E dove non esiste una classe media? E dove gli stessi cittadini credono fermamente di essere liberi? E dove credono che il governo abbia ucciso solo una decina di tibetani per una giusta causa, senza sapere le violenze e atrocità che stanno alla base dei fatti Tibetani? Dove ti dicono che un tuo parente, che ha fatto qualcosa di male, è stato spedito in un’altra parte della nazione, quando invece è stato barbaramente torturato ed ucciso, dando vita ad un traffico di organi in cui il solo cuore ha il valore di 25000 dollari? Dove se vai per primo dalla polizia hai ragione, anche se inventi di sana pianta una storiella per fare passare dei guai a qualcuno che ti sta particolarmente antipatico? Un paese democratico e libero in cui ti costringono a confessare un crimine che non hai commesso torturandoti al punto da farti desiderare la morte?

Non avete mai visto un paese come quello sopra descritto? Io si. Andate in Cina e lo troverete. Vedrete COME la Cina stia avendo uno sviluppo allucinante, sfruttando la forza lavoro e sottopagandola. In Cina il guadagno medio mensile di un operaio è di 80 euro. Il detto operaio non può permettersi un’automobile, il gasolio costa 50 centesimi al litro, e le macchine costano quanto nel resto del mondo; il suddetto operaio non può ribellarsi, visto che i colleghi cinesi non riescono a mantenere i segreti, e andrebbero subito a raccontare al BOSS l’idea dello sfortunato ribelle… Chi ha i soldi ne ha troppi e non sa cosa farsene… chi non ce li ha, deve cercarsi da mangiare tra i bidoni della spazzatura. O assillare un povero turista che non ha gli occhi a mandorla, fino quando quest’ultimo non mette la mano in tasca e lancia una monetina da un RMB (o Yuan), equivalente ai nostri dieci centesimi di euro, all’interno del piattino o bicchierino di plastica vuoto fino a quel momento…

Vi racconto cosa è successo durante una serata passata a Yiwu. Eravamo dentro un pub, e stavamo consumando un caffé (schifoso), insieme ai boss di una grande azienda. Ad un tratto la moglie del boss mi chiede: “Cosa vi è arrivato in Italia della situazione in Tibet?” Ed io, noncurante delle possibili conseguenze che il mio gesto avrebbe potuto avere: “Che il vostro governo ha ammazzato brutalmente migliaia di persone, solo perché vogliono un indipendenza che meritano, visto che la loro etnia non ha nulla a che vedere con la vostra. Siete due popoli completamente diversi, perché non lasciarli in pace?” Dopo la mia pungente e rischiosa considerazione, vedo la moglie del boss che interloquisce con quest’ultimo, traducendo quello che avevo proferito. Entrambi si mettono a ridere sonoramente, con mio immenso stupore, e Sandy, questo il nome della donna, mi dice che quello che sapevo era una grandiosa cazzata. Secondo il suo punto di vista, che poi è il punto di vista di qualsiasi cinese, punto di vista che deriva dalle dichiarazioni in terra cinese del “governo popolare”, i monaci uccisi sono una decina, e hanno meritato di morire, perché hanno attaccato i militari e perché vogliono un indipendenza che non devono avere… Non ho detto più nulla, mi è bastato sentire questa affermazione per capire che nemmeno i cinesi sono al corrente di quello che sta realmente accadendo in Tibet. Tutti si fidano al 100% del loro governo.

Come migliorare questa situazione? Una rivoluzione? Ma quando mai! Per i cinesi è tutto ok. Non ci sono scrittori, poeti, filosofi. Non c’è libertà di pensiero, stampa, ecc… ecc… Il governo controlla tutto, filtra, fa e disfa, senza che nessuno dei cinesi se ne renda conto…

Questa è la Cina, e, nonostante io ci sia andato per motivi di lavoro, non posso che stringermi attorno alle tante associazioni che si battono per la difesa dei diritti umani, ma consapevole del fatto che noi, dall’esterno, possiamo fare poco o niente, e che il futuro dei cinesi dipende da loro stessi. Spero che tutti i cinesi emigrati, facciano aprire gli occhi a quelli rimasti in patria, li sveglino da questo lungo sogno che dura da più di mezzo secolo.

Questa esperienza di dieci giorni mi è servita ad apprezzare molto quella poca libertà che abbiamo in Italia. Pensiamo a come staremmo se fossimo nella stessa situazione dei cinesi… Già la nostra democrazia è minata da uomini pseudo-liberi che ci fanno credere in principi ed ideali inesistenti o in contraddizione con ciò che fanno, tramite le loro televisioni e giornali. Noi, a differenza dei cinesi, abbiamo un’alternativa. VOTARE! E nonostante fino a 15 giorni fa fossi un convinto sostenitore del non-voto, adesso credo che il nostro futuro dipenda dalle nostre scelte alle elezioni. Andiamo a votare, perché se non ci andiamo, lasceremo il paese in mano a quei pochi ignoranti che danno il voto solo perché questo o quel candidato hanno una bella faccia.

Chi conosce, vada a votare.

Chi ritiene opportuno votare per Berlusconi, perché crede veramente nei suoi ideali di cleptomania, o perché è come Berlusconi, lo voti.

Tutte le altre persone “normali” si rivolgano ad altri lidi, consapevoli del fatto che se l’Italia verrà consegnata di nuovo al piazzista di Arcore, non è per loro negligenza. Quest’ultimi vedranno con altri occhi il declino dell’Italia e la scomparsa degli ultimi rimasugli di democrazia, e saranno consapevoli di non avere nessuna colpa, perché hanno fatto il loro dovere. Coloro che non voteranno rimarranno col rimpianto, perché saranno consapevoli che una loro scelta, avrebbe potuto cambiare il futuro. Ringrazio tutte le persone che mi sono vicine, perché senza di loro io mi sarei messo all’interno di quelli che non vogliono votare o vogliono fare scheda nulla. Adesso so che IO posso ancora essere decisivo, perché, a differenza dei cinesi, ho il beneficio della scelta…

Vi lascio con una fotografia di Shanghai, vera e propria metropoli, e quella di un venditore ambulante di frutta, il cui lavoro gli permette di guadagnare la bellissima cifra di 3 euro al giorno!!